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Scritto da sputniknews.com   
Giovedì 04 Luglio 2019 00:45


Deterrente ed economicamente significativo. Ma forse qualcuno guarda più in là....



Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge federale sulla sospensione del Trattato sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio (trattato INF) e mercoledì il documento è stato pubblicato sul portale internet di informazione legislativa ufficiale.
“Sospendere la validità del Trattato tra l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e gli Stati Uniti d’America sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio firmato nella città di Washington l’8 dicembre 1987”, si legge nel documento.
All’inizio di quest’anno Washington ha annunciato la propria uscita unilaterale dal trattato INF, accusando la Russia di violarne da tempo le condizioni. Mosca respinge ogni accusa.
Il presidente russo Vladimir Putin il 2 febbraio ha dichiarato che la Russia avrebbe risposto alla decisione degli USA di uscire dal trattato sospendendo a sua volta la propria partecipazione all’accordo.
Putin ha sottolineato che la Russia non deve lasciarsi trascinare in una corsa alle armi sconveniente per Mosca e che non lo farà. Il presidente russo ha aggiunto che tutte le proposte della Russia sul disarmi “restano sul tavolo delle trattative e le porte sono aperte”.

Il trattato INF
L'accordo sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio è un accordo firmato da URSS e USA nel 1987 che prevedeva la distruzione, da parte di entrambi i firmatari, del loro arsenale di missili balistici e missili da crociera basati a terra a medio (1000-5500km) e corto (dai 500 ai 1000km) raggio, e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro.
Il 20 ottobre 2018, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di ritirarsi dal trattato INF, dal momento che Mosca, a suo parere, non adempie ai suoi obblighi.
Il capo della Casa Bianca ha sottolineato che Washington ha bisogno di costruire il suo potenziale nucleare. Ha notato che questo accadrà finché gli altri "non rinsaviranno". Dopodiché, gli Stati Uniti saranno pronti a fermare questo processo e persino a procedere con la riduzione delle armi. Ha spiegato che questo messaggio è indirizzato principalmente a Cina e Russia.

Mosca ha detto che avrebbe risposto specularmente se nuovi missili americani fossero stati schierati in Europa. Secondo Vladimir Putin, i paesi disposti a schierare armi statunitensi dovrebbero rendersi conto che stanno mettendo il loro territorio a rischio di un possibile attacco di rappresaglia.
Il Cremlino ha ripetutamente sottolineato che Mosca ha diverse domande nei confronti di Washington sull'attuazione del trattato da parte degli stessi americani. In particolare, la Russia indica che gli Stati Uniti stanno schierando a terra in una base militare in Romania, così come in Polonia, installazioni in grado di lanciare missili da crociera tipo Tomahawk, vietati dall'accordo. Inoltre, gli Stati Uniti stanno sviluppando droni d'attacco e finanziano la ricerca sulla creazione di missili da crociera basati a terra.
Il 4 dicembre scorso il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva dichiarato che la Russia ha 2 mesi per "tornare a rispettare" il trattato INF. Ha aggiunto che se non dovesse accadere, Washington non si sentirà più vincolata agli impegni del trattato.

 

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