Niente cinesi per il Giro d'Italia Stampa
Scritto da ilsole24ore   
Lunedì 02 Settembre 2019 00:23


Dazi sulle biciclette gialle

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue (L 225/1 del 29 agosto) il regolamento 2019/1379 che conferma – per ulteriori 5 anni – i dazi antidumping – al 48,5% – nei confronti delle importazioni, in Europa, di biciclette dalla Cina. Non solo, nella misura ci sono anche Indonesia, Malesia, Sri Lanka, Tunisia, Cambogia, Pakistan e Filippine, in quanto il riesame delle misure, iniziato l’anno scorso, ha confermato che questi Paesi riesportavano il prodotto cinese in Europa con l’unico obiettivo di aggirare i divieti imposti da Bruxelles. Una concorrenza giudicata sleale perchè, a differenza di quanto accade in Europa, in Cina è Pechino a decidere quanto le aziende devono produrre e a “sussidiare” le proprie imprese – dai bassi costi di acciaio e alluminio a quelli di ricerca e sviluppo – in un quadro di competizione distorta.

Il comparto in Europa
Quella delle biciclette è in Europa – e soprattutto in Italia – un’industria ancora fiorente (non più negli Usa, dove proprio la concorrenza sleale cinese ha spazzato via la filiera). Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, il settore offre lavoro, direttamente o indirettamente, a 100mila persone in circa 900 imprese, che generano annualmente oltre 1 miliardo di euro di investimenti nella Ue e circa 12 miliardi di euro di crescita della produzione industriale.
«L’industria europea – ha sottolineato Moreno Fioravanti, il segretario di Ebma (l’associazione europea dei produttori di bici) – ha sempre investito in innovazione e tecnologia. Ha potuto farlo grazie al fatto che il mercato era tutelato dai dazi antidumping e questo ci ha consentito di poter continuare a innovare. Oggi il 50% dei componenti bici è fatto nella Ue. La bicicletta a pedalata assistita è stata inventata in Europa proprio grazie a queasta capacità di investimento che negli anni non è venuta meno a causa della concorrenza sleale».

Il settore in Italia
Solo in Italia, il settore occupa più di 14mila addetti in circa 250 imprese e realizza un fatturato di oltre 1,2 miliardi di euro. «Il beneficio della concorrenza sul mercato è un valore fino a quando resta leale – ha spiegato Giannetto Marchettini, il commissario di Ancma (l’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori) –. Questo limite è stato superato ed è giusto condurre queste battaglie. È una presa di posizione che non riguarda solo aspetti economici, ma anche la tutela di un’eccellenza e della riconoscibilità del saper fare italiano».
Contro ogni evidenza, nell’era della sharing economy, con una straordinaria crescita di bike sharing a postazione fissa e free floating (+ 147% solo nel 2017 e una flotta di circa 40mila mezzi sul territorio), il mercato interno delle biciclette continua a tenere. Sono infatti 1.595.000 le biciclette vendute nel 2018, mentre la produzione si attesta su oltre 2.445.000 di pezzi. Sul fronte del mercato interno il segno meno interessa principalmente la bicicletta tradizionale (-7,6%), mentre continua a crescere l’e-bike (+16,8%, con 173mila pezzi venduti).
A gennaio, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale Ue L16/108 del 18 gennaio, l’Unione europea aveva definitivamente imposto dazi addizionali – dal 18,8% al 79,3% – anche sulle cosiddette e-bike cinesi, cioè le biciclette”elettriche” o anche “a pedalata assistita”.