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Ci affidiamo ai libici PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Lunedì 09 Ottobre 2017 00:29


Forse l'invasione le frenano loro

 

Il clan dei Dabbashi, «specializzato» nel traffico di migranti, è stato cacciato dalla città costiera di Sabrata, il principale centro per le partenze verso l’Italia. Dopo tre settimane di combattimenti «l’esercito libico» ha rivendicato la vittoria e la gente «è scesa nelle strade a festeggiare». Sabrata si trova a 70 chilometri a Ovest di Tripoli ed è inserita nel patrimonio protetto dall’Unesco per le sue rovine romane. 
Le forze in campo 
Il successo è stato rivendicato dalla cosiddetta Ghourfa Amaliat, forze speciali delle milizie alleate del premier Fayez Al-Serraj, ma anche dal generale Khalifa Haftar, rivale di Al-Serraj, che ha appoggiato l’operazione con una milizia sua alleata, la Brigata Wadi.
Centinaia di feriti 
Le due forze si sono scontrate con la Brigata 48 del signore della guerra locale Amu, cioè «zio», Dabbashi, comandante militare del clan di Anis Dabbashi. In tre settimane di scontri ci sono stati almeno 30 morti e 270 feriti, e sono stati danneggiati anche alcuni monumenti di epoca romana, trasformati in fortini.
Il clan Dabbashi 
La lotta fra le tre fazioni ha costretto migliaia di persone a lasciare il centro della città. Il clan Anis Dabbashi, forte dei suoi cinquecento combattenti, controllava la città e, soprattutto, il traffico dei migranti verso l’Italia. Sabrata è il primo porto libico per le partenze per l’Europa.


Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Ottobre 2017 08:01
 

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