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Scritto da repubblica.it   
Giovedì 12 Ottobre 2017 00:19


Cala la popolazione straniera perché gli immigrati già diventano rapidamente italiani

Istat: "Per la prima volta calano gli stranieri in Italia". La carica dei ragazzi che diventano cittadini
Sono 3,7 milioni i cittadini non comunitari che hanno un permesso di soggiorno in Italia al primo gennaio 2017. Un dato per la prima volta in calo: nel 2016, i permessi di soggiorno a cittadini extraUe erano 3.931.133. A dare notizia è il report annuale dell'Istat sulla presenza straniera. Parte consistente della diminuzione (circa i due terzi, spiegano dall'Istituto di statistica) è attribuibile a nuovi sistemi di rilevazione, che hanno permesso di ripulire gli archivi da una serie di persone, soprattutto i bambini, che negli ultimi anni sono diventati cittadini. Ma il calo, che riguarda soprattutto le regioni del Centro-Nord, resta e si aggira intorno alle 70/75mila unità. Diminuiti anche i permessi di lungo periodo,di quasi 83mila unità.
Guardando ai flussi dell'ultimo anno, nel 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto al 2015. E a colpire nel quadro è l'aumento record dei documenti rilasciati per asilo politico e protezione internazionale (77.924), che rappresenta oltre un terzo dei nuovi titoli di soggiorno. Un dato che è al massimo storico, e riguarda persone provenienti quasi nella metà dei casi da tre soli Paesi: Nigeria, Pakistan e Gambia. Quanto alla distribuzione di rifugiati e richiedenti asilo, il Nord Ovest ne accoglie il 24,4%, il NOrdest il 23,6%; il Centro il 16,6% mentre il Sud, che è la porta d'ingresso principale, ha il 35,5% dei permessi.
In calo invece i nuovi permessi per lavoro (12.873, ossia il 41% in meno rispetto al 2015), per effetto della mancata emanazione dei "decreti flussi" per i lavoratori provenienti dall'estero. Che quindi, come già accade da diversi anni, cercano altre strade per arrivare in Italia, come il ricongiungimento familiare, che continua a rappresentare il motivo d'ingresso più rilevante (45,1%). L'ingresso per lavoro è la strada maestra solo per figure qualificate provienenti dagli Stati Uniti (36,7%) e dall'India (15,7%).
Da sempre, il mosaico delle nazionalità è molto variegato: le prime dieci coprono il 61,6% di presenze. In testa Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine. Ma proprio le comunità straniere più numerose fanno registrare un continuo calo numerico dovuto alle acquisizioni di cittadinanza, un segnale - scrivono i ricercatori Istat - di crescente stabilità.
L'anno scorso, sono diventati italiani 184.638 cittadini extra Ue (+16% sul 2015). Un dato che conferma un trend stabile negli ultimi anni (i "nuovi italiani" erano meno di 50mila nel 2011) e che riguarda in modo crescente chi ottiene il passaporto per residenza, e chi, nato in Italia, prende la "cittadinanza elettiva" al raggiungimento della maggiore età: sono passati da circa 10mila nel 2011 a quasi 76mila nel 2016. "Si tratta - scrive l'Istat - di un numero sempre più rilevante di giovani" che diventano italiani. E nell'ultimo anno, "circa nel 67% dei casi, il passaggio è avvenuto senza che gli interessati abbiano mai vissuto l'esperienza migratoria". In netto calo invece (9% rispetto al 30% del 2012) le acquisizioni per matrimonio.
Tra le nazionalità di origine dei nuovi italiani spiccano albanesi e marocchini (rispettivamente 37mila e 35mila). Seguono, ma a notevole distanza, indiani, bengalesi, pachistani e macedoni mentre tra i primi dieci Paesi non c'è la Cina che pure conta su oltre 300mila soggiornanti. Ma non sempre l'acquisizione del passaporto implica l'intenzione di restare: su 541mila extracomunitari divenuti italiani dal 2012, 24mila hanno preso poi la residenza all'estero.
Sempre nel 2016, i permessi scaduti e non rinnovati sono stati circa 145.700, quasi il doppio dell'anno precedente. I nuovi flussi non sempre portano a una presenza stabile: da un'indagine Istat sui migranti arrivati nel 2012 emerge che solo poco più della metà (il 53,4%) era ancora in Italia al primo gennaio 2017. Coloro che arrivano in cerca di asilo politico hanno una permanenza più bassa degli altri: restano in Italia nel 51,5% dei casi.
Le donne nel 2016 sono state il 40% dei nuovi flussi, anche per effetto della quota consistente di profughi e richiedenti asilo (dove la componente maschile è fortemente maggioritaria: 88,4%). Mentre la componente femminile rimane in testa quanto agli ingressi per motivi di studio e familiari.
Sono 1,3 milioni le famiglie in Italia che hanno almeno un componente straniero: di queste, 328mila sono miste (circa 1 su quattro).
Spesso si tratta di nuclei single, mentre al Nord, dove la presenza straniera è più radicata, aumentano le coppie con figli.

 

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