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Primi investimenti con la scusa del verde PDF Stampa E-mail
Scritto da wallstreeitalia.com   
Venerdì 17 Gennaio 2020 00:20


Con effetti collaterali che rischiano di far sparire milioni di posti di lavoro

Inizia a definirsi il cammino “verde” cammino sul quale la nuova Commissione vuole portare l’Unione europea. Oggi i fari puntati sono puntati verso Strasburgo, dove verrà alzato il velo sul maxi-progetto di investimenti  che l’Europa punta a mobilitare mille miliardi di investimenti solo nei prossimi dieci anni.
Fra questi 100 saranno destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti come la Puglia, che utilizzerà le risorse del “Fondo per la transizione giusta” per riconvertire l’area ex-Ilva di Taranto.
L’ambizioso piano per rendere il Vecchio continente carbon-neutral entro il 2050 che è l’asse portante delle politiche del prossimo esecutivo comunitario. Una trasformazione sostenibile affidata da Ursula von Der Leyen, presidente della Commissione europea, al suo vice Frans Timmermans, che dovrà poggiare su cinque azioni chiave, come decarbonizzazione, efficienza e riconversione.

Che cosa provede il progetto
Secondo le prime anticipazioni, il progetto prevederà regole meno severe sugli aiuti di Stato per gli interventi pubblici nei settori eco-sostenibili e coordinamento annuale con i governi per definire nel quadro del semestre europeo gli interventi necessari.
Il pilastro finanziario del nuovo piano sarà proprio il nuovo Fondo per la transizione giusta, un meccanismo creato per attutire i costi economici e sociali della riconversione energetica nelle aree più dipendenti dalle industrie inquinanti, come il polo siderurgico tarantino.
Dei 100 miliardi che la Ue conta di mobilitare entro il 2027, all’Italia dovrebbero andare 4 miliardi, contro i 10 miliardi attesi dalla Polonia, gli 8 della Germania, i 6 della Spagna e i 5 miliardi della Grecia.
Secondo le prime anticipazioni, la Commissione proporrà di dedicare almeno il 25% del bilancio Ue per investimenti in settori “verdi”, cioè 485 miliardi da qui al 2030. A questa cifra se ne aggiungeranno altri 115 miliardi che sono previsti dal cofinanziamento nazionale nel quadro dei vari programmi legati ai fondi strutturali europei. Si potrà contare anche sui finanziamenti della Banca europea degli investimenti e dai privati attraverso il piano “InvestEU”.



 

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