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Scritto da ilgiornale.it   
Giovedì 26 Marzo 2020 00:38


Vaccini e dintorni

Piccole speranze crescono. Un altro passo in avanti verso lo sviluppo di un vaccino e trattamenti per combattere il Coronavirus è stato fatto da alcuni scienziati australiani che hanno osservato le capacità dell’organismo di combattere il virus e guarire dall’infezione.
Come riporta repubblica.it, i ricercatori del Peter Doherty Institute for Infezione e Immunità di Melbourne hanno mappato le risposte immunitarie di uno dei primi nuovi positivi da Covid-19 in Australia, mostrando la capacità del corpo di combattere il virus e guarire dall’infezione. Ed i risultati sono stati molto buoni.
Le quattro fasi
La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Nature Medicine, riporta in maniera dettagliata le varie fasi della risposta del sistema immunitario della paziente, una donna sui quarant’anni tornata da Wuhan con sintomi come letargia, mal di gola, tosse secca e febbre, da cui i medici avevano prelevato e testato campioni di sangue in quattro diversi tempi prima e dopo la guarigione.
Guarigione spontanea
“Dopo tre giorni - scrivono i ricercatori - abbiamo individuato l’emergenza di una forte popolazione di cellule immunitarie, un segnale di recupero già individuato durante l’infezione influenzale stagionale. Abbiamo, quindi, previsto che la paziente fosse in via di guarigione e così è stato”.
In pratica, in soggetti sani, il virus ha spesso la peggio come già accaduto con la guarigione di migliaia di persone in Italia e nel mondo. “Abbiamo dimostrato che anche se il Covid-19 è causato da un nuovo virus, in una persona altrimenti sana una risposta immunitaria robusta associata al recupero clinico, simile a quanto abbiamo osservato nella comune influenza”, hanno affermato gli studiosi.
Le stime attuali mostrano che oltre l’80% dei casi di Coronavirus sono da lievi a moderati e capire la risposta immunitaria, nelle situazioni più leggere, è molto importante. “Questo è un incredibile passo avanti nella comprensione di ciò che guida il recupero dalla malattia - ha dichiarato uno dei ricercatori - le persone possono usare i nostri metodi per comprendere le risposte immunitarie nella maggior parte dei contagi da Covid-19 ma, anche, capire cosa manca a coloro che hanno esiti fatali”.
Nessuna certezza sulle “ricadute”
È ancora presto per dire se, una volta contratto il Covid-19, ci sia o meno l’immunità da un’ulteriore ricaduta. “Sappiamo che possiamo generare risposte immunitarie al virus - dicono i ricercatori - la prossima questione sarà capire se la risposta immunitaria conferisce immunità e per quanto tempo. Speriamo, adesso, di espandere lo studio a livello nazionale e internazionale per capire perché alcune persone muoiono per Covid-19 e altre no, e per sviluppare risposte rapide anche a futuri virus emergenti”, concludono gli studiosi.

 

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