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Scritto da agenzianova.com   
Venerdì 17 Aprile 2020 00:11


Mandrie e greggi dell'umanità

Al mondo non ci sono paesi con un sistema sanitario completamente pronto ad affrontare senza problemi la pandemia di Covid-19, ma le autorità russe sperano di riuscire a replicare il modello tedesco che sta ottenendo buoni risultati nella gestione dell’emergenza. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, durante un intervento sull’emittente “Pervij Kanal”. “Non ci sono paesi che siano in grado di affrontare questa pandemia senza doversi trovare a gestire un sovraccarico del sistema sanitario: ne sono purtroppo un esempio paesi come gli Stati Uniti, la Spagna o l’Italia”, ha detto il rappresentante della presidenza russa, aggiungendo che “più gestibile, anche se comunque preoccupante, è la situazione in Germania, ed è per questo che cercheremo di gestire l’emergenza seguendo il loro modello”.

Tra gli altri punti, si legge: “Rafforzamento della capacità regionale di sorveglianza epidemiologica, sotto forma di centri periferici di monitoraggio a diffusione capillare sul territorio e con messa a punto di sistemi di ‘epidemic intelligence’, che rilevino precocemente ogni segnale di accensione di focolai epidemici”. E “mandato legale di proporre in modo tempestivo e possibilmente vincolante provvedimenti flessibili in risposta a segnali di ritorno del virus”. Ultima caratteristica: “Condivisione della strategia comunicativa con l’Ordine dei Giornalisti e i maggiori quotidiani a tiratura nazionale, nonché le principali testate radio-televisive pubbliche e private per evitare i danni potenziali sia dell’allarmismo esagerato che della sottovalutazione facilona o addirittura negazionista”.

I virologi aggiungono: “Non sfugge, ovviamente, alla nostra attenzione che un simile ambizioso progetto di struttura di monitoraggio e risposta flessibile (MRF) al rischio di ritorno dell’infezione da SARS-CoV-2, che sia rigorosamente “data-driven”, rappresenti un investimento significativo di risorse, necessarie alla sua rapida implementazione nei prossimi quattro-sei mesi (personale, infrastruttura, test, analisi ecc…**)”. Per gli esperti si tratta di un piano attuabile, anche se “il rafforzamento del sistema sorveglianza-risposta a livello sanitario dovrà essere accompagnato da un piano complessivo di limitazione del rischio di attivazione di focolai epidemici nei luoghi di lavoro e nel sistema educativo scolastico. Tale piano dovrà prevedere una profonda ristrutturazione delle procedure e delle attività, che dovranno essere ridisegnate al fine di limitare la diffusione di virus respiratori”.