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Londra non sta così bene come ce la raccontano PDF Stampa E-mail
Scritto da insideover.com   
Lunedì 15 Marzo 2021 00:59


Inizia con i tagli agli aramementi?

Indiscrezioni riportate dalla stampa britannica riferiscono che nel prossimo bilancio per la Difesa potrebbero esserci tagli importanti che colpirebbero il programma di acquisizione dei caccia di quinta generazione F-35B, la versione Stovl (Short Take Off Vertical Landing) del velivolo della Lockheed Martin.
Si tratta, per il momento, solo di speculazioni: la Integrated Review of Security, Defence, Development and Foreign Policy, il documento programmatico che porrà le basi per i futuri programmi, sarà pubblicata il prossimo 16 marzo 2021, mentre il Defence Command Paper il 22.
Si parla della cancellazione dell’ordine per altri 90 F-35B, in favore della ridistribuzione dei fondi a favore del caccia Tempest, che sarà costruito nel Lancashire da un consorzio che vede presenti anche Italia e Svezia. Nel contempo 24 caccia Typhoon verranno ritirati anticipatamente mentre intere flotte di aeromobili verranno messe fuori servizio man mano che i droni diventeranno sempre più comuni.
Parlando al comitato per i conti pubblici, il segretario permanente del Ministero della Difesa Sir Stephen Lovegrove ha dichiarato che “le cose cambiano nello sviluppo di questi programmi a lunghissimo termine. Esistono diverse funzionalità che rendono le cose che devi ancora acquistare forse obsolete o forse ne hai bisogno di meno o le minacce cambiano”.
La flotta di F-35B con le coccarde britanniche passerebbe, così, a soli 48 esemplari a fronte dei 138 originariamente previsti. Un numero esiguo e appena sufficiente a soddisfare le esigenze di base della Royal Navy, che prevede di impiegarli sulle nuove portaerei classe Queen Elizabeth. Il Regno Unito, se vorrà davvero proiettarsi globalmente anche attraverso il suo strumento navale come da dottrina “Global Britain”, dovrà mettere in conto di assicurare una presenza sui mari pressoché continua tramite le due unità navali portaeromobili, e una lunga permanenza in zona operativa a così grande distanza (si tratta di puntare allo scacchiere dell’Estremo Oriente) mette a dura prova gli uomini ma soprattutto i mezzi, pertanto 48 velivoli potrebbero non essere sufficienti se consideriamo quelli che, sicuramente, dovranno essere revisionati più o meno a fondo.

Il ridimensionamento, nonostante le parole del segretario, non è motivato da analisi inerenti il livello di obsolescenza dei mezzi o la loro efficacia in senso generale, bensì potrebbe essere frutto del piano dei tagli al bilancio britannico: tra i 24,1 miliardi di sterline stanziate per l’anno in corso, infatti, sono scomparsi assetti come i Sentinel R1, un aereo della Royal Air Force destinato alla ricognizione elettronica e alla raccolta dati di intelligence (definita Istar). Un po’ troppo presto se consideriamo che le prove del velivolo nella Raf sono iniziate nel 2007 mentre il primo stormo operativo ha cominciato a volare nel 2008. Ad esso si accompagnano la dismissione di 14 velivoli della flotta dei C-130J Hercules, la riduzione degli E-7 Wedgetail (da 5 a 3 esemplari), e di quella degli aerei da trasporto vip Bae 146 (con 30 anni di anzianità), sostituita da velivoli in leasing nonché della linea degli elicotteri da trasporto che sarà ridotta di 45 unità.
L’idea di ridurre il numero degli F-35 circolava già da mesi, sebbene in misura diversa. Lo scorso settembre vi avevamo raccontato di come a Londra si pensasse di ridurre la commessa originaria a 70 velivoli, ritenuti, allora “appena sufficienti” per avere una forza credibile. Del resto le sole portaerei classe Queen Elizabeth sono nate per trasportarne tra i 12 e i 36 – a seconda delle configurazioni di missione – ed il velivolo dovrà comunque sostituire i Tornado della Raf, che sono ormai prossimi al ritiro dal servizio attivo, sebbene il Regno Unito preveda di utilizzare ad interim il Typhoon nello stesso ruolo che fu del velivolo del consorzio Panavia.
Il caccia Tempest, infatti, non vedrà la luce prima del 2035/2040 e Londra dovrà forzatamente cercare qualcosa in sostituzione dei suoi Tornado, ma una flotta composta da 48 F-35B e dai rimanenti Typhoon (che stanno accumulando anzianità di servizio), ci sembra poco adatta al desiderio britannico di tornare attivamente protagonista sul palcoscenico globale.

Certamente risparmiare sugli F-35 per puntare tutto sul Tempest significa aiutare l’industria nazionale, con, in prospettiva, la possibilità di espandere il raggio d’azione delle esportazioni, però bisogna considerare che il caccia di sesta generazione, così com’è stato concepito ora – quindi praticamente solo in fase di progettazione – ha una vocazione che risulta essere principalmente quella dell’intercettore/caccia da superiorità aerea, non quella di un multiruolo come il Typhoon o di un multiruolo spinto come l’F-35. Londra quindi avrà comunque bisogno di trovare un velivolo per l’interdizione, perché è oggettivamente impensabile ritenere che possa affidarsi al Typhoon sino e oltre il 2040, stante il livello in crescita delle minacce avversarie.
Non ci resta, quindi, che attendere la metà del mese per capire quale sarà davvero la strategia inglese ed il futuro degli F-35B, che è anche strettamente legato a quello della capacità di proiezione di forza britannica e della Royal Navy.

 

 

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