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Nel segno di Putin PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 02 Marzo 2009 01:00

Russia Unita stravince le elezioni regionali.

Le elezioni regionali russe consolidano il potere di Vladimir Putin, Il partito del premier, Russia Unita, si e' imposto largamente in nove consigli locali in cui si e' votato ieri. Ovunque, stando alla Commissione elettorale centrale che ha diffuso i dati, il partito di governo ha preso tra il 49 e il 79 per cento delle preferenze. Il Partito Comunista all'opposizione e' secondo, nettamente distanziato.
 
Cahier de doléances PDF Stampa E-mail
Scritto da ap   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Mille cinesi venuti dalla campagna per dimostrare prelevati nottetempo dalla polizia a Pechino

La polizia cinese ha portato via un migliaio di manifestanti provenienti da tutto il Paese, che si erano riuniti a Pechino per presentare le loro rimostranze al governo in vista dell'apertura dell'Assemblea Nazionale, prevista per la prossima settimana. Come avviene sempre in occasione dei lavori parlamentari, molti cinesi partono dalle campagne per raggiungere la capitale e protestare. Il numero dei manifestanti cresce con l'avvicinarsi dell'apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Zhou Li, un cinese originario di Pechino, ha detto che circa mille manifestanti sono stati prelevati nella notte dai loro hotel e portati via su autobus pubblici. "Queste persone sono qui perchè hanno un disperato bisogno di aiuto da parte del governo", ha detto il testimone. Zhou ha parlato oggi durante una manifestazione con 200 persone di fronte a un ufficio preposto a raccogliere le lamentele.

La Repubblica diventa vieppiù IMpopolare….

 
Castelli di finanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Di Stefano   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Pagheremo noi, letteralmente, le perdite degli squali di Wall Street

Tutti abbiamo saputo dei cosiddetti “Mutui subprime” americani, che sono stati una delle basi della crisi finanziaria planetaria dovuta alla finanza tossica. Le banche e le società finanziarie americane concedevano un mutuo per la casa a soggetti che difficilmente potevano poi pagarlo, ma in questo modo creavano un credito certo ed esigibile, coperto da una garanzia immobiliare. Questo “credito certo” veniva poi utilizzato come base per emettere altri titoli di credito (i famosi Derivati o Hedge Fund) che con le cosiddette prassi dell’ingegneria finanziaria veniva moltiplicato all’infinito. A dire che su un “credito certo” ad esempio di 100.000$ (il mutuo) si garantivano cinquanta e cento volte tanto di Derivati ed Hedge Fund. Quando il castello finanziario è cominciato a franare, e si andati dal povero cristo a cui avevano fatto il mutuo, tutto è crollato.

Tranquilli, ci dice il governo italiano. Le banche italiane sono solide e giudiziose, non hanno fatto mutui subprime e “finanza creativa”. E’ vero che per salvarle dal disastro della crisi planetaria lo Stato gli ha regalato miliardi di Euro dei contribuenti (sulla cifra vera c’è il segreto di Stato), è vero che le banche hanno incamerato questi soldi e stanno strozzando l’economia reale negando il credito alle imprese, ma sono quisquilie, pinzellacchere. Voi state tranquilli. Tutto prende le mosse dalla legge 130/1999 fatta dal governo D’Alema, quella delle “cartolarizzazioni” Le banche nel loro complesso avevano, dopo la crisi del 1992 (uscita dallo SME per le operazioni speculative contro la lira organizzate dal celebre finanziere Soros attraverso il “Quantum Fund”, con conseguente svalutazione della lira, crisi economica etc) avevano migliaia di miliardi di crediti ipotecari e chirografari di difficile se non impossibile esigibilità. Con la legge 130/1999 gli si consentiva di vendere questi crediti a terzi (appunto la “cartolarizzazione”) e di mettere in perdita la differenza fra il credito vantato (ad esempio 100.000€) e il prezzo di cessione del credito (ad esempio 40.000€), defalcando dall’imponibile fiscale i 60.000€; Mentre prima il credito “certo e libero” andava dimostrato in tribunale per poter agire contro il debitore ora diventava “certo e libero” su semplice dichiarazione della Banca.

Mentre prima era vietato cedere un credito a terzi senza il consenso del debitore ora si poteva cedere questo credito all’insaputa del debitore (con un semplice annuncio in Gazzetta Ufficiale (la Banca X ha ceduto i suoi crediti alla Società Y) E a chi li vendevano questi crediti “certi e liberi” le banche? A se stesse. Tutte le banche crearono delle Srl con capitale di venti milioni alle quali vendettero crediti per migliaia di miliardi di lire, gli ipotecari al 40% del loro valore nominale, i chirografari al 10% del loro valore nominale.

E come pagarono questi crediti le srl? Con delle “obbligazioni”, cioè con delle “promesse di pagamento”, cioè con delle “cambiali” (nobilitate anche col nome di Derivati ed Hedge Fund, appunto) Cambiali che erano garantite dal credito acquistato, che rimaneva al 100% nei riguardi dell’ignaro debitore.

Capito il meccanismo? Le banche vendettero a se stesse i crediti sottraendo al fisco il 40% o il 90% dell’imponibile, ma il credito rimaneva al 100% “certo e libero” in quota a una società di proprietà della stessa banca, che però non ci pagava le tasse perchè a bilancio questo “attivo” si sottraeva il “passivo” delle obbligazioni emesse. Ma attenzione: le banche avevano già recuperato fiscalmente questi crediti poiché aveva già conseguito il beneficio degli ammorta

 
Gli Usa verso un traguardo obbligato PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Il crack, maggiore del previsto, susciterà perlomeno tentazioni di guerra mondiale

Il prodotto interno lordo (Pil) degli Usa nel quarto trimestre 2008 è stato rivisto drasticamente al ribasso evidenziando una contrazione del 6,2% dal -3,8% della prima lettura. Il dato è peggiore delle stime degli economisti avevano previsto un -5,4%. Il ribasso degli ultimi tre mesi dello scorso anno è il più forte dal primo trimestre 1982, quando il Pil segnò un -6,4%. DATI - Con in dati definitivi dell'ultimo trimestre 2008, la crescita dell'economia statunitense nell'anno appena trascorso è stata rivista al ribasso portandola all'1,1% dal più 1,3% della prima lettura. Il pil Usa 2007 si era attestato al 2%. La crescita 2008, calcolata sulla base della stima del prodotto interno lordo del quarto trimestre, è la più debole dal 2001 quando l'economia americana segno più 0,8%. Il peggioramento delle stime in seconda lettura dipende dal cattivo andamento delle scorte e delle esportazioni. La spesa per consumi, che pesa due terzi del pil, è scesa del 4,3%, contro un iniziale -3,5%. Le esportazioni sono crollate a un tasso annuale del -23,6%, il minimo dal 1971, a fronte del precedente -19,7%. Gli investimenti sono scesi del 21,1%, contro il precedente -19,1%. BORSE - Wall Street ha aperto le contrattazioni in deciso ribasso, dopo la pubblicazione del dato sul Pil: il primo valore fissato dall'indice Dow Jones è in calo dell'1,39%, mentre Nasdaq ed S&P 500 arretrano dell'1,5%. Col passare dei minuti gli indici sono peggiorati ulteriormente: l'S&P 500 perde il 2,38% a 734,95 punti, e viaggia ai minimi di 12 anni. Immediata è stata anche la reazione delle Borse europee al Pil Usa. I principali mercati finanziari europei, che erano già in calo, perdono ulteriormente terreno. Francoforte cede attualmente il 3,9%, Parigi il 3,4%, Londra il 3,7%, mentre, a Piazza Affari, il Mibtel arretra del 3,1%.
 
Il bue che dà del cornuto al bue PDF Stampa E-mail
Scritto da ap   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

La Cina si secca delle accuse americane sui diritti dell'uomo. Da che pulpito?

Sale la tensione tra Cina e Usa. All'indomani della pubblicazione di un rapporto del Dipartimento di Stato Usa critico nei confronti di Pechino sul tema dei diritti umani, il governo cinese risponde seccamente chiedendo agli Usa di smetterla di atteggiarsi a garanti dei diritti dell'uomo nel mondo e di dare lezioni agli altri paesi.
Sono fidanzati da poco e già si comportano come due vecchie zitelle...


 
Più total che global PDF Stampa E-mail
Scritto da apcom   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

Francesi nel gas nigeriano in accordo-competizione con la Russia

Il gruppo petrolifero francese Total è pronto a partecipare alla realizzazione del gasdotto trans-sahariano, che pomperà gas dalla regione del Delta del Niger, nel sud della Nigeria, fino ai terminal presenti sulla costa algerina. Un progetto che consentirà all'Europa di ridurre la sua dipendenza dalla Russia, sottolinea oggi il Financial Times, segnata da continue interruzioni nell'erogazione del gas. Il direttore generale della Total in Nigeria, Guy Maurice, ha sottolineato come il progetto rappresenti un investimento strategico a lungo termine per il Paese e che "Total è pronta a partecipare". Da parte sua, il colosso russo Gazprom ha già fatto sapere di voler partecipare all'opera da 15 miliardi di euro, sottoscrivendo già lo scorso settembre un memorandum di intesa con la Nigerian National petroleum Corporation per una collaborazione nell'esplorazione, nella produzione e nel trasporto. Tuttavia, il progetto rischia di incontrare grandi difficoltà, innanzitutto per le minacce alla sicurezza poste dai militanti che operano nella regione, quindi per le divergenze sulla divisione dei profitti tra i diversi Paesi.
 
Integrazione PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

Tutti copiano i difetti di tutti; la contaminazione culturale tanto cara alla Caritas è già un dato di fatto

Una donna romena di 34 anni è stata sequestrata e violentata per giorni a Cosenza da un connazionale e da un immigrato marocchino, che sono stati arrestati dai carabinieri. Ad abusare della donna è stato dapprima il marocchino, Said Echi Chercki, di 36 anni, che, dopo averla sequestrata mentre aspettava l'autobus, ha portato la romena, sotto la minaccia di un coltello,in un capannone, dove l'ha tenuta segregata per circa dieci giorni. Il marocchino ha condotto poi la donna alla stazione degli autobus. Qui la donna è stata avvicinata da un connazionale che con la scusa di aiutare la connazionale, il romeno Marin Tanase, di 34 anni, ha minacciato il marocchino. Il romeno poi, a sua volta, ha portato la donna in un altro capannone dove per altri cinque giorni l'ha sottoposta a violenze ed abusi sessuali. La donna, approfittando di un momento in cui Tanase si era allontanato, è riuscita a liberarsi ed ha denunciato le violenze subite ai carabinieri, che hanno identificato ed arrestato, grazie alla collaborazione della donna, i due presunti responsabili delle violenze, che sono stati condotti in carcere. Ha chiesto aiuto ai passanti, in entrambe le occasioni in cui è stata sequestrata, ma nessuno ha voluto aiutarla. E' quanto hanno riferito i carabinieri a proposito del doppio rapimento subito dalla romena di 34 anni violentata a Cosenza. I due sequestri della donna, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, sono avvenuti alla stessa stazione degli autobus, davanti a decine di persone. La donna, in entrambe le occasioni, quando è stata prelevata con la forza e trascinata via, ha gridato, chiedendo aiuto ai passanti, che sono rimasti indifferenti. La romena lavora come badante per una famiglia di San Benedetto Ullano (Cosenza), alle porte della città. Il marocchino ed il romeno accusati di averla violentata sono entrambi disoccupati ed hanno precedenti penali non specifici. I carabinieri sono giunti ai due arresti grazie alle indicazioni molto particolareggiate fornite dalla badante romena. La donna è stata portata in ospedale, ma dopo le cure prestatele è stata dimessa ed affidata ad un istituto di accoglienza.


 
Tradizione in estinzione PDF Stampa E-mail
Scritto da apcom   
Giovedì 26 Febbraio 2009 01:00

In attesa di usare tutti tre o quattrocento parole. In inglese

E' stata presentata a Parigi la versione per internet del nuovo "Atlante delle lingue in pericolo nel mondo", promosso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per la scienza e la cultura (Unesco). "Alcuni dati contenuti nella nuova edizione sono particolarmente inquietanti - si legge nella nota di presentazione, citata dall'agenzia Misna - su circa 6.000 lingue esistenti nel mondo, più di 200 si sono estinte nel corso delle ultime tre generazioni, 538 sono in situazione critica, 502 seriamente in pericolo, 632 in pericolo e 607 vulnerabili". Secondo l'Unesco, sono 199 le lingue ormai parlate da meno di 10 persone, altre 178 sono invece parlate da gruppi tra 10 e 50 persone. Alla redazione dell'Atlante hanno collaborato più di 30 linguisti, dimostrando che il fenomeno della scomparsa delle lingue si manifesta in tutti i continenti e in condizioni sociali ed economiche molto diverse tra loro. Nell'Africa sub-sahariana, dove vengono parlate circa duemila lingue diverse (un terzo del totale mondiale) è probabile che nei prossimi 100 anni ne scompaiano il 10%. Il direttore dell'Unesco, Koichiro Matsuura, ha detto che "la scomparsa di una lingua porta alla sparizione di numerose forme del patrimonio culturale immateriale, in particolare della preziosa eredità costituita dalle tradizioni e dalle espressioni orali, dai poemi alle leggende, fino ai proverbi e ai motti di spirito, della comunità che le parla. La perdita delle lingue avviene a detrimento del rapporto che l'umanità intrattiene con la biodiversità, perché esse veicolano numerose conoscenze sulla natura e l'universo".
 
Usa before PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 25 Febbraio 2009 01:00

Gli aiuti tedeschi all'industria automobilistica. Di proprietà della General Motors

Il governo tedesco è pronto a intervenire in aiuto della Opel con un prestito straordinario. Lo scrive il quotidiano Financial Times Deutschland (Ftd). Finora Berlino lavorava all'ipotesi di una garanzia pubblica per la casa automobilistica, ma secondo il giornale adesso l'Esecutivo della cancelliera Angela Merkel ritiene che un prestito sarebbe la soluzione più indicata poiché permetterebbe di intervenire con maggiore rapidità.

La Germania intende certamente proteggere i livelli occupazionali: al contempo però riesce anche a dare un aiuto ai piani di “stimolo” di Barack. Non dimentichiamo che la Opel è infatti uno dei marchi della General Motors, che sino a prova contraria ha sede a Detroit e non a Francoforte. Il “buy american” sarà così rispettato…

 
Pijatevela un po' PDF Stampa E-mail
Scritto da affaritaliani   
Lunedì 23 Febbraio 2009 01:00

Indonesia, pornografia, moralismo e costituzione.

E' stata respinta per "ragioni tecniche" la prima richiesta di revisione per vizio di costituzionalità della legge anti-pornografia adottata lo scorso ottobre e definita filo-islamica dalle minoranze religiose e da gruppi di intelletuali e artisti dell'Indonesia. La Corte Costituzionale ha dato risposta negativa alla richiesta della 'Persatuan Masyarakat Hukum Adat Minahasà, un'associazione di avvocati, artisti e studenti del nord del Sulawesi, una parte del paese a prevalenza cristiana. Per l'associazione la legge è contro la Costituzione perché "limita la cultura e le arti indonesiane". Ma i giudici hanno detto che non possono esaminare la petizione, perché non è chiaro se è stata avanzata da individui o da una associazione con personalità giuridica. Rico Pandeirot, l'avvocato che ha rappresentato l'associazione, ha assicurato che studierà i dettagli e presenterà nuovamente la richiesta entro 14 giorni. Altri gruppi, tra cui uno che risiede nell'isola a maggioranza indù di Bali, stanno lavorando a ricorsi contro la legge. Il testo della norma si basa su una vaga definizione di 'pornografià e i suoi critici temono che possa portare a interpretazioni troppo ampie e a criminalizzare pratiche culturali delle minoranze etniche e religiose dell'arcipelago, violando la Costituzione. In base alla nuova legge, infatti, anche il disegno di un artista che riproduce un corpo nudo potrebbe essere considerato pornografia. A preoccupare è anche un articolo che permette a gruppi civili di agire per prevenire la diffusione della pornografia. Questo è visto come una porta aperta per i gruppi islamici radicali, già molto attivi nel Paese. In Indonesia, un arcipelago di oltre 17mila isole, vivono 240 milioni di persone esponenti di oltre 45 gruppi etnici e di tutte le maggiori religioni del mondo. Oltre l'85 per cento degli abitanti è di credo musulmano.
 
Mezzaluna a stelle e strisce PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Mercoledì 29 Dicembre 2004 01:00

Nuove elezioni in Uzbekistan. Filoamericani ,al governo dal '92: i dissidenti catturati e incarcerati. Benvenuti in democrazia!

TASHKENT - Nuove elezioni, vecchi metodi in Uzbekistan. le urne ieri mattina si sono aperte alle sei (ora locale, le due in Italia). la popolazione era chiamata a eleggere i membri dei due rami del Parlamento.

È la prima volta che si vota per due Camere separate in un sistema che fino ad oggi è stato monocamerale.

Alle elezioni però partecipano solo i partiti favorevoli al presidente Islam Karimov, al potere fin dallo sfaldamento dell?Unione sovietica alla fine del 1991.

Le forze dell'opposizione sono state tutte escluse, mentre i dissidenti sono in prigione o in esilio. Le forze di sicurezza, secondo le organizzazioni per il rispetto dei diritti dell'uomo, fanno ricorso sistematicamente alla tortura.

L'Uzbekistan è un alleato degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo e

il presidente Karimov ha permesso l?uso del territorio del suo Paese alle forze americane durante la guerra contro i Talebani.

Proprio nei giorni scorsi, per prendere le distanze da Mosca, karimov aveva criticato «l?eccessivo impegno» del presidente Putin nelle elezioni in Ucraina a fianco di Yanukovic. Un?intromissione che ha causato più guai che vantaggi per il candidato filorusso alla presidenza dell?Ucraina, ha aggiunto.

 
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