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In attesa di dividere il Mar Rosso PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 03 Marzo 2009 01:00

ci si accontenta del Morto e del Nero

SHARM EL SHEIKH, 2 MAR - 'Il collegamento tra Mar Morto e Mar Nero è un'opera importante che presenterò al G8 e G14'. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi. Nel corso del suo intervento alla Conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione di Gaza il premier ha spiegato che 'si tratta di un'opera molto importante per Giordania, Israele e la Palestina, perché 'porterebbe nella regione energia e acqua, per rendere coltivabili zone che non lo sono. E rilancerebbe anche il turismo.
 
E' una minaccia? PDF Stampa E-mail
Scritto da ap   
Lunedì 02 Marzo 2009 01:00

La Cina mostra i muscoli e arrota i denti

La Cina dovrà adottare misure importanti per far fronte alla crisi economica internazionale e dovrà impegnarsi in un "lavoro arduo e a lungo termine": è quanto ha affermato il primo ministro di Pechino, Wen Jiabao, secondo l'agenzia ufficiale Nuova Cina.
Secondo il premier, la Cina "deve essere pronta ad azioni ferme e più energiche quando sarà necessario". Il governo di Pechino ha annunciato nello scorso mese di novembre un piano da 586 miliardi di dollari per favorire i consumi interni e proteggere la Cina dal calo della produttività. Ma, secondo gli analisti, gli effetti del piano non dovrebbero vedersi prima di qualche mese.
Fermezza ed energia contro chiunque si metta "per traverso" e lavoro arduo per le neocolonie africane?
 
Obama is remembering PDF Stampa E-mail
Scritto da apcom   
Lunedì 02 Marzo 2009 01:00

Dopo Lincoln e Roosevelt ora Churchill: come modelli sempre e solo i guerrafondai

Gli ideali in cui crede il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ricordano quelli fatti propri dall'ex premier britannico Wiston Churchill. E' quanto ha scritto l'attuale primo ministro di Londra, Gordon Brown, sul Sunday Times in edicola oggi. "Churchill ha descritto il patrimonio condiviso da Gran Bretagna e America non solo come una storia che appartiene a entrambe, ma come un comune credo nei grandi principi di libertà e diritti umani, che Barack Obama ha descritto come la forza propulsiva dei suoi ideali", è l'opinione di Brown.
Un altro guerrafondaio, un altro criminale preso a modello dal neop residente americano che ogni giorno che passa sembra sempre più orientato a gettarci nell'assurdo apocalittico. Inutile dire che il patrimonio condiviso si chiama Terra. Yalta ritorna.
 
Nel segno di Putin PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 02 Marzo 2009 01:00

Russia Unita stravince le elezioni regionali.

Le elezioni regionali russe consolidano il potere di Vladimir Putin, Il partito del premier, Russia Unita, si e' imposto largamente in nove consigli locali in cui si e' votato ieri. Ovunque, stando alla Commissione elettorale centrale che ha diffuso i dati, il partito di governo ha preso tra il 49 e il 79 per cento delle preferenze. Il Partito Comunista all'opposizione e' secondo, nettamente distanziato.
 
Cahier de doléances PDF Stampa E-mail
Scritto da ap   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Mille cinesi venuti dalla campagna per dimostrare prelevati nottetempo dalla polizia a Pechino

La polizia cinese ha portato via un migliaio di manifestanti provenienti da tutto il Paese, che si erano riuniti a Pechino per presentare le loro rimostranze al governo in vista dell'apertura dell'Assemblea Nazionale, prevista per la prossima settimana. Come avviene sempre in occasione dei lavori parlamentari, molti cinesi partono dalle campagne per raggiungere la capitale e protestare. Il numero dei manifestanti cresce con l'avvicinarsi dell'apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Zhou Li, un cinese originario di Pechino, ha detto che circa mille manifestanti sono stati prelevati nella notte dai loro hotel e portati via su autobus pubblici. "Queste persone sono qui perchè hanno un disperato bisogno di aiuto da parte del governo", ha detto il testimone. Zhou ha parlato oggi durante una manifestazione con 200 persone di fronte a un ufficio preposto a raccogliere le lamentele.

La Repubblica diventa vieppiù IMpopolare….

 
Castelli di finanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Di Stefano   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Pagheremo noi, letteralmente, le perdite degli squali di Wall Street

Tutti abbiamo saputo dei cosiddetti “Mutui subprime” americani, che sono stati una delle basi della crisi finanziaria planetaria dovuta alla finanza tossica. Le banche e le società finanziarie americane concedevano un mutuo per la casa a soggetti che difficilmente potevano poi pagarlo, ma in questo modo creavano un credito certo ed esigibile, coperto da una garanzia immobiliare. Questo “credito certo” veniva poi utilizzato come base per emettere altri titoli di credito (i famosi Derivati o Hedge Fund) che con le cosiddette prassi dell’ingegneria finanziaria veniva moltiplicato all’infinito. A dire che su un “credito certo” ad esempio di 100.000$ (il mutuo) si garantivano cinquanta e cento volte tanto di Derivati ed Hedge Fund. Quando il castello finanziario è cominciato a franare, e si andati dal povero cristo a cui avevano fatto il mutuo, tutto è crollato.

Tranquilli, ci dice il governo italiano. Le banche italiane sono solide e giudiziose, non hanno fatto mutui subprime e “finanza creativa”. E’ vero che per salvarle dal disastro della crisi planetaria lo Stato gli ha regalato miliardi di Euro dei contribuenti (sulla cifra vera c’è il segreto di Stato), è vero che le banche hanno incamerato questi soldi e stanno strozzando l’economia reale negando il credito alle imprese, ma sono quisquilie, pinzellacchere. Voi state tranquilli. Tutto prende le mosse dalla legge 130/1999 fatta dal governo D’Alema, quella delle “cartolarizzazioni” Le banche nel loro complesso avevano, dopo la crisi del 1992 (uscita dallo SME per le operazioni speculative contro la lira organizzate dal celebre finanziere Soros attraverso il “Quantum Fund”, con conseguente svalutazione della lira, crisi economica etc) avevano migliaia di miliardi di crediti ipotecari e chirografari di difficile se non impossibile esigibilità. Con la legge 130/1999 gli si consentiva di vendere questi crediti a terzi (appunto la “cartolarizzazione”) e di mettere in perdita la differenza fra il credito vantato (ad esempio 100.000€) e il prezzo di cessione del credito (ad esempio 40.000€), defalcando dall’imponibile fiscale i 60.000€; Mentre prima il credito “certo e libero” andava dimostrato in tribunale per poter agire contro il debitore ora diventava “certo e libero” su semplice dichiarazione della Banca.

Mentre prima era vietato cedere un credito a terzi senza il consenso del debitore ora si poteva cedere questo credito all’insaputa del debitore (con un semplice annuncio in Gazzetta Ufficiale (la Banca X ha ceduto i suoi crediti alla Società Y) E a chi li vendevano questi crediti “certi e liberi” le banche? A se stesse. Tutte le banche crearono delle Srl con capitale di venti milioni alle quali vendettero crediti per migliaia di miliardi di lire, gli ipotecari al 40% del loro valore nominale, i chirografari al 10% del loro valore nominale.

E come pagarono questi crediti le srl? Con delle “obbligazioni”, cioè con delle “promesse di pagamento”, cioè con delle “cambiali” (nobilitate anche col nome di Derivati ed Hedge Fund, appunto) Cambiali che erano garantite dal credito acquistato, che rimaneva al 100% nei riguardi dell’ignaro debitore.

Capito il meccanismo? Le banche vendettero a se stesse i crediti sottraendo al fisco il 40% o il 90% dell’imponibile, ma il credito rimaneva al 100% “certo e libero” in quota a una società di proprietà della stessa banca, che però non ci pagava le tasse perchè a bilancio questo “attivo” si sottraeva il “passivo” delle obbligazioni emesse. Ma attenzione: le banche avevano già recuperato fiscalmente questi crediti poiché aveva già conseguito il beneficio degli ammorta

 
Gli Usa verso un traguardo obbligato PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Il crack, maggiore del previsto, susciterà perlomeno tentazioni di guerra mondiale

Il prodotto interno lordo (Pil) degli Usa nel quarto trimestre 2008 è stato rivisto drasticamente al ribasso evidenziando una contrazione del 6,2% dal -3,8% della prima lettura. Il dato è peggiore delle stime degli economisti avevano previsto un -5,4%. Il ribasso degli ultimi tre mesi dello scorso anno è il più forte dal primo trimestre 1982, quando il Pil segnò un -6,4%. DATI - Con in dati definitivi dell'ultimo trimestre 2008, la crescita dell'economia statunitense nell'anno appena trascorso è stata rivista al ribasso portandola all'1,1% dal più 1,3% della prima lettura. Il pil Usa 2007 si era attestato al 2%. La crescita 2008, calcolata sulla base della stima del prodotto interno lordo del quarto trimestre, è la più debole dal 2001 quando l'economia americana segno più 0,8%. Il peggioramento delle stime in seconda lettura dipende dal cattivo andamento delle scorte e delle esportazioni. La spesa per consumi, che pesa due terzi del pil, è scesa del 4,3%, contro un iniziale -3,5%. Le esportazioni sono crollate a un tasso annuale del -23,6%, il minimo dal 1971, a fronte del precedente -19,7%. Gli investimenti sono scesi del 21,1%, contro il precedente -19,1%. BORSE - Wall Street ha aperto le contrattazioni in deciso ribasso, dopo la pubblicazione del dato sul Pil: il primo valore fissato dall'indice Dow Jones è in calo dell'1,39%, mentre Nasdaq ed S&P 500 arretrano dell'1,5%. Col passare dei minuti gli indici sono peggiorati ulteriormente: l'S&P 500 perde il 2,38% a 734,95 punti, e viaggia ai minimi di 12 anni. Immediata è stata anche la reazione delle Borse europee al Pil Usa. I principali mercati finanziari europei, che erano già in calo, perdono ulteriormente terreno. Francoforte cede attualmente il 3,9%, Parigi il 3,4%, Londra il 3,7%, mentre, a Piazza Affari, il Mibtel arretra del 3,1%.
 
Il bue che dà del cornuto al bue PDF Stampa E-mail
Scritto da ap   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

La Cina si secca delle accuse americane sui diritti dell'uomo. Da che pulpito?

Sale la tensione tra Cina e Usa. All'indomani della pubblicazione di un rapporto del Dipartimento di Stato Usa critico nei confronti di Pechino sul tema dei diritti umani, il governo cinese risponde seccamente chiedendo agli Usa di smetterla di atteggiarsi a garanti dei diritti dell'uomo nel mondo e di dare lezioni agli altri paesi.
Sono fidanzati da poco e già si comportano come due vecchie zitelle...


 
Più total che global PDF Stampa E-mail
Scritto da apcom   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

Francesi nel gas nigeriano in accordo-competizione con la Russia

Il gruppo petrolifero francese Total è pronto a partecipare alla realizzazione del gasdotto trans-sahariano, che pomperà gas dalla regione del Delta del Niger, nel sud della Nigeria, fino ai terminal presenti sulla costa algerina. Un progetto che consentirà all'Europa di ridurre la sua dipendenza dalla Russia, sottolinea oggi il Financial Times, segnata da continue interruzioni nell'erogazione del gas. Il direttore generale della Total in Nigeria, Guy Maurice, ha sottolineato come il progetto rappresenti un investimento strategico a lungo termine per il Paese e che "Total è pronta a partecipare". Da parte sua, il colosso russo Gazprom ha già fatto sapere di voler partecipare all'opera da 15 miliardi di euro, sottoscrivendo già lo scorso settembre un memorandum di intesa con la Nigerian National petroleum Corporation per una collaborazione nell'esplorazione, nella produzione e nel trasporto. Tuttavia, il progetto rischia di incontrare grandi difficoltà, innanzitutto per le minacce alla sicurezza poste dai militanti che operano nella regione, quindi per le divergenze sulla divisione dei profitti tra i diversi Paesi.
 
Integrazione PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Venerdì 27 Febbraio 2009 01:00

Tutti copiano i difetti di tutti; la contaminazione culturale tanto cara alla Caritas è già un dato di fatto

Una donna romena di 34 anni è stata sequestrata e violentata per giorni a Cosenza da un connazionale e da un immigrato marocchino, che sono stati arrestati dai carabinieri. Ad abusare della donna è stato dapprima il marocchino, Said Echi Chercki, di 36 anni, che, dopo averla sequestrata mentre aspettava l'autobus, ha portato la romena, sotto la minaccia di un coltello,in un capannone, dove l'ha tenuta segregata per circa dieci giorni. Il marocchino ha condotto poi la donna alla stazione degli autobus. Qui la donna è stata avvicinata da un connazionale che con la scusa di aiutare la connazionale, il romeno Marin Tanase, di 34 anni, ha minacciato il marocchino. Il romeno poi, a sua volta, ha portato la donna in un altro capannone dove per altri cinque giorni l'ha sottoposta a violenze ed abusi sessuali. La donna, approfittando di un momento in cui Tanase si era allontanato, è riuscita a liberarsi ed ha denunciato le violenze subite ai carabinieri, che hanno identificato ed arrestato, grazie alla collaborazione della donna, i due presunti responsabili delle violenze, che sono stati condotti in carcere. Ha chiesto aiuto ai passanti, in entrambe le occasioni in cui è stata sequestrata, ma nessuno ha voluto aiutarla. E' quanto hanno riferito i carabinieri a proposito del doppio rapimento subito dalla romena di 34 anni violentata a Cosenza. I due sequestri della donna, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, sono avvenuti alla stessa stazione degli autobus, davanti a decine di persone. La donna, in entrambe le occasioni, quando è stata prelevata con la forza e trascinata via, ha gridato, chiedendo aiuto ai passanti, che sono rimasti indifferenti. La romena lavora come badante per una famiglia di San Benedetto Ullano (Cosenza), alle porte della città. Il marocchino ed il romeno accusati di averla violentata sono entrambi disoccupati ed hanno precedenti penali non specifici. I carabinieri sono giunti ai due arresti grazie alle indicazioni molto particolareggiate fornite dalla badante romena. La donna è stata portata in ospedale, ma dopo le cure prestatele è stata dimessa ed affidata ad un istituto di accoglienza.


 
Tradizione in estinzione PDF Stampa E-mail
Scritto da apcom   
Giovedì 26 Febbraio 2009 01:00

In attesa di usare tutti tre o quattrocento parole. In inglese

E' stata presentata a Parigi la versione per internet del nuovo "Atlante delle lingue in pericolo nel mondo", promosso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per la scienza e la cultura (Unesco). "Alcuni dati contenuti nella nuova edizione sono particolarmente inquietanti - si legge nella nota di presentazione, citata dall'agenzia Misna - su circa 6.000 lingue esistenti nel mondo, più di 200 si sono estinte nel corso delle ultime tre generazioni, 538 sono in situazione critica, 502 seriamente in pericolo, 632 in pericolo e 607 vulnerabili". Secondo l'Unesco, sono 199 le lingue ormai parlate da meno di 10 persone, altre 178 sono invece parlate da gruppi tra 10 e 50 persone. Alla redazione dell'Atlante hanno collaborato più di 30 linguisti, dimostrando che il fenomeno della scomparsa delle lingue si manifesta in tutti i continenti e in condizioni sociali ed economiche molto diverse tra loro. Nell'Africa sub-sahariana, dove vengono parlate circa duemila lingue diverse (un terzo del totale mondiale) è probabile che nei prossimi 100 anni ne scompaiano il 10%. Il direttore dell'Unesco, Koichiro Matsuura, ha detto che "la scomparsa di una lingua porta alla sparizione di numerose forme del patrimonio culturale immateriale, in particolare della preziosa eredità costituita dalle tradizioni e dalle espressioni orali, dai poemi alle leggende, fino ai proverbi e ai motti di spirito, della comunità che le parla. La perdita delle lingue avviene a detrimento del rapporto che l'umanità intrattiene con la biodiversità, perché esse veicolano numerose conoscenze sulla natura e l'universo".
 
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