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Der GrigioKrate PDF Stampa E-mail
Scritto da ftd.de   
Venerdì 15 Giugno 2012 08:39

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La biografia eretica di Monti fa un sorprendente scalpore in Germania

Tradotto:
 
Il Disincanto di Super Mario
 
L’Italia è finita nel mirino degli investitori - anche perché il primo ministro Mario Monti si sta indebolendo. Gli errori del suo gabinetto si stanno accumulando
 
di Tobias Bayer - Milano
 
martedì 12 giugno 2012
  
Mario Monti possiede un nuovo soprannome non troppo lusinghiero, “Il Grigiocrate” affermano i tre autori Augusto Grandi, Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano nel loro libro di recente pubblicazione.  
Si tratta di un neologismo creato da “grigio” e “tecnocrate”. Il Premier sarebbe come i signori grigi del libro per bambini “Momo” di Michael Ende: incolore, privo di fantasia e indifferente.  
Il pesante pamphlet di 175 pagine contro l'ex-commissario UE si adegua ai tempi: dopo il suo successo iniziale - pacchetto sul risparmio, riforma delle pensioni, pacchetto sulle liberalizzazioni - come "Super Mario", celebrato economista, è di nuovo relegato ad una dimensione troppo terrena. Partiti, sindacati, associazioni imprenditoriali e supporti chiave come il "Corriere della Sera", sono insoddisfatti. Criticano l’eccessiva "austerity" e la crescita troppo esigua. Progetti importanti come la riforma del mercato del lavoro risultano stagnanti. Monti stesso confessa un fallimento. Il suo governo avrebbe potuto lavorare "più e meglio", nonostante abbia perso il supporto di "poteri forti" – ha detto il primo ministro la scorsa settimana. Ma egli esclude un ritiro.
La crisi del gabinetto dei tecnocrati pone in allerta gli investitori, lo spread dei titoli di Stato italiani si innalza. Dopo che la Spagna ha ricevuto gli aiuti dal fondo di salvataggio europeo, l'Italia si sta muovendo nuovamente al centro del mercato dei capitali. Di certo le banche italiane sono solide rispetto a quelle spagnole. Di certo inoltre il Paese possiede un'industria forte e marchi di fama mondiale come Ferrari e Barilla. Tuttavia le carenze sono evidenti: la stagnazione economica per oltre un decennio, accompagnata da un debito di 1.900 miliardi di euro, ovvero circa il 120% del prodotto interno lordo, lascia preoccupati molti osservatori. Deve quindi anche l'Italia mettersi sotto il paracadute? Il ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter lunedì non lo voleva escludere. Monti ha replicato con rabbia, definendo "Inadeguato" il comportamento della Fekter. "Mi astengo da un commento alle parole del Ministro", ha dichiarato Monti, martedì.
La critica, l’ex commissario della Ue la deve in parte attribuire a se stesso. Gli errori nelle scelte del suo governo si stanno accumulando. Particolarmente controverso il tema degli "Esodati". Questi sono tutti quegli italiani che conformemente alla riforma delle pensioni si trovano senza pensione e senza stipendio. Il Ministro responsabile Elsa Fornero - resa famosa dal suo scoppiare in lacrime quando annunciò l’innalzamento dell’età pensionabile – ha stimato in 65.000 il numero dei dimenticati. Il sistema pensionistico Inps, in un calcolo estimativo è fuori di 390.200. Per molte persone questo è più che un banale errore statistico. Per loro, questa è la prova che il governo di Monti è distante dalla realtà dell'uomo comune.
Alla discordia provvede anche la nuova tassa Imu sugli immobili. Si tratta di una combinazione fra tassa di proprietà e imposta sul valore locativo, dell’affitto figurativo. Fondamentalmente più semplice rispetto al modello precedente, si rivela un incubo nella pratica. Sebbene la prima rata debba essere pagata nel mese di giugno, molti italiani fino ad oggi ancora non sanno come e a chi trasferire i fondi. Un compromesso prevede ora che, a partire dal 2013, i comuni ricevano i soldi. Un altro pomo della discordia è il World Expo 2015 di Milano. Il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, si è dimesso dal comitato Expo. Egli non si sente sufficientemente sostenuto dalla capitale. Monti si è difeso - come spesso accade negli ultimi tempi.
 
Originale:
 
Super-Marios Entzauberung
Premium Italien ist in den Fokus der Anleger gerückt - auch weil Regierungschef Mario Monti schwächelt. Die Fehler seines Kabinetts häufen sich
 
von Tobias Bayer Mailand
 
martedì 12 giugno 2012
 
Mario Monti hat einen neuen, nicht schmeichelhaften Spitznamen. "Il Grigiocrate" nennen ihn die drei Autoren Augusto Grandi, Daniele Lazzeri und Andrea Marcigliano in ihrem jüngst erschienenen Buch. 
Das ist eine Wortschöpfung aus "grigio" (grau) und "Technokrat". Italiens Premier sei wie die grauen Herren aus dem Kinderbuch "Momo" von Michael Ende: farblos, fantasielos und gefühllos. 
Das 175 Seiten starke Pamphlet gegen den Ex-EU-Kommissar passt in die Zeit: Der nach seinen Anfangserfolgen - Sparpaket, Rentenreform, Liberalisierungspaket - als "Super-Mario" gefeierte Ökonom ist wieder auf allzu irdisches Maß geschrumpft. Parteien, Gewerkschaften, Arbeitgeberverbände und auch Leitmedien wie der "Corriere della Sera" sind unzufrieden. Zu viel "Austerität", zu wenig Wachstum, bemängeln sie. Wichtige Projekte wie die Reform des Arbeitsmarkts kommen nicht voran. Monti selbst gesteht Fehler ein. Seine Regierung hätte "mehr und besser" arbeiten können, die Unterstützung "wichtiger Kräfte" habe sie eingebüßt, sagte der Premier Ende vergangener Woche. Einen Rücktritt schließt er aber aus. 
Das Kriseln des Technokratenkabinetts versetzt Investoren in Alarmbereitschaft, der Renditeaufschlag von italienischen Staatsanleihen steigt. Nachdem Spanien Hilfen aus dem europäischen Rettungsfonds erhalten hat, rückt Italien wieder in den Fokus des Kapitalmarkts. Zwar sind die italienischen Banken im Vergleich zu den spanischen solide. Zwar verfügt das Land über eine starke Industrie und weltbekannte Marken wie Ferrari oder Barilla. Doch die Schwachpunkte sind offensichtlich: Wirtschaftliche Stagnation seit mehr als einem Jahrzehnt gepaart mit einer Schuldenlast von 1900 Mrd. Euro oder rund 120Prozent des Bruttoinlandsprodukts lassen viele Beobachter unruhig werden. Muss also auch Italien unter den Rettungsschirm? Österreichs Finanzministerin Maria Fekter wollte das am Montag nicht ausschließen. Monti reagierte zornig darauf. „Unangemessen“ sei das Verhalten Fekters gewesen. „Ich enthalte mich eines Kommentars zu den Worten der Mi- nisterin“, sagte Monti am Dienstag.
Die Kritik hat sich der Ex-EU-Kommissar teilweise selbst zuzuschreiben. Die Umsetzungsfehler seines Kabi- netts häufen sich. Besonders brisant ist das Thema der „Esodati“. Das sind all diejenigen Italiener, die nach der Rentenreform ohne Pension und ohne Lohn dastehen. Die zuständige Ministerin Elsa Fornero – berühmt gewor- den durch ihren Tränenausbruch, als sie die Anhebung des Rentenalters verkündete – bezifferte die Zahl der Vergessenen auf 65000. Das Rentensystem Inps geht in einer Hochrechnung nun von satten 390 200 aus. Für viele Bürger ist das mehr als ein bloßer statischer Fehler. Für sie ist das ein Beleg dafür, dass Montis Kabinett weit entfernt ist von der Realität des einfachen Mannes.
Für Unfrieden sorgt auch die neue Immobiliensteuer Imu. Sie ist eine Kombination aus Grundsteuer und Steuer auf den Eigenmietwert, der kalkulatorischen Miete. Was im Grunde genommen einfacher ist als das Vorgängermodell, erweist sich in der Praxis als Albtraum. Obwohl die erste Rate im Juni bezahlt werden muss, wissen viele Italiener bis heute nicht, wie und an wen sie den Betrag überweisen sollen. Ein Kompromiss sieht nun vor, dass ab 2013 die Gemeinden das Geld bekommen.
Ein weiterer Zankapfel ist die Weltausstellung 2015 in Mailand. Der Bürgermeister der lombardischen Metropole, Giuliano Pisapia, trat aus dem Expo-Gremium zurück. Er fühlt sich nicht ausreichend unterstützt durch die Hauptstadt. Monti verteidigte sich – wie so häufig in der letzten Zeit.
 
 
 

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