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Lotta di Popolo PDF Stampa E-mail
Scritto da secoloditalia.it   
Martedì 16 Gennaio 2018 00:27


Un libro di Alfredo Villano

 

Non solo la storia del Msi e delle sue molteplici anime è oggetto, negli ultimi tempi, di studi e approfondimenti. Vengono indagati anche iniziative, gruppi e progetti all’apparenza minoritari ma che furono in grado di catalizzare energie ed entusiasmi, lasciando in eredità una eterogenea carica eretica.
E’ il caso dello studio di Alfredo Villano (Da Evola a Mao. La destra radicale dal neofascismo ai nazimaoisti, Luni editore, Milano, pp. 384) che si concentra sulle evoluzioni del neofascismo giovanile che portarono, dagli anni Cinquanta in poi, alla formazione di movimenti dissidenti rispetto alla linea di inserimento nelle istituzioni propugnata dal Msi: Sinistra nazionale e Ordine Nuovo, Giovane Europa, e ancora il movimento di Randolfo Pacciardi Nuova Repubblica con la sua organizzazione giovanile Primula Goliardica.
Ma in particolare il libro di Alfredo Villano esamina origini e ambizioni politiche di Lotta di Popolo, fenomeno che ad avviso dell’autore fu l’indice “della energica reazione ideologica di stampo radicale nei confronti di un neofascismo ancora incline alle evocazioni nostalgiche”. Ciò che Lotta di Popolo aveva intenzione di costruire, anche sulla scorta di una robusta critica all’atteggiamento reazionario assunto dal Msi nei confronti del Sessantotto (nella copertina del libro, non a caso, ci sono gli scontri di Valle Giulia), era una forza capace di unire nella lotta “tutti gli individui non ancora integrati nel sistema produttivistico-consumistico”: le minoranze rivoluzionarie del proletariato industriale, gli studenti, i contadini e gli intellettuali non organici. In questo quadro Lotta di Popolo sviluppò anche una serie di documenti in appoggio ai movimenti di liberazione nazionale, guardando con simpatia al popolo palestinese e a quello irlandese. Tra i punti qualificanti del progetto di Lotta di Popolo c’era soprattutto la “centralità europea” contro gli imperialismi, presupposto sulla base del quale si realizzò la confluenza in Lotta di Popolo del gruppo italiano di Giovane Europa.
Il progetto, tuttavia, col suo chiamarsi fuori dal sistema (né fronte rosso né reazione era uno degli slogan) e fuori dalle classiche contrapposizioni destra-sinistra e fascismo-antifascismo era destinato a rappresentare soprattutto un bacino di idee e di riferimenti culturali senza riuscire a incardinarsi e a strutturarsi profondamente sul territorio. Un bacino cui attinsero esponenti come Paolo Signorelli, e movimenti come Terza Posizione, contribuendo a dare sostanza a quel filone del “comunitarismo rossobruno” che ancora oggi è sotteso ad alcuni giornali e riviste, come Rinascita di Ugo Gaudenzi e le riviste Eurasia di Claudio Mutti e Orion di Maurizio Murelli.
Ma perché studiare in modo approfondito oggi il fenomeno Lotta di Popolo? “Perché – risponde l’autore Alfredo Villano – nessuno lo aveva fatto prima e Lotta di Popolo influenza moltissimo gli ambienti radicali degli anni Settanta. C’è un interesse oggettivo a studiare questa corrente di pensiero che partendo dal Msi va a fare della lotta al sistema l’elemento identificante e di coagulo oltre gli schemi classici del neofascismo. Di qui il titolo: da Evola, autore cult dei tradizionalisti anni Cinquanta, si passa ad avere simpatie addirittura per Mao, in una chiave di interpretazione politica di ciò che si muove nel presente non più condizionata dalla nostalgia”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Gennaio 2018 11:30
 

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