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Eritrea PDF Stampa E-mail
Scritto da ilgiornaleditalia.org   
Lunedì 14 Maggio 2018 00:05


Fine e rinascita di un sogno africano

Nell’ambito degli eventi promossi e organizzati dal Consolato dello Stato di Eritrea in collaborazione con la Libreria Laterza di Bari, sabato mattina è stato presentato il volume “Eritrea. Fine e rinascita di un sogno africano” (Besa edizioni). Un volume che accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta di un Paese antichissimo percorrendo un tragitto fascinoso che attraversa la “Perla del Mar Rosso” Massawa, passando per la Capitale Asmara (patrimonio Unesco da luglio 2017) e le meraviglie di Adulis, le città aksumite poste nei pressi delle antiche vie carovaniere, il mare unico delle isole Dahalak e dell’architettura multiculturale che l’antica saggezza del popolo eritreo ha saputo conservare in piena sintonia tra passato e presente.
“Mareb Mellash, ossia Paese al di qua del Mareb: così veniva chiamata l’Eritrea nei primi anni dell’espansionismo coloniale italiano. Il nuovo viaggio di Alessandro Pellegatta - si legge nella scheda di presentazione del libro - ci conduce in questi luoghi, in un Paese antichissimo e poco conosciuto che oggi cerca di portare avanti un suo progetto di sviluppo indipendente, in alternativa ai vecchi e nuovi capitalismi occidentali che rappresentano una minaccia reale e incombente all’identità culturale e alle risorse economiche di questi popoli. L’Occidente sembra essersi completamente dimenticato dell’Eritrea e della sua storia, strettamente intrecciata alla storia dell’avventura coloniale italiana e delle nostre esplorazioni geografiche in terra d’Africa. Ne consegue che lo spettacolo delle pietraie, delle rovine archeologiche, dei maestosi baobab e dei sicomori, le atmosfere di una povertà aspra e bellissima (come scriveva Curzio Malaparte), tutto ciò che più caratterizza questa terra attraversata da traffici marini e terrestri che nei secoli hanno messo in contatto Europa, Penisola Arabica, Asia e India, resta fuori dall’immaginario degli uomini occidentali. Nelle pagine di questo reportage narrativo, l’autore fa da guida in un viaggio che si nutre di fascino, mistero e curiosità. Un viaggio in cui la parola d’ordine è scoprire nuovi mondi e nuovi modi di vedere la realtà, liberandosi delle convinzioni che imprigionano lo sguardo”.
Durante l’incontro hanno dialogato con l’autore, Alessandro Pellegatta, sia il Console onorario d’Eritrea a Bari Francesco Paolo Bello che l’Ambasciatore dello Stato di Eritrea in Italia Petros Fessehazion. “L’Eritrea ti entra nel cuore al primo sguardo e lì vi resta quando inizi a scoprirne i paesaggi, la storia, l’unicità del suo popolo” ha commentato il console Bello. Che ha poi aggiunto: “Questo libro rappresenta un prezioso contributo alla conoscenza di un Paese che custodisce tesori materiali e immateriali di grande valore. Non a caso infatti l’Unesco ha deciso di insignire la Città di Asmara del prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità e poco più lontano sta venendo alla luce la bellezza finora nascosta di Adulis, grazie anche alla collaborazione con il Politecnico di Milano. Entrambi elementi fondamentali per considerare l’Eritrea una meta turistica di tutto rispetto. In più - conclude Bello - sono particolarmente felice di presentare l’opera di Pellegatta a Bari, insieme all’Ambasciatore Petros Fessehazion, per consolidare ulteriormente il legame tra Bari, la Puglia, e l’Eritrea”.
Dello stesso avviso le parole dell’Ambasciatore Fessehazion, che nel suo discorso ha ricordato quanto la sua terra sia legata all’Italia, perché “gli italiani conoscono l’Eritrea meglio degli eritrei stessi ed in virtù di questo legame particolare che ci unisce sia dal punto di vista storico che culturale, l’Italia potrebbe porsi come ponte tra i paesi del Corno d’Africa e l’Europa continentale ed istituzionale, per favorire gli investimenti e scongiurare lo sfruttamento neocolonialista della Cina in espansione”. Ed ancora: “Autosufficienza e resilienza sono le doti che caratterizzano il popolo eritreo. La nostra economia si basa sul principio dell’autarchia e, per questo, siamo d’esempio per molti paesi dell’Africa. Ma ciò non viene ben visto dagli Stati che vorrebbero controllare il mondo: nonostante il “Monitoring Group” del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, attivo in Somalia ed Eritrea, non ha trovato prove conclusive sul presunto sostegno eritreo alla cellula terroristica di Al-Shabaab, le sanzioni contro Asmara, fortemente volute dagli Stati Uniti fin dal 2009, sono state rinnovate. Ma le domande sulla loro efficacia in un Paese in via di sviluppo - conclude l’Ambasciatore - restano aperte”.
L’evento si è concluso con un monito dell’autore, che ha invitato il pubblico a visitare almeno una volta i luoghi raccontati nel suo libro: “ci sono posti che ti rimangono dentro, dove il tempo sembra essersi fermato. Un’esperienza mistica vissuta attraverso stili differenti che s’incontrano in una convivenza interculturale e pacifica senza eguali. Così come edifici italiani del mito futuristico si accostano a quelli della tradizione orientale, le diverse confessioni religiose convivono nella normalità della gente. In Eritrea, peraltro, ci sono le nostre radici - ha detto Pellegatta - e non possiamo permetterci di disperdere un tale patrimonio”.

 

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