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La miglior meta di Pallotta PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 07 Aprile 2009 11:12

L'Aquila rugby, emblema di un popolo combattivo e dignitoso quant'altri mai

Come da manuale del rugby è tornato indietro per poi riandare avanti. Stavolta non con l'ovale in mano per cercare di superare la linea avversaria, ma con un'anziana (e relativa bombola d'ossigeno) sulla spalle. L'ultima meta di Dario Pallotta, 23enne estremo dell'Aquila Rugby, è la più bella: nel dramma del terremoto ha cercato di "placcare" la malasorte salvando prima una donna, poi il marito dopo aver sfondato a spallate la porta di casa loro. La sua, di abitazione, Pallotta l'aveva persa poco prima ("é totalmente inagibile"), ma non era il momento di stare a pensarci.
"Ero in mezzo alla strada - racconta - e ho sentito delle grida di aiuto di una donna. Sono subito corso verso il punto da dove venivano, la tromba delle scale era crollata e intorno era tutto un disastro". Il rugbista che quest'anno è stato anche azzurro nel Seven, nel torneo uruguayano di Punta del Este, ha agito d'istinto: "sul momento, per la confusione, la puzza di gas clamorosa che usciva dalle tubature rotte e i calcinacci - dice -, non mi sono neppure reso conto se fossero uomini o donne, ho pensato solo a portarli fuori. Poi ho saputo che erano marito e moglie. L'uomo era finito sotto ad una pietra e ai tubi dell'acqua, e ho dovuto sollevare tutto. Mentre li portavo fuori c'é stata un'altra scossa e sinceramente mi sono preoccupato". Ma bisognava battere anche la paura, così dopo aver salvato i due anziani è tornato indietro per portare fuori anche la bombola dell'ossigeno.
Pallotta non è stato l'unico dell'Aquila Rugby a perdere la casa, sussurra dall'ospedale dove sta dando una mano ai soccorsi il tecnico Massimo Mascioletti (ex ct della nazionale). Ma nonostante tutto la mobilitazione della squadra simbolo sportivo della città abruzzese (5 scudetti e 2 Coppe Italia) è stata generale, come successe a Rovigo ai tempi dell'alluvione, quando fra i primi soccorritori ci furono tutti i giocatori della squadra di rugby, i celebri 'Bersaglieri'. Così i rugbisti targati L'Aquila si sono tutti attivati, in particolare per l'evacuazione dell'ospedale a cominciare dal reparto di ortopedia. "Ci fanno fare i lavori di forza - racconta Pallotta -, facendoci caricare materassi e gente in sedia a rotelle. Facciamo tutto ciò che possiamo, perché vogliamo assolutamente aiutare la nostra gente, ma qui è un caos generale".
Accanto a lui c'é Mascioletti, autentica gloria cittadina, due scudetti vinti e 227 mete segnate da giocatore, 54 presenze in azzurro, poi uno scudetto anche da allenatore e sempre con L'Aquila. "Mia moglie è infermiera, sono subito corso qui - racconta l'ex ct azzurro - e stiamo facendo di tutto mentre continuano ad arrivare morti. E' dura andare avanti. E' un dramma, ma noi del rugby non ci fermiamo, qualcuno dei miei è andato in centro a scavare fra la macerie, anche con le mani". Già, quelle mani grandi come pale tipiche di chi spinge in mischia oppure corre dopo aver afferrato un pallone ovale, come Pallotta, 1.85 per 96 chili, un cuore grande così e un coraggio da leone, altrimenti che rugbista sarebbe? "Ma qui conta solo rendersi utili, ora la nostra vita è questa".

Intanto il nazionale Under 20, la promessa Lorenzo Sebastiani, risulta disperso.

L'Aquila rugby, quasi un emblema di un popolo eccezionalmente dignitoso e combattivo quale quello d'Abruzzo.

 

 

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