"Non paragonateci ai partigiani!" Stampa
Scritto da agenzie stampa varie   
Giovedì 30 Aprile 2009 11:25
 

I Reduci della Rsi rifiutano indignati di essere equiparati agli irregolari al seguito dell'invasore

La proposta di legge che avrebbe equiparato partigiani e repubblichini “era contestata da tutte le parti, a cominciare da noi. Siamo stati combattenti di un esercito regolare e quindi non vogliamo usufruire di una legge che ci equipara ai partigiani italiani”. Gianni Rebaudengo, presidente del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci della Rsi, commenta così all’ADNKRONOS l’annunciato ritiro della Pdl che mette sullo stesso piano partigiani e repubblichini. “Si potrà parlare di una pacificazione nazionale quando verrà fuori la verità storica su tutto quello che è avvenuto in quegli anni. Da 60 anni vengono dette tutte le cose possibili e immaginabili nei nostri confronti, mentre dall’altra parte ci è voluto il libro di un antifascista, Giampaolo Pansa, per cominciare a svelare alcuni aspetti della Resistenza, per far emergere le prime fessure in un mondo di silenzio. Se si vuole la pacificazione in nome di una comune identità -prosegue Rebaudengo- allora scopriamo le carte, ma senza colpi di spugna per una sola parte”.

La proposta di legge sulla parificazione tra partigiani e repubblichini, che il premier Berlusconi ha annunciato sarà ritirata, “non interessa” gli ex combattenti della Rsi, che rivendicano il loro status di combattenti ‘legittimì a differenza dei partigiani. quanto sottolinea l’Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana, in una nota firmata dal presidente, Ajmone Finestra. “Al Congresso nazionale dell’Unione, celebrato a Latina il 3 e 4 aprile - si legge nel comunicato - è stata esaminata la proposta di alcuni parlamentari di istituire una onorificenza ‘tricolore da conferire a partigiani e combattenti della Rsi, con annessa ricompensa in denaro. La proposta - sottolinea Finestra - è stata reiettata all’unanimità dai congressisti”. L’Unione combattenti della Rsi, infatti, “reclama il dovuto riconoscimento di combattenti regolari per i militari della Rsi: riconoscimento fatto dal nemico anglo-americano e frango-gollista e dal Supremo Tribunale militare italiano con sentenza n. 747 del 26 aprile 1954”. Una sentenza con la quale il Tribunale “ha riconosciuto come combattenti legittimi di uno Stato legittimo i militari della Repubblica sociale italiana, precisando che analogo riconoscimento non poteva essere esteso ai partigiani. Pertanto - conclude il comunicato - la vicenda e le polemiche sulla proposta parlamentare e sul suo ritiro, non interessano i combattenti della Rsi”.

Bene così, e si tenessero i 250 euro al mese per i quali i Reduci sarebbero stati parificati a chi collaborò con l'invasore. In Repubblica combatterono per l'onore, non per l'elemosina!