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Sulla strage sfiorata PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera di Bologna   
Lunedì 08 Giugno 2009 01:48
 

Il Questore smentisce la Procura: non è incendio doloso è chiara la volontà di uccidere

Ieri mattina il Leader di CasaPound Bologna Alessandro Vigliani ha incontrato il Questore Luigi Merolla per chiedere attenzione e tutela a tre giorni dall'incendio appiccato alla porta della sede dell'associazione di estrema destra in piazza di Porta Castiglione. “Mi pare che il questore abbia ben chiara la situazione”, ha detto Vigliani dopo l'incontro. CasaPound teme una minimizzazione dell'episodio e ha già definito “ridicoli” i reati di danneggiamento, danneggiamento seguito da incendio e trasporto di materiale infiammabile ipotizzati dalla Procura. “Potevano ucciderci”, ripete Vigliani, 30 anni, che passava la notte nella sede con la fidanzata 29enne, incinta di quattro mesi.
A chiedere l'appuntamento a Merolla era stato il presidente nazionale di CasaPound Italia Gianluca Iannone. Poi però, per ragioni logistiche, al suo posto è andato Vigliani. “A Bologna - dice Iannone - si susseguono episodi che vorrebbero riportarci agli opposti estremismi. Noi abbiamo dato solo risposte politiche: raddoppiando i banchetti, le iniziative di solidarietà, le presentazioni di libri. Senza violenza, senza razzismo. Ma questo ha peggiorato le cose, c'è un'escalation: hanno dato fuoco alla porta sapendo che dentro ci dormivano delle persone, c'era anche una luce accesa, magari speravano di prenderli nel sonno. Siamo preoccupati”, conclude Iannone.
Anche se i fatti e i contesti storici sono molto diversi, l'episodio dell'altra notte non può non ricordare il rogo del 1973 in cui persero la vita i fratelli Stefano e Virgilio Mattei, figli dell'allora segretario della sezione del MSI del quartiere romano di Primavalle.
La notte dopo l'incendio di Porta Castiglione qualcuno ha imbrattato il sacrario dei partigiani in Piazza Nettuno con scritte “Viva il Duce, Viva P2, Onore a Gelli, Onore alla p2” accompagnati dalla croce celtica neofascista. “Non so quale persona della nostra area possa inneggiare a Licio Gelli e alla P2 - Dice Vigliani -. Spero che vengano presi, con tutte le telecamere che ci sono”. “Colgo l'occasione per invitare chi non è legato a noi a non prendere iniziative, a non pensare di vendicare quanto è accaduto o di "fare giustizia". Se no torniamo agli anni '70 quando si contavano morti e feriti ma di politica se ne faceva poca”.
Il Questore conferma l'incontro con Vigliani che era accompagnato dalla fidanzata e da Massimiliano Mazzanti responsabile culturale di Casapound Bologna.
Merolla non minimizza affatto l'incendio: "Un'azione del genere - dice - è ben più grave delle scritte e degli altri episodi che conosciamo", come le tentate aggressioni, le scazzottate o le sassaiole sui vetri. "Pare ci fosse una luce accesa, quindi sapevano che c'era qualcuno".
“Un conto è dar fuoco ad un edificio che di notte è disabitato, un conto è colpire un luogo che si presenta come un appartamento. Stiamo facendo tutti gli approfondimenti investigativi - spiega il Questore - e ogni episodio ci sembra un fotogramma di un unico film, un frammento di un unico contesto.
Cercheremo di fare chiarezza". La Digos è a lavoro, per l'incendio c'è già una pista che porta a precisi ambienti dell'estrema sinistra bolognese.

 

 

 

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