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Tempo di essere madri PDF Stampa E-mail
Scritto da adnkronos   
Mercoledì 29 Luglio 2009 07:28
 

la proposta di legge di Casa Pound Italia fa l'unanimità – destra e sinistra – al Campidoglio

Il Comune di Roma, nella seduta del 27 luglio, ha approvato la mozione a firma Gramazio, Mennuni e Visconti, che impegna il Sindaco a farsi portatore presso il Governo e il Ministero competente della proposta di legge “Tempo di essere madri” per addivenire ad una sollecita approvazione della stessa.

La proposta di legge è stata elaborata dal comitato "Tempo di essere Madri", promosso da Casapound Italia.

"La mozione - commenta Gianluca Iannone, Presidente di CasaPound Italia - è stata approvata all'unanimità. Un segnale pesante, con la caduta di ogni barriera partitocratica dinnanzi agli alti valori sociali portati dal progetto. Un voto pertanto, quello del Consiglio

Comunale di Roma che investe perentoriamente il sindaco Alemanno a farsene portavoce e promotore presso il Governo Nazionale".

"La proposta di legge - spiega la Dott.ssa Maria Bambina Crognale, responsabile del Comitato "Tempo di essere madri" - pone al centro la donna-madre, che merita di avere l’opportunità di crescere e di accudire il proprio bambino come solo una mamma sa e può fare, senza demandare a qualcun altro la doverosa ma piacevole responsabilità. Si pone quindi l’interesse sulle problematiche lavorative legate alla maternità e alle iniquità nell'ambito del lavoro. Punto saliente della proposta di legge, è infatti la riduzione del classico orario lavorativo da 8 ore a 6 ore giornaliere, per i genitori con figli di età compresa tra 0 e 6 anni, con retribuzione complessiva invariata per l’85% a carico del datore di lavoro, ed il restante 15% a carico dello stato. A decorrere dal sesto anno di vita del bambino, il genitore potrà scegliere di continuare a lavorare 6 ore al giorno, rinunciando però al contributo statale del 15%".

"Una proposta di legge - conclude la Dott.ssa Crognale - che affronta in maniera strutturale la realtà odierna, che vede la donna, stretta tra la totale assenza di strutture per l’infanzia, l'impossibilità di conciliare gli orari di lavoro con gli impegni familiari e l’incertezza del lavoro precario, dinnanzi alla scelta tra mantenere il lavoro o rinunciare ad avere figli. Una scelta che non è più libertà in un contesto in cui oggi la libertà di avere un figlio si trasforma in una zavorra. Situazione confermata dai dati Istat che raccontano di un 14% di donne che abbandonano il lavoro dopo la nascita del primo bimbo; di un’Italia con un tasso di natalità in continua diminuzione e di un’ Italia che non sa ragionare in maniera integrata di politiche del lavoro e politiche sociali. La nostra proposta di legge finalmente lo fa".

Comitato Tempo di essere Madri

CasaPound Italia

Una lezione storica: i fascisti possono fare l'unanimità; e non sull'applicazione della legge Mancino! "Provare per credere" si usa dire: ora che si è provato s'inizi non solo a credere ma a compotarsi di conseguenza. Perché, come canta Sfs, il nostro filo spinato ce lo siamo costruito noi è ha le punte rivolte in fuori. Gli arditi - e le ardite! - lo tagliano.

 

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