La casa di tolleranza Stampa
Scritto da agenzie stampa e Gabriele Adinolfi   
Giovedì 24 Settembre 2009 00:22

Alla fiaccolata per la libertà non possono partecipare quelli che non hanno un padrone

Giovedì 24 alle 18 è stata indetta a Roma una manifestazione cittadina, provinciale e regionale contro l'intolleranza. Lo spirito è stato condiviso da più parti. Casa Pound ha aderito, annunciando tra l'altro che sarebbe stata presente con una delegazione senza simboli o bandiere.
Così si leggeva in chiusura del suo comunicato stampa alle 18
CASAPOUND: “Annunciamo la nostra partecipazione alla fiaccolata indetta da Comune, Provincia e Regione", spiega l'associazione che fa capo a Gianluca Iannone nella nota in cui annuncia la partecipazione di una quindicina di militanti alla manifestazione ''indetta - ricorda Cpi - a seguito degli episodi di intolleranza verificatisi nella Capitale nel corso dell'ultima settimana. Ci sembra si stia innescando un clima di caccia alle streghe inevitabilmente destinato a sfociare in odio politico - prosegue Casapound - Poco spazio è lasciato al dibattito politico, mentre tutta l'attenzione è destinata alla creazione di pubbliche gogne mediatiche sulle quali cercare scampoli di pubblicità''.

Tra le 20 e le 21 si scatenavano le dichiarazioni di tolleranza dei signori che godono del monopolio della tolleranza quelli che, per intederci, discriminano sempre qualcuno e una volta discriminatolo lo accusano... di essere intollerante.
Ecco le perle di lor signori
ANPI: "Di primo acchito dovrei essere contento che una destra così equivoca possa partecipare a una manifestazione per la libertà. Poi, pensando alle manifestazioni fasciste che organizzano, mi sembra che questa scelta di Casapound abbia il sapore della provocazione. Se ci saranno loro non ci saremo noi". Lo ha detto all'ADNKRONOS Massimo Rendina, presidente dell'Anpi Roma e Lazio
ALEMANNO: ''Preso atto dell'adesione di Casapound alla fiaccolata di domani, penso che la loro presenza non sia opportuna e li invito a non partecipare alla manifestazione così da evitare qualsiasi interpretazione sbagliata possa portare a momenti di tensione''. Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
I TRE COMPARI: "L’appello che abbiamo promosso in vista della fiaccolata di domani è chiarissimo nel suo impianto che lega il rifiuto di ogni forma di intolleranza, di razzismo, alla promozione di una società aperta al dialogo e fondata sulla solidarietà. Le istituzioni che hanno promosso questo appello intendono respingere fermamente ogni forma di ambiguità e ogni tentativo di provocazione da qualsiasi parte essi provengano". Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo."Pertanto - continuano - riteniamo che sia da evitare la partecipazione strumentale di organizzazioni da sempre lontane nei loro comportamenti dai contenuti dell'appello".


Alle 21,45 Casa Pound traeva le conclusioni
CASA POUND: “Abbiamo aderito alla manifestazione perché, lungi dai buonismi di facciata, ne condividiamo filosofia e motivazioni, tutte inerenti a stemperare un clima probabilmente creato ad arte”. Così Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia circa la propria adesione alla fiaccolata di domani organizzata da Comune, Provincia e Regione. “Leggiamo tuttavia dichiarazioni di sdegno nei confronti della nostra partecipazione, dichiarazioni che provengono da coloro che si autodefiniscono maestri di tolleranza ed aperto dialogo. Registriamo l’appello del Sindaco di Roma, il quale ci invita a non presentarci, onde evitare momenti di tensione tutti ascrivibili a sigle ed organizzazioni che aderiscono ad una manifestazione contro l’intolleranza”. Continua la nota “ci sembra chiaro da che parte si trovino gli intolleranti, se all’interno della manifestazione oppure impediti a partecipare ad un corteo solo formalmente aperto a tutti”. “Non parteciperemo più all’evento perché evidentemente ne avevamo frainteso il senso: non dar voce a tutti, ma a coloro che continuano ad attaccare Casapound senza alcun fondamento di verità”. “E’ proprio vero che nel mondo degli uguali c’è sempre chi è più uguale degli altri”.


SIA CHIARO Il fatto di essere presenti o meno alla fiaccolata non ha importanza, soprattutto dopo che si è evidenziato che si tratta di una vera e propria pagliacciata.
Quelli che fremono per la presenza di Casa Pound e in un comunicato ufficiale definiscono“strumentale” la sua partecipazione e la bollano come “da sempre lontana nei  comportamenti dai contenuti dell'appello" sanno benissimo di mentire.
Così come sanno perfettamente che la sua partecipazione ad una fiaccolata contro ogni violenza e contro qualsiasi forma d'intolleranza, avrebbe tolto  alle vestali dell'odio la scusa abituale, quella che usano da sempre dicendo: “sì sono bravi, si sono sociali, sì sono innovativi, sì sono aperti ma non prendono mai una posizione chiara contro l'intolleranza”. Ma se ci fossero andati cosa avrebbero potuto poi dire in futuro? Di che mai l'avrebbero accusata? Presentandosi avrebbero fatto saltare la montatura scenica. Roba da Pirendello!
Casa Pound ha fatto due volte bene: costringendo con la sua annunciata partecipazione i mazzieri a calare le carte e a palesare che barano e disertando poi quella che è diventata una buffonata.
Con logica miope si può dire che bene abbiano fatto anche i politici locali preferendo alla scelta del coraggio e dell'onestà quella di adeguarsi alle pretese lobbistiche.
Che sono però astratte, datate, minoritarie e vanno in direzione contraria al senso reale delle cose.
A Casa Pound sono andati e vanno a parlare continuamente uomini delle istituzioni e delle opposizioni: pidiellini, socialisti, comunisti, artisti, cineasti. Questo prova due cose inequivocabili che nessuno può contestare. La prima è che trasversalmente viene percepita come tutto il contrario che un luogo d'intolleranza. La seconda è che  è probabilmente l'unico luogo in Italia ad essere così aperto mentalmente e comportamentalmente. Insomma i ragazzi di CPI sono i soli che avrebbero il diritto reale d'indire fiaccolate.
Ma ciò, per chi vive di schemi proibizionistici e di fobie, è davvero intolllerabile.
E alla Casa Pound rispondono arroccandosi nelle loro case di tolleranza.
Dove si finisce con l'avvelenarsi di sifilide, e di consumarsi nel mal sottile, trasformati in smunte larve.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Settembre 2009 01:53