Iniquitalia Stampa
Scritto da Casa Pound Italia   
Martedì 23 Febbraio 2010 10:51

Manifestazione a Genova contro gli espropri edilizi

“La casa non si tocca: Equitalia vergogna”, così recita lo striscione che ieri mattina è stato srotolato
da una ventina di militanti di CasaPound Italia Genova che hanno attuato un presidio davanti alla sede
di Equitalia in Via D’Annunzio, contro la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi.
<< Come recitano i volantini che abbiamo distribuito : “non esiste un debito che possa far mettere una
casa all’asta”, – dichiara Manuela Giacomini, Coordinatrice Regionale di CasaPound Italia Liguria - cosa
che è stata attuata da Equitalia nei confronti di una famiglia genovese perché aveva un debito con Inps
ed Inail di 7000 euro che in due anni si è trasformato in 17000 euro, debito contratto perché il padre aveva
avviato una sua attività di artigiano, ma come molte famiglie si è trovato strozzato dall’usura bancaria dei
mutui e dai vari dazi che colpiscono i piccoli imprenditori. Nelle ultime settimane gli sono stati concessi
dalla società di riscossione tre mesi di tempo per trovare i soldi dovuti, ma l’incubo della possibilità di
non avere più un tetto sulla testa per questa coppia con tre bambini piccoli a carico non è finito e come
loro ci sono altre 3000 famiglie genovesi nella medesima situazione: ipoteche illegittime (anche per
meno di 8000 euro), cartelle pazze mai notificate se non dopo anni con importi altissimi, fermi auto e
moto illegittimi..ecco a voi Equitalia.
Per questo chiediamo alle istituzioni di non dimenticarsi di queste persone e di aiutarle, soprattutto a
fronte della crescita esponenziale dell’emergenza abitativa nella nostra città, dove invece che trovare
soluzioni concrete l’assessore Bruno Pastorino propone il cosiddetto “Social Housing”, una proposta
che più che aiutare le fasce deboli agevola i proprietari che affittano questi presunti 186 alloggi a canone
concordato: uno sconto del 40,5% sul canone da denunciare nella dichiarazione dei redditi, una riduzione
del 30% dell’imposta di registrazione del contratto, un’aliquota dell’Ici più bassa nel caso in cui si sia affittato
come prima casa e l’immobile sia situato nel comune che ha concesso questo tipo di agevolazione, inoltre il
contratto ha durata di soli 5 anni.
Ribadiamo con forza – conclude Giacomini – che l’unica soluzione per uscire dal problema dell’emergenza
abitativa è il Mutuo Sociale, una proposta di legge portata avanti da CasaPound Italia che afferma il diritto alla
proprietà della casa e che propone di creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d’uomo
con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo
sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una
rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche >>