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Spero che ritorni presto l’era del cinghiale bianco PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Mannucci   
Mercoledì 27 Ottobre 2004 01:00

Battiato: “Gli americani ci marciano, perché gli fa comodo propagandare l’idea di un fanatismo islamico diffuso e condiviso. Tutte le volte che qualche scriteriato strumentalizza la Fede a fini di morte è un assassino o un infiltrato”

UN ARTISTA neorinascimentale, Franco Battiato. Con il cuore a Oriente e
gli occhi immersi in partiture destinate a un pianeta enigmatico (…) Ora si dedica alla colonna sonora del padiglione italiano per l’Expo’ Universale di Aichi, in Giappone: «Lì a marzo - spiega - ci sarà il "Satiro danzante", che mi piace pensare avvolto in un magma di acqua, aria e fuoco evocato da note elettroniche». Non basta: il 22 novembre sarà al Teatro dell’Opera di Roma con la Royal Philarmonic Orchestra e negli stessi giorni registrerà un programma per Raidue in compagnia dell’amico filosofo Manlio Sgalambro: «Racconteremo cose interessanti. La tv di oggi mi fa ribrezzo, tutta culi e tette di un metro quadrato l’una, ammassi di carne insensibile con cui molti, inspiegabilmente, si eccitano...».
Battiato, prendiamola alla larga. Dove si nasconde, Dio, oggi? «Dove è sempre stato. L’eterno non è iniziato con le miserie umane».
La sua "La cura" è considerata una delle più riuscite canzoni d’amore di sempre. Ma la si può leggere anche come l’attenzione di un Padre soprannaturale che supera "le correnti gravitazionali" del Male per soccorrere il Figlio.
«Alla nostra epoca manca levità. Abbiamo perso lo spirito di osservazione, il piacere di dedicarci agli altri».
Per Sophia Loren la data della strage dei bambini di Beslan coincide con quella della fine del mondo.
«No, purtroppo. La Storia si trascina sempre dietro l’orrore sui più piccoli. In molte forme. In un libriccino di De Sade si racconta di questo viaggio da Napoli verso il Nord, e agli angoli delle strade si vedono bambini di cinque anni impegnati a gratificare degli uomini con dei
servizi orali. E in una sorta di Divina Commedia mediorientale di qualche secolo prima di Cristo, troviamo un Virgilio arabo che conduce il suo Dante in una valle dove scorrono fiumi di sangue per i troppi massacri compiuti in nome del dissidio e del dualismo. A quel punto il viaggiatore si scopre esausto, e supera l’idea della malvagità: e la sua anima può elevarsi. Ecco, vediamo cose inaudite e non finirà, fin quando tutti non saranno stanchi di compiacersi nell’ecatombe. Troppe anime che vengono a reincarnarsi in questo 
pianeta non sono degne della razza umana...».
La sua come è stata, di infanzia? Che musica ascoltava?
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