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Scritto da lastampa.it   
Lunedì 16 Aprile 2018 00:03


per salvargli le chiappe?

L’avvocato personale del presidente Trump, Michael Cohen, è sotto inchiesta criminale. La rivelazione arriva dopo il raid compiuto dall’Fbi nella sua casa e nel suo ufficio di Manhattan. Il capo della Casa Bianca lo ha chiamato, per sentire le sue condizioni.
Cohen è lo storico avvocato personale di Trump, e aveva gestito i pagamenti fatti a due donne, la pornostar Storm Daniels e la modella di Playboy Karen McDougal, affinché non rivelassero le loro relazioni con Donald. Nei giorni scorsi l’Fbi ha perquisito la casa e l’ufficio di Cohen, sulla base di un mandato firmato dal procuratore di New York, per raccogliere informazioni su questi casi, e sull’audio in cui Trump diceva di prendere le donne per i genitali. L’avvocato avrebbe anche diverse conversazioni registrate con Donald, che riportano alla memoria i nastri di Nixon durante lo scandalo Watergate. 
Cohen ha fatto causa, chiedendo ad un giudice di impedire l’uso dei materiali raccolti nella perquisizione, perché violano il diritto di un cliente di parlare liberamente col proprio legale. La procura però ha risposto che Trump ha negato di sapere dei pagamenti e di averne parlato con Cohen, e quindi il privilegio alla riservatezza non esiste.
La vicenda di Cohen si intreccia con il lavoro del procuratore speciale Mueller, che avrebbe fornito alla procura di New York le informazioni necessarie ad avviare l’indagine sull’avvocato, che ora è sotto inchiesta criminale. Lo scandalo esplode proprio mentre nelle librerie arriva Higher Loyalty, il libro di memorie dell’ex direttore dell’Fbi Comey, che accusa Trump di comportarsi come un boss mafioso, ed essere ossessionato dalle accuse a sfondo sessuale ricevute, come quella di aver incontrato prostitute russe con cui avrebbe condotto pratiche perverse.

 

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