Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Dicembre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
       1  2
  3  4  5  6  7  8  9
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Finita la pacchia? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 29 Giugno 2018 00:12


Un'ondata di buon senso

Al sesto piano del suo ufficio di Strasburgo, Manfred Weber - il quarantaseienne tedesco a capo del primo gruppo del parlamento europeo, il Partito popolare - si mostra sorridente e di buon umore. Fino a poche settimane fa temeva che il nuovo governo italiano desse seguito alle tante dichiarazioni pre-elettorali contro l’Europa e (soprattutto) contro la sua moneta unica. Adesso invece vede con soddisfazione che tutta l’attenzione politica di Roma  è concentrata sulla questione migranti, sulla quale il leader del centrodestra Ue dice di essere del tutto d’accordo con Salvini e la Lega. «Il vero pericolo per la tenuta dell’Unione non è più l’euro ma l’immigrazione illegale. Che deve essere risolta al massimo entro l’autunno», spiega all’Espresso Weber, senza nascondere la sua approvazione per come il ministro dell’Interno italiano sta gestendo i nuovi sbarchi: «Mi piace il fatto che con la sua dura decisione sull’Aquarius Salvini abbia fatto chiaramente capire che l’Italia non ne può più, che ha raggiunto il colmo. Un dato positivo. Sono pienamente d’accordo con lui. E lo ero anche con i muri eretti in Bulgaria e in Spagna. Finché ci saranno confini aperti per i migranti illegali questi continueranno ad arrivare. 
Dobbiamo fermare il fattore di attrazione che li spinge a tentare l’approdo in Europa e investire sempre di più nel controllo dei confini e nei rimpatri».
Respingimenti e muri, insomma. Al di là di ogni obiezione morale, è un’operazione più facile a dirsi che a farsi...
«Sono critico nei confronti della Commissione europea che non ha fatto abbastanza in questi mesi per stringere accordi con i Paesi africani e per fare in modo che questi si riprendano i loro cittadini. Il metodo esiste. I paesi africani vogliono commerciare con noi? Bene, allora occorre da una parte trovare un accordo sul rimpatrio dei migranti e dall’altra sulla costruzione di campi profughi sulle coste nordafricane all’interno dei quali selezionare coloro che hanno davvero i requisiti di rifugiati. È nell’interesse di tutti. Certo la cosa comporta un grande esborso di denaro per l’Unione europea ma i soldi vanno trovati. Un Paese come l’Olanda non può tenere una posizione intransigente contro i migranti illegali e poi dire che non ha soldi con cui contribuire.
È giusto che i Paesi che sono in prima linea a gestire i migranti per scelta, come la Germania, o per fattori geografici, come l’Italia, ricevano aiuti economici importanti e dunque approvo la proposta del commissario Dimitris Avramopoulos di investire 35 miliardi nei prossimi anni per controllare le frontiere e aiutare i rifugiati veri».
D’altra parte però i soldi, ancora insufficienti per l’Italia, non sono tutto. Solidarietà europea vuol dire anche redistribuzione degli impegni e della logistica volta a stabilire chi è rifugiato e chi è migrante...
«Comprendo che l’Italia non possa diventare il campo profughi d’Europa. Certo, proteggere il trattato di Schengen (che consente la libera circolazione delle persone) è costoso per l’Italia. Lo ripeto. Per questo abbiamo bisogno anche di più agenti di Frontex. L’Italia non deve essere lasciata sola: per ogni italiano sulle imbarcazioni di Frontex ci deve esser lì ad aiutare anche un altro europeo».
Confini sicuri. E la solidarietà?
«La questione umanitaria è prioritaria, non dimentichiamocelo. Innanzitutto dobbiamo salvare 
le vite umane perché non è accettabile che la gente muoia nel Mediterraneo. Applaudo all’Italia per avere tirato fuori i migranti dal mare e al governo spagnolo 
per essersi fatto carico di far sbarcare i migranti. 
Ma allo stesso tempo chiedo a Pedro Sánchez  di controllare rapidamente le persone che arriveranno  a Valencia e di respingere i migranti illegali. 
Non è mancanza di cuore. In tutto il mondo esistono confini e controlli ai confini, negli Stati Uniti  come in India».
Ma visto che la maggioranza degli sbarchi sono  di migranti in cerca di lavoro e che, come ripete sempre il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, nei prossimi anni continueranno comunque ad arrivare, non sarebbe opportuno creare delle vie legali europee per farne entrare una parte in Europa?
«Secondo il trattato di Lisbona i rifugiati politici  sono un problema europeo e i migranti economici  un problema nazionale. Ed è giusto così. Ogni Paese europeo ha una situazione diversa del suo mercato  del lavoro. L’Italia con il suo tasso di disoccupazione non può assorbire manodopera ulteriore dall’esterno, a differenza della Germania».
Ma non sarebbe più utile avere un sistema all’americana per redistribuire i lavoratori migranti? Negli Stati Uniti non si rimpallano certo i messicani tra Arizona e Texas...
«Il problema è che i migranti africani non hanno le competenze lavorative di cui hanno bisogno Paesi come Olanda e Germania. E la loro formazione sarebbe troppo costosa per l’Europa»

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.