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Omeopatia sdoganata PDF Stampa E-mail
Scritto da la verità   
Mercoledì 24 Ottobre 2018 00:38

Dalla rivista scientifica Nature

L’omeopatia è una tecnica terapeutica che risale al 1796. Sviluppata dal medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann, utilizza sostanze prevalentemente naturali a dosi infinitesimali per evitarne l’effetto tossico e indurre una reazione di guarigione nell’individuo. All’epoca Hahnemann, stanco degli scarsi risultati terapeutici che la medicina dell’epoca forniva, trovò più onesto lasciare il suo lavoro di medico per non nuocere ai pazienti. Decise così di dedicarsi alla traduzione di libri scientifici. Lavorando sulla materia medica di William Cullen rimase sorpreso che la corteccia dell’albero della china fosse considerata un corroborante per lo stomaco dal momento che, quando l’aveva assunta per trattare la malaria, gli aveva procurato una fastidiosa gastrite. Cominciò quindi una serie di sperimentazioni che lo condussero a un approccio rivoluzionario di cura. Da allora, per l’assenza di effetti collaterali e per i risultati constatati dai pazienti, l’omeopatia si è diffusa in tutto il mondo, lasciando comunque perplessi molti medici.
Dopo i molti attacchi televisivi ripetuti che hanno messo in pessima luce quest’antica tecnica terapeutica, la rivista scientifica Nature pubblica uno studio che «scagiona» definitivamente l’omeopatia dimostrandone in modo inequivocabile l’efficacia. Di solito veniva negatala possibilità che i farmaci omeopatici avessero un effetto biologico e curativo poiché preparati con sostanze ultradiluite. La ricerca è stata effettuata valutando l’effetto di Rhus toxicodendron, preparato secondo la metodologia omeopatica, nel trattamento del dolore neuropatico. Il dolore neuropatico rappresenta oggi una delle più grandi sfide terapeutiche in quanto è tra principali cause di sofferenza per l’uomo. Se un nervo viene a essere traumatizzato in qualunque modo si gonfia, si infiamma e comincia a mandare impulsi dolorifici di notevole entità che tendono a perdurare nel tempo. L’effetto di Rhus toxicodendron è stato valutato sia sul dolore percepito, che sulla funzione del nervo, sull’istologia (cioè guardando i nervi al microscopio) e anche a livello chimico valutando i mediatori dell’infiammazione e i radicali liberi che vengono rilasciati da cellule danneggiate. In tal modo si è giunti alla conclusione che l’effetto terapeutico di questo rimedio omeopatico non si limita soltanto a eliminare il dolore ma ha anche una notevole azione nel preservare sia la struttura del nervo sia la sua funzione e nel ridurre l’infiammazione. L’efficacia di questo trattamento è stata confrontata con quella del Gabapentin, un farmaco ufficiale, e i risultati sono stati sovrapponibili.
Il vantaggio dell’approccio omeopatico rispetto a quello farmacologico ufficiale sta nell’assenza di effetti collaterali. La medicina ufficiale non dovrebbe essere intimorita da metodi alternativi di cura: dovrebbe indagare in modo scientifico e senza pregiudizi.

 

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