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Povera sei Germania. Europa nostra dove sei? PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Merlino   
Venerdì 23 Novembre 2018 01:23


Seduto a un tavolino a Norimberga

 

 

Nella notte del 30 marzo 1944 decolla dal suolo inglese una flotta imponente di 572 bombardieri tipo Lancaster e 214 Halifax oltre uno sciame di caccia a protezione. La meta è Norimberga, il cui centro storico è composto da costruzioni in gran parte con i tetti in legno e facili preda delle bombe incendiarie. Inferno proveniente dal cielo a ridurre la Germania a ‘tabula rasa’ come prospettato dal maresciallo dell’aria Arthur Harris, noto come Butcher (macellaio) dai suoi subordinati. Rancore e odio sulla città a simbolo di un’altra Europa, quella dalla croce uncinata, di più quella dell’idea sacra dell’Impero contro l’egemonia mercantile e puritana. Qui, infatti, la casa d’Asburgo con Massimiliano I rinnovò per secoli le gesta del Sacro Romano Impero.                             
Non ebbero fortuna. Intercettati dalla caccia tedesca, in una sola notte perderanno 95 velivoli. E la scarsità di carburante costrinse molti piloti della Luftwaffe a rientrare alla base. Il solo oberleutnant Martin Becker si fregerà di aver abbattuto otto aerei. Ci riproveranno e con successo in tarda sera del 2 gennaio ’45, devastando il centro urbano – due mila morti cento mila senza tetto. Il 20 aprile giovani in camicia bruna se ne ricorderanno al momento dell’arrivo degli alleati, incauti e tronfi di vittoria. Un centinaio di carri armati distrutti tremila tra morti e feriti terribile la rappresaglia. Il giorno dell’ultimo compleanno del Fuehrer...                                                                               
Il castello le torri di ciò che resta della cinta muraria la piazza ancora occupata dai banchi di frutta la casa del pittore Albrecht Duerer cercare di ricostruire gli spazi ove la regista Leni Riefensthal girò Il trionfo della volontà sul Parteitag, svoltosi dal 4 al 10 settembre del ’34. ‘Le cattedrali di luce’, che tanto fecero impressione al giovane Robert Brasillach, l’immensa spianata dove sfilarono ‘mit ruhigen festen Schritt’ gli uomini e le donne del Terzo Reich davanti all’uomo che ha saputo stringerli nel suo pugno e lanciarli prima alla conquista della Germania poi, in Occidente e sul fronte dell’est, in una visione egemonica ma premessa di un Nuovo Ordine Europeo.                  
Siedo ad un tavolino all’aperto e all’ombra inquietante della chiesa evangelica di San Sebaldo, monaco eremita ritiratosi a vivere nei boschi. Al suo interno gigantografie riproducono i danni feroci subiti dai bombardamenti. ‘Eine Kirche den Frieden’, la definiscono, con macabra ironia, ‘chiesa della pace’. Sconfitta dalla potenza dell’oro e dell’acciaio, maggio ’45, sconfitta nella guerra delle parole... Povera sei Germania. Europa nostra dove sei?. Eppure e ancora ‘e presto si accendono migliaia di fiaccole nello stadio di Norimberga per evocare dal buio l’essenza dileguata della sovranità, prima di bagnarla nel sangue per ravvivarne il pallore tombale’.                 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Novembre 2018 21:27
 

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