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La verità su Notre-Dame è lontana PDF Stampa E-mail
Scritto da huffingtonpost.it   
Venerdì 19 Aprile 2019 00:17


lontanissima

E quanto sarà credibile, poi?

Potrebbero volerci settimane, forse mesi, prima che la verità sul rogo di Notre Dame venga a galla. Per scoprirla sono a lavoro una cinquantina di investigatori, tutti super specializzati e abituati ad occuparsi dei dossier più complicati. Le indagini, infatti, si preannunciano delicate e complesse.

Gli inquirenti hanno già ascoltato più di trenta persone, i primi interrogatori sono partiti poche ore dopo l'incendio. Il racconto degli operai e degli incaricati alla sicurezza nel cantiere, che stava sorgendo per il restauro del capolavoro dell'arte gotica, non basteranno, forse, ad accertare le cause delle fiamme. Proprio per questo i detective sono pronti ad avvalersi della tecnologia per cercare di ricostruire ogni dettaglio dei fatidici momenti in cui il rogo è iniziato, diffondendosi poi nella parte alta della cattedrale. Utilizzeranno dei droni per sorvolare quel che resta della celeberrima struttura e raggiungere gli angoli impraticabili, faranno delle simulazioni, creeranno modelli in 3D. Nulla sarà lasciato al caso, nessun tentativo sarà scartato.

La squadra di inquirenti dovrà, però, aspettare prima di entrare nella chiesa ferita dal fuoco. Nessuno, infatti, può ancora accedere alla struttura, considerata troppo vulnerabile dopo aver perso la guglia il tetto a causa delle fiamme. "Fino a quando gli architetti e i vigili del fuoco non avranno dato il loro via libera, non ci saranno accertamenti né prelievi sul posto - ha spiegato Christopher Pezron, direttore del laboratorio centrale della polizia - Abbiamo due obiettivi: provare a determinare l'origine dell'incendio e capire in che modo si è propagato". Per il momento si segue la pista accidentale: "È da escludere un atto volontario", ha detto il procuratore di Parigi, Rémy Heitz. Resta, però, da capire cosa sia successo. E non sarà un'impresa semplice. "Non si può fare il paragone con un semplice rogo in un appartamento - ha spiegato un poliziotto, citato da Le Figaro - dove gli esperti possono risalire a un corto circuito o al residuo di materiale infiammabile".

Quando la cattedrale tornerà a essere accessibile, gli inquirenti dovranno lavorare su quel che rimane del materiale seriamente compromesso dalle fiamme: "Procederemo alle analisi chimiche dei resti per sapere se c'era benzina o altri prodotti infiammabili. Potremo anche valutare gli eventuali materiali elettrici - ha spiegato a Lci News Pezron - proveremo a riprodurre un modello dell'incendio e le modalità con cui si diffonde il fuoco per capire come si è propagato all'interno della struttura".

I nodi da sciogliere sono ancora molti, ma alcuni punti sembrano certi: alle 18.20 del 15 aprile - quando è suonato il primo allarme nel corso del quale però non sono state rilevate fiamme, notate solo al momento della seconda allerta delle 18.43 - nessuno degli operai delle cinque imprese assegnatarie della ristrutturazione era all'opera. Julien Le Bras, il direttore generale dei lavori della più importante impresa incaricata degli interventi sulla struttura, lo ha assicurato: "Quando l'incendio è partito nessuno dei nostri dipendenti era presente sul posto, assolutamente".

Resta da capire esattamente da quale punto è partito il fuoco e, soprattutto, perché. Secondo i pompieri l'incendio si è innescato sui ponteggi installati sulla struttura, all'altezza del tetto. I video delle telecamere di sicurezza potranno essere utili per chiarire, almeno in parte, queste circostanze. Ma c'è un altro nodo, reso ancora più intricato dalle dichiarazioni di due agenti della sicurezza. Perché al primo allarme non sono seguiti interventi tempestivi? La causa potrebbe essere un bug informatico. Lo scrive Le Parisien secondo cui due agenti della sicurezza - ascoltati dalla polizia - hanno detto che il focolaio era stato localizzato alla base della guglia, lato Senna, ma di essere stati indirizzati verso un punto sbagliato da un bug informatico nel sistema. L'origine delle fiamme è stata dunque trovata molto più tardi.

"Tutta la verità sarà accertata", ha promesso il ministro dell'Interno, Christophe Castaner. I francesi, e con loro il mondo intero, la attendono. Ma l'inchiesta si preannuncia un vero e proprio rompicapo.

 

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