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Scritto da ansa   
Lunedì 24 Giugno 2019 00:24


Una restituzione a Roma dal consanguineo germanico. Profondo e millenario asse

Una testa di marmo, risalente all'epoca romana (II secolo d.C.), è stata restituita oggi all'Italia durante una cerimonia che si è tenuta presso la residenza dell'ambasciatore tedesco a Roma. Il reperto, secondo quanto ricostruito dagli esperti, fu rinvenuto nel corso di alcuni scavi urbani eseguiti a Fondi. Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 1937 e il reperto faceva parte di una statua composta da testa e busto di un giovane. Trafugata dall'Italia presumibilmente tra il 1944 e l'inizio degli anni '60, fu solo nel 1964 che il reperto finì nel Museo Archeologico dell'Università di Münster poiché il direttore dell'epoca l'aveva acquistato da un privato cittadino di Amburgo. Non vi erano, allora, evidenze sulla provenienza illecita. La buona fede dell'Università di Münster e del suo Museo Archeologico è stata confermata quando, da parte tedesca, è stata avanzata spontaneamente la proposta di restituzione della testa.

"Si tratta di un atto dal valore altamente simbolico - ha detto il Ministro Bonisoli - in quanto testimonia la piena adesione di Italia e Germania a principi e valori di carattere universale e il nostro approccio condiviso al concetto di tutela del patrimonio culturale. L'atteggiamento dell'Italia non è solo quello di un Paese che rivendica la restituzione di opere d'arte trafugate ma siamo in prima fila, quando ne ricorrono le circostanze, nella restituzione di opere d'arte appartenenti al patrimonio culturale di altri Paesi. È così che intendiamo combattere il fenomeno del mercato illegale del patrimonio culturale".

Alla cerimonia di restituzione erano presenti, l'ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, il rettore dell'Università di Münster, Johannes Wessels, il capo dell'Ufficio Legislativo del Mibac, Lorenzo D'Ascia, il comandante del Comando Tutela Patrimonio Culturale, Generale Fabrizio Parrulli e il sindaco del Comune di Fondi, Giuliano Carnevale.

 

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