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Anche il mostro di Firenze! PDF Stampa E-mail
Scritto da huffingtonpost.it   
Mercoledì 17 Luglio 2019 00:14


Le prove furono fabbricate per coprire i veri colpevoli

D'altra parte almeno 13 testimoni vennero assassinati, ma potrebbero essere 17 perché su 4 le circostanze della morte non sono certe.
Un ripetuto rituale massonico e satanista che rimanda alla Loggia che aveva fatto assassinare Giovanni Gentile e ai capi del terrorismo rosso in Italia.
Nella zona di Forteto.

Un’ipotesi clamorosa che riaprirebbe uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana: la prova regina contro Pietro Pacciani sarebbe stata artefatta. A riportare la notizia in esclusiva è La Nazione:
I segni sul proiettile trovato nell’orto di Pietro Pacciani, nella maxi perquisizione dell’aprile del 1992, non sono il risultato delle impronte dell’inserimento di quel bossolo nella camera della Beretta del mostro di Firenze, mai ritrovata. Ma sono stati artefatti, costruiti, fabbricati. Come se qualcuno avesse voluto forzare la mano e dare consistenza ai sospetti sul contadino che, in quella primavera, era stato appena indagato per i duplici omicidi che insanguinarono Firenze tra il 1968 ed il 1985. Quella prova, che mai convinse a pieno i periti e i giudici dei due processi nei confronti del ‘Vampa’, non sarebbe dunque genuina: le conclusioni della perizia firmata dal consulente balistico della procura di Firenze, Paride Minervini, sono una bomba e innescano una nuova inchiesta, per scoprire se c’è stata qualche «mano» che ha voluto influenzare o forzare gli inquirenti.
L’ipotesi è la conseguenza dell’analisi fatta dal consulente della procura Minervini.
Oggi, anche con il reperto spezzato, il consulente della procura Minervini – l’esperto che ha dato il suo contributo in tutti i più grandi misteri italiani, dall’omicidio di Nicola Calipari in Iraq al traghetto Moby Prince – con apparecchiature sofisticatissime è riuscito ad escludere che il proiettile dell’orto, marca Winchester, serie H, identico a quelli presenti in ogni delitto del mostro, sia mai stato incamerato in un’arma.
Di più: i segni sul bossolo, che i periti definirono di ‘spallamento’ (ipotizzarono che la cartuccia incamerata si fosse inceppata) sarebbero stati creati a mano, probabilmente con un piccolo arnese. Chi ha fatto ciò? Scoprirlo, sarà la missione del nuovo capitolo dell’inchiesta infinita.

 

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