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François Duprat PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Mercoledì 18 Marzo 2009 01:00

Trentuno anni fa veniva assassinato da un commando terrorista una delel figure più lucide del nazionalismo rivoluzionario

Il 18 marzo 1978 a Cudebec-en-Caux, in Normandia, François Duprat veniva ucciso da una bomba piazzata sulla sua automobile; sua moglie restava gravemente ferita. L'attentato, così simile per tecnica e logica a quelli che hanno contrassegnato anche a casa nostra la sinistra “strategia della tensione”, venne rivendicato dal “Commando Souvenir” e concluso con lo slogan “Non dimentichiamo Auschwitz”. Per quale motivo dei terroristi che facevano l'occhiolino a Israele assassinarono Duprat? A 37 anni (era nato il 26 ottobre 1940) rappresentava la mente più lucida e feconda del militantismo francese del momento. Era un acuto sociologo, forse perché da giovanissimo aveva militato a sinistra, con simpatie trozkiste, e aveva frequentato Régis Debray (che sarà catturato in Bolivia dove aveva raggiunto il Che e che più tardi sarà incaricato da Mitterrand di presiedere il Consiglio di Stato) e Maurice Thorez, il segretario del partito comunista. Si era quindi portato alla destra estrema, ove aveva esordito scrivendo per la “Defense de l'Occident” diretta da Maurice Bardèche e aveva proseguito in Jeune Nation, Parti Nationaliste, FEN (con Venner e De Benoist), Occident, GUD, Ordre Nouveau, prima di divenire cofondatore del Front National di Le Pen al quale partecipava come federato, alla testa dei Grupes Nationalistes Révolutionnaires, in quello che per lui più che un partito era il catalizzatore di una tendenza, il confluente di spinte movimentiste. Autore di diversi libri di analisi (in particolare sul modello italiano), Duprat fu un precursore della battaglia sull'immigrazione da lui denunciata come l'effetto di un meccanismo complesso e mosso dal capitale senza patria. Non vi sono dubbi sull'assassinio di questo lucido personaggio mentre qualcuno permane ancora sugli incidenti di automobile che hanno eliminato dalla scena Adriano Romualdi e Jörg Haider. Ma sembra una maledizione: guide intelligenti e pragmatiche alla testa di un certo mondo vengono spazzate via.
 

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