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Scritto da lastampa.it   
Lunedì 04 Giugno 2018 00:12


in Afghanistan

Per più di 30 anni di lui non si era saputo nulla. Era stato dato per disperso negli anni ‘80, dopo che il caccia sul quale volava era stato abbattuto nei cieli dell’Afghanistan dalle truppe dei mujaheddin islamici. Parenti e amici credevano ormai che fosse morto. E invece, con grande sorpresa di tutti, è vivo e vuole tornare in Russia. E’ la storia - non verificabile e ancora poco chiara - di un ignoto ex pilota sovietico raccontata dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, che cita a sua volta l’Unione russa delle truppe aviotrasportate.
E’ stato proprio il presidente di questa organizzazione, Valery Vostrotin, a dare la notizia ai giornalisti di Ria Novosti. Ma senza fornire il nome dell’ex militare. «E’ ancora vivo. E’ davvero stupefacente. Adesso ha bisogno di aiuto», ha spiegato Vostrotin, che è anche a capo del ramo russo di una commissione congiunta di Russia e Stati Uniti per i prigionieri di guerra e i soldati dispersi in combattimento. Secondo Vyacheslav Kalinin, il numero due dell’associazione «Boevoe Bratstvo», «Fratellanza militare», l’ex ufficiale potrebbe essere in Pakistan, dove sorgevano dei campi di prigionia afghani. 
La sua identità resta un mistero, ma se - come sostiene Kalinin - il suo caccia fu davvero abbattuto nel 1987, secondo il quotidiano Kommersant potrebbe trattarsi di Sergey Pantelyuk, l’unico pilota sovietico disperso quell’anno in Afghanistan dopo l’abbattimento del suo aereo. Altre fonti, citate dalla Tass, fanno invece il nome di Aleksandr Morozov.

 

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