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Scritto da Terza Posizione   
Venerdì 15 Marzo 2019 01:25


Un'analisi di Terza Posizione

 

Questo articolo è tratto dal Giornale” Terza Posizione” del 1980, ma era già apparso in "Lotta Studentesca" a fine 1977.Cambiate i nomi e le circostanze storiche dell’epoca, rimane la stretta attualità dei concetti di fondo.

AUTONOMIA TOTALE

A meno di un anno dal patto governativo PCI-DC, le università italiane sono esplose in una protesta rabbiosa che ha avuto come obiettivi non solo i consueti gruppi politici della reazione ma anche la classe dirigente del fronte rosso da Berlinguer a Lama.
La protesta si è poi estesa sanguinosamente nelle piazze ma è risultata inconcludente per mancanza di contenuti.
Gli studenti proclamatisi autonomi, eluso il tentativo di totale recupero agli schemi della sinistra perpetuato da Lotta Continua, hanno urlato e manifestato la propria rabbia contro coloro che da nove anni ipocritamente strumentalizzano in larga parte la rabbia giovanile.
Ma da una ribellione che è risultata nichilista e apparentemente senza sbocchi si ricava una necessità vitale sentita dall'intero mondo studentesco: la necessità dell'autonomia. Ma l'autonomia si costruisce intorno ad un centro ideale e politico.


Si è autonomi se si posseggono idee chiare e valori precisi da difendere ed affermare in una società che tende alla disintegrazione. Si è autonomi quando la protesta possiede contenuti reali, quando si hanno programmi politici.
Dunque se si vuole attualizzare una reale autonomia, bisogna che questa autonomia si definisca. Ottenere l'autonomia dallo strapotere dei partiti da sempre volto in funzione e a vantaggio dei gruppi dirigenti degli stessi, significa opporre una partecipazione diretta. Significa organizzarsi nei quartieri, nelle circoscrizioni, nei paesi, isolando i politicanti ed esprìmendo realtà unitarie alla faccia delle divisioni artificiali (dogmatiche, partitiche). Significa fare dei consigli di quartiere e di circoscrizione, delle giunte comunali, un'espressione diretta di ogni realtà locale protesa verso la realizzazione delle proprie necessità civiche, urbanistiche, ecologiche, in perfetta armonia con le realtà delle altre circoscrizioni, degli altri quartieri, delle altre giunte. Significa lottare perché queste realtà influiscono direttamente sulle scelte del paese insieme a quelle espresse dalle categorie sindacali, dalle cooperative aziendali, dalle rappresentanze militari. Significa svuotare la «triplice» che vive in funzione del proprio apparato dirigente sulle spalle dei lavoratori e rilanciare un'alternativa sindacale che esprima globalmente le rivendicazioni e dirima già nel seno stesso del sindacato le contraddizioni delle varie categorie del mondo del lavoro e delle singole cooperative di azienda. Significa possedere il controllo diretto sull'operato delle industrie perché non esista mai più un'altra Seveso. Significa avere il controllo sull'impostazione della nostra economia, perché non si debbano più distruggere i pomodori e le arancie del meridione, per importare gli agrumi di Israele ed esportare Italiani sotto la voce: mano d'opera. Signifìca permettere ad ogni campagna italiana di essere autonoma e produttiva. Significa concedere ad ogni famiglia l'opportunità di possedere una casa e non di vivere in un formicaio con il cancro sempre in agguato. Significa specializzare e volontarizzare l'esercito. Significa costruire una scuola educativa e non addestrativa, perché ne escano degli uomini e non solo dei tecnici, peraltro spesso squalificati.
Significa essere padroni di un'etica con la quale vivere e da insegnare e sulla quale rieducare e non emarginare. E, dunque, significa anche rivoluzionare i concetti detentivi e penali che, cosi strutturati, sono assurdi.
E perché tutto questo si attui bisogna essere autonomi dalle ingerenze economiche, politiche, militari.


Dobbiamo, dunque, affermare l'autonomia esterna insieme a quella interna. Dare all'Italia un suo ruolo autonomo nell'Europa e nel Mediterraneo e all'Europa la sua autonomia respingendo ogni tentativo imperialista sovietico, americano, o di qualunque tipo.
Tutto questo si chiama autonomia. Perché l'autonomia, per definizione, o è totale, o non è.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Marzo 2019 20:31
 

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