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Al termine.... la felicità possibile PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Merlino   
Martedì 02 Aprile 2019 00:08


Il segreto della vita

Con la copertura di oltre undicimila velivoli fra caccia e bombardieri, una flotta mai vista prima nella storia dà vita all’operazione Overland. Il secondo fronte, auspicato da Stalin per alleggerire la pressione ad Est consentire il dilagare dell’Armata Rossa. E’ l’assalto alla Fortezza Europa o, meglio conosciuta, come Vallo Atlantico. Secondo braccio della tenaglia atta a stritolare il Terzo Reich, annientare la Germania il sogno di realizzare il Nuovo Ordine Europeo.                       

Con lo sbarco in Normandia degli alleati il 6 giugno ‘44 si accentua la caccia all’uomo la resa de conti. Facile brutale spietata. Ad esempio il 22 giugno i maquis suonano alla porta di Philippe Henriot, responsabile informazione e propaganda del governo di Vichy, E’ egli stesso ad aprire; lo abbattono a colpi di revolver. Dieci giorni dopo, a reazione, la milizia consegna ai tedeschi Georges Mandel, già ministro al tempo del Fronte Popolare, che viene fucilato.                                                                                               
Liste di proscrizione, calderone per i politici della destra radicale combattenti delle formazioni paramilitari scrittori e giornalisti ed artisti imprenditori amanti colluse con i feldgrau, stuprate e rasate, vendette private. E’ la guerra sporca, strisciante, il cui epilogo si trasforma in mattanza – secondo le stime riconosciute per difetto del Ministero degli Interni a fine conflitto oltre cento mila esecuzioni.   

Fra costoro spiccano Robert Brasillach e Pierre Drieu la Rochelle. Pur non stimandosi (alcune ruvide annotazioni di Drieu, Diario 1939-’45, ne sono conferma), troppa è la diversità di stile e contenuti, entrambi si trovano critici verso il progetto abortito di alleanza franco-tedesca e disincantati verso la rivoluzione nazionale, idea vaga del Maresciallo Pétain. E, mentre i più compromessi si affrettano a seguire le truppe germaniche in ritirata, entrambi decidono di restare e conoscere la propria sorte in patria...                                                                                                                                               
Robert Brasillach verrà fucilato il 6 febbraio del ’45, legato al palo dei condannati a morte, per non lasciare una cattiva immagine di se stesso verso coloro che l’hanno amato. ‘Coraggio!’, l’ultimo suo grido disperato e fiero... Drieu si suicida il 15 marzo ‘da ragazzo ho giurato a me stesso di restare fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola’, con il gardenal e aprendo il rubinetto del gas. Sulla scrivania la traduzione delle Upanishad – ‘diventare sempre più

Brasillach muore rimpiangendo la vita, simile al poeta a lui caro, Andrea Chénier, ‘il fratello dal collo mozzato’; Drieu tramite la morte alla ricerca del divino. In fondo, illusi, di incontrare al termine la felicità possibile. ‘Noi siamo uomini d’oggi’. Scrittori d’Europa, alta ed altra. ‘Non abbiamo più dei, non abbiamo più idee’. E noi esseri in cammino; esseri contro...


 

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