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Scritto da repubblica.it   
Martedì 03 Ottobre 2017 00:25

Non di rado accade che le piú interessanti scoperte archeologiche o paleologiche siano fatte per caso. E' stato cosí nei giorni scorsi in Norvegia. Nel corso di scavi per lavori di manutenzione e rinnovamento sulla centrale piazza del mercato, nella città di Trondheim, sono stati trovati nel sottosuolo i resti di un'antica barca tombale vichinga. Con resti umani e oggetti personali, probabilmente appartenenti a un capoclan o a un guerriero dell'élite vichinga.
La scoperta è importante, anche perché si tratta di reperti molto antichi. La barca e le ossa, secondo le prime analisi, risalgono a un'epoca tra VII-X sec. a. C.. Con prudenza, i ricercatori norvegesi parlano di resti risalenti all'Età del ferro o alla prima epoca del popolo Norse, appunto i vichinghi.
Tutto indica che le ossa siano umane, e molto fa pensare che si tratti dei resti di un capo o di un comandante di una nave vichinga. Anche il fatto che le ossa, come la barca tombale, sono rivolte da nord a sud, secondo la tradizione delle cerimonie funebri vichinghe come ci è riportata da studi e leggende.
Il mare, si sa, era elemento centrale della vita dei vichinghi. Non pochi di loro morivano durante viaggi e incursioni navali. Chi, tra i loro capi, guerrieri e membri dell'élite decedeva a terra, aveva come ultimo onore la sepoltura non in una semplice tomba bensí in una barca tombale. Una barca di circa 4 metri di lunghezza, e una barca vera, non un simulacro di barca costruita per la tomba. Erano imbarcazioni a fondale abbastanza piatto, note come barche del tipo Afjord. Venivano costruite in tal modo per navigare senza problemi nelle acque basse della baia di Trondheim. La sepoltura nella barca tombale era un momento religioso e culturale importantissimo per il senso d´identità dei vichinghi. La cremazione della salma era parte della cerimonia.
Dopo la cremazione, i resti dell´eroe o capo vichingo defunto venivano adagiati nella barca insieme alle sue armi e ad alcuni oggetti personali. In questo senso, la scoperta di Trondheim ha un lato di affascinante mistero: nella barca è stata trovata la chiave di un piccolo scettro, non si sa se contenesse un tesoro o altri oggetti personali del defunto.
C'erano poi accanto alle ossa i resti di un vaso e di un cucchiaio. Cosí il passato del mitico popolo di marinai guerrieri torna sempre presente nella Scandinavia, oggi una delle aree piú postmoderne del mondo. Qualcosa delle loro tradizioni è rimasto nei lati romantici, melanconici e legati alla natura della cultura popolare. Solo per fare un esempio, “Tu antico, tu libero Nord”, il dolce e bello inno nazionale svedese, ha come frase chiave "Io voglio vivere e morire nel Nord".

 

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