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Onorare Darnand PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Martedì 10 Ottobre 2017 18:03


quasi per caso

 

Ti trovi un giorno a Parigi e scopri che è il 10 ottobre.
La data ti dice qualcosa, ma certo: è il giorno che hanno fucilato Darnand!
Joseph Darnand, il fedelissimo di Pétain, che si era illustrato nella Grande Guerra e che nella “Drôle de guerre” del 1940 aveva dato molto filo da torcere proprio a noi sulle Alpi.
Dopo l'armistizio e l'elezione plebiscitaria del vincitore di Verdun alla testa dello Stato mutilato di Vichy, dopo l'affondamento proditorio della flotta francese a opera dell'alleato inglese a Mers-el-Kébir, con ben 1.300 marinai assassinati, inizia la Collaborazione con Berlino. Una collaborazione controversa che non è sottomissione, non è matrimonio e non è neppure resistenza ma è autonomia e confronto. Tranne che ad est, dove si combatte insieme il comunismo.
Joseph Darnand, l'uomo di fiducia di Pétain, fonda la Milice che, al netto delle immagini distorte, è anche un servizio civile, spesso disarmato, che si occupa di sfamare i senza tetto e gli indigenti. E  combatterà i resistenti solo dopo che questi avranno preso ad assassinare i miliziani a sangue freddo.
Per farla breve Darnand, dopo l'invasione angloamericana della Francia, si sposta in Italia a combattere per la Repubblica Sociale. Una volta catturato verrà condannato a morte e fucilato il 10 ottobre del 1945. Sorridente, dirà a quelli che stanno per fucilarlo che sono ragazzi gagliardi che avrebbero potuto servire ai suoi ordini, quindi, prima che parta la scarica, intona l'inno della Milice. “Abbiamo fatto il giuramento in ginocchio di morire cantando, sacrificandoci se necessario per la nuova Francia”.
De Gaulle, sempre avaro in complimenti, ne loderà la vita e la morte.
D'altronde le decorazioni del Guerriero parlano da sole. Medaglia militare nel 1918, Croce di Ferro con sei citazioni nella Guerra 14-18, Croce di Ferro da parte belga sempre nel 14-18. A fine conflitto, benché abbia servito come sottufficiale, è definito “artigiano della vittoria” insieme al Maresciallo Foch che guidava le armate e al leader socialista e Presidente del Consiglio, Clemenceau. Insignito della Légion d'Honneur nel 1927, nel 1940 diventa Ufficiale dell'Ordine per avere recuperato il corpo del capitano Agnely tra le linee nemiche. Viene insignito ancora della Croix de Fer per la guerra 1939-40.

Se ci troviamo a Parigi un 10 ottobre vuol dire che dobbiamo andare a deporre fiori sulla sua tomba.
Ma dov'è sepolto? Al cimitero di Batignolles. D'accordo, ma dove? I cimiteri sono immensi e non è possibile trovare la tomba di qualcuno senza sapere dove sia esattamente. Mi è capitato di trovare così solo quella dove riposano le ceneri di Walter Spedicato a Ghedi e dopo un lungo girovagare.
C'è l'ufficio con gli schedari, ci rechiamo là e, brutta notizia, ci sono due donne e le donne, si sa, non fanno sconti, specie se sono di sinistra. Rispettare il nemico? Figurarsi!
“Cerchiamo qualcuno di cui conosciamo la data di morte”.
“Allora è facile, che data è?”
“Un 10 ottobre come oggi, ma del 1945”
“Come si chiamava il defunto?”
“Darnand. Joseph Darnand”.
Le facce si fanno scure. “Non lo sappiamo” e si girano dall'altra parte.
Non resta che cercare da soli.
Usciamo e poco più in là c'imbattiamo in un custode, è un afrofrancese, un martinichese.
Azzardiamo: “cerchiamo la tomba di qualcuno morto nel 1945”.
“Come si chiama?”
“Darnand”.
“Ah il Comandante!” e i denti bianchi scintillano in un radioso sorriso. “Venite con me, vi ci porto. All'ufficio non vi hanno detto dov'è sepolto, vero? Sono gentaglia”.
Il martinichese viene con noi e si ferma a omaggiare anche lui l'Eroe delle due guerre.

Se ti capita di trovarti il 10 ottobre a Parigi vuol dire che devi andare a rendere onore a Darnand al cimitero di Batignolles. Mi è capitato ancora e sono quelle le occasioni in cui ti dici che, per il nessuno che comunque sei, non hai vissuto invano.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Ottobre 2017 20:31
 

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