L'imbroglio democratico Stampa
Scritto da Il Reazionario   
Venerdì 23 Aprile 2004 01:00

E’ concezione tradizionale, tramandata attraverso libri sacri, simboli e uomini illuminati, quella di ritenere la quotidianità umana una illusione ed un passaggio.

Tale situazione di instabilità ha però un immenso valore per l’uomo, essendo il luogo stesso della sua liberazione: lo stadio terrestre è quindi l’unico terreno propizio all’ elevazione nelle sfere superumane, il cui raggiungimento incarna la assoluta realizzazione, risolvendo l’illusione in realtà divina. La tradizione organizza l’esistenza umana armonicamente e dispone ogni frammento ed ogni fase della vita terrestre secondo un ordine che permette all’uomo di ritrovare i sentieri occulti confluenti nella grande via che conduce alla perfezione. Il mondo moderno contrappone a questa naturale armonia, una figura di uomo profondamente vincolato alla terra, necessariamente schiavo del disordine che egli stesso ha creato e succube di una condizione che lo vuole lontano dal posto che gli spetterebbe in base alla sua natura propria. Ciò in genere si traduce dicendo che è raro trovare un uomo che occupa il posto che gli si addice, in base alla sua individualità e alle sue attitudini speciali, che lo predispongono all’adempimento di una data funzione e non di un’altra. La sua funzione nella società sarà di conseguenza determinata, se non dal caso, poiché in realtà il caso non esiste, da una serie di circostanze accidentali. Risultato inevitabile e che egli sarà portato a fare qualunque cosa e spesso ciò per cui e meno dotato. Questa stranezza si rivede in tutti i livelli: dall’individuale si passa al sociale ove ogni normalità e stravolta con argomenti sofistici di incredibile assurdità. Primo fra tutti e lo pseudo-principio dell’uguaglianza in nome del quale si e preteso di abolire ogni sorta, di gerarchia sociale. E' palese che due esseri realmente distinti non possono essere simili sotto ogni riguardo né dal punto di vista fisico né, tantomeno, dal punto di vista spirituale. Eppure tale "dogma" è quasi unanimemente accettato, ovvero si accettano tacitamente alcune aberranti conseguenze dell’applicazione di tale idea chimerica alle sfere, ad esempio, della vita sociale. La concezione di uguaglianza porta, come detto, alla negazione di ogni tipo di gerarchia da cui si giunge necessariamente all’idea democratica. Definita come l’autogoverno del popolo la democrazia è una vera impossibilità, essendo contraddittorio ammettere che gli stessi uomini possano essere governati e governanti; in virtù di tale concezione politica il potere viene dal basso e poggia essenzialmente sulla maggioranza, cosa che ha per necessario corollario l’esclusione di ogni vera competenza, dato che la competenza è sempre una superiorità e può essere, come tale, pertinenza di una minoranza. E’ quindi postulato democratico che vi sia una maggioranza che conferisce potere a qualcuno o a qualcosa. Ma il vero potere può venire solo dall’alto ed è legittimo solo attraverso la sanzione di qualcosa di superiore all’ordine sociale, cioè se è frutto diretto di una palese, superiore, autorità spirituale; è chiaro allora che, non potendo il superiore essere creato dall’inferiore, il popolo, ossia la maggioranza, non può conferire un potere che non possiede. L’illusione democratica si basa essenzialmente sul concetto di suffragio universale: diviene legge l’opinione dei più. Ci si rende immediatamente conto, però, di come sia facile dirigere e manipolare con argomenti demagogici l’opinione pubblica e provocare correnti nell’uno e nell’altro senso mediante adeguate suggestioni. "Fabbricare l’opinione" è divenuto il primo necessario passo che deve saper fare il "candidato alla poltrona" essendo indice della sua validità non l’argomento ma il modo di esporlo. Tuttavia l’errore più visibile risiede nel fatto che il parere della maggioranza rimane pur sempre l’espressione della incompetenza e del numero. Si tratta, è evidente, della santificazione della materia e della forza bruta, la stessa legge secondo la quale una massa trasportata dal proprio peso schiaccia tutto ciò che incontra sulla sua via. Nulla infatti prova che l’opinione della maggior parte sia quell