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Storia&sorte
No grazie PDF Stampa E-mail
Scritto da agr   
Domenica 15 Marzo 2009 01:00

Pierluigi Bragaglia, “Pippi”, rifiuta l'asilo politico in Brasile e decide di battersi per vie legali

Non chiederà asilo politico al Brasile Pierluigi Bragaglia, il militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari accusato di vari reati commessi in Italia alla fine degli anni '70. Il ministro della Giustizia di Brasilia, Tarso Genro, parlando al Senato aveva fatto intendere che il 49enne romano avrebbe seguito la stessa strada di Cesare Battisti. I legali di Bragaglia vogliono invece chiedere che il Tribunale supremo federale brasiliano lo rilasci, considerando che i reati di cui è accusato sono ormai caduti in prescrizione, risalendo a 26 anni fa. Lo scrive l'edizione Web del quotidiano brasiliano 'O Globo'. Bragaglia, latitante dal 1982, è stato arrestato in Brasile a luglio del 2008.
 
Colpevole perché innocente PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Giovedì 12 Marzo 2009 01:00

Non si è conclusa l'odissea di Demjaniuk benché sia stato assolto persino in Israele...

Gli inquirenti di Monaco hanno emesso un mandato di arresto nei confronti di John (Ivan) Demjanjuk, il presunto boia del campo di sterminio nazista di Sobibor, in Polonia. Demjanjuk, 88 anni, originario dell'Ucraina, detto "Ivan il terribile", è accusato della soppressione di almeno 29 mila ebrei quando era guardiano del campo tra il marzo e il settembre 1943. Demjanjuk emigrò negli Stati Uniti nel 1952, sei anni dopo ottenne la nazionalità americane e lavorò per anni come metalmeccanico a Cleveland, in Ohio.

ASSOLTO IN ISRAELE - Nel 1993 Demjanjuk, estradato dagli Stati Uniti nel 1986, venne assolto in Israele per mancanza di prove nell'appello di un processo che in primo grado l'aveva visto condannato a morte. Tornò negli Stati Uniti dove riottenne la cittadinanza nel 1998. Nel 2005 una corte americana sentenziò che Demjanjuk mentì sulla sua identità quando emiigrò negli Usa negli anni Cinquanta, e quindi poteva essere estradato in Germania, Ucraina o Polonia. In questi anni Demjanjuk ha presentato numerose istanze di revisione di questa sentenza. Lo scorso anno un'altra corte ha deciso che la sentenza è valida e Demjanjuk può essere estradato.

Insomma qualche polacco od ucrainocondannerà un innocente che è stato assolto persino in Israele...

 
Aggiudicato PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Lunedì 09 Marzo 2009 01:00

Irving vende su ebay capelli e frammenti ossei del Cancelliere tedesco e della moglie, definiti originali, insieme ad altri cimeli

Lo storico inglese David Irving ha messo in vendita su Internet una collezione di cimeli nazisti tra cui una ciocca di capelli e frammenti ossei di Adolf Hitler e della moglie Eva. Secondo quanto riferisce la stampa britannica, sul sito - già ribettezzato 'Naz-eBay' - vengono offerti anche un bastone da passeggio appartenuto al Fuehrer, un regalo di battesimo fatto dal comandante delle SS, Heinrich Himmler, alla figlia del comandante della Lutwaffe, Hermann Goering, fotografie e oggetti vari collegati al Terzo Reich. Il professor Irving gestisce il sito dalla sua casa di Windsor, non lontano da Londra. Lo storico 'autentica' i cimeli messi in vendita da chi ne è in possesso e si fa pagare una commissione del 15 per cento su tutti gli oggetti venduti. L'iniziativa sta già suscitando proteste e reazioni sdegnate. Simon Samuels, il direttore del Centro Wiesenthal, ha detto al 'Mail Online' di avere chiesto alle autorità britanniche di ordinare la chiusura del "disgustoso sito". Irving sostiene di avere fatto ricorso a 'Naz-eBay' perché oberato dai debiti, dovuti in gran parte alle numerose cause in cui è rimasto coinvolto per le controverse tesi sull'Olocausto che in Austria, tra l'altro, gli sono costate il carcere. Lo storico ha detto che sta ancora verificando l'autenticità dei frammenti ossei di Hitler e di Eva Braun che un collezionista americano che vive in Pennsylvania vorrebbe mettere in vendita. L'uomo sostiene di averli ottenuti da un parente che negli anni Ottanta li avrebbe acquistati da un ex agente del Kgb sovietico. I capelli del Fuehrer sarebbero stati raccolti dal suo barbiere personale che, per prelevarli senza essere notato, quando veniva chiamato dal dittatore indossava scarpe con la suola adesiva.Sul sito di Irving una ciocca è in vendita per 180 mila dollari (oltre 140 mila euro). Il bastone da passeggio del Fuehrer, di proprietà di una anziana signora inglese che vive nel quartiere londinese di Ealing, è offerto a un prezzo iniziale di 7 mila sterline (circa 8 mila euro).



 
Gute nacht Granville PDF Stampa E-mail
Scritto da Le guide du routard   
Lunedì 09 Marzo 2009 01:00

L'incredibile raid tedesco in Normandia a marzo del 1945

 
Catena di smontaggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Nuova Europa   
Sabato 07 Marzo 2009 01:00

Sessantanove anni fa Beria e Stalin davano vita ai massacri polacchi che poi avrebbero addebitato ai tedeschi

5 marzo 1940: Beria (NKVD) ed alcuni membri del politburo sovietico firmano la condanna a morte di 25.700 prigionieri polacchi detenuti in Bielorussia ed in Ucraina accusati come “nazionalisti e controrivoluzionari”. La Russia negò il successivo Massacro di Katyn sino all’ottobre 1990, quando Gorbachev chiese ufficialmente scusa alla Polonia. Sino a quella data i comunisti italiani imposero alla storia la lettura di un genocidio compiuto dai tedeschi.
 
Miguel Serrano PDF Stampa E-mail
Scritto da id-press.eu   
Giovedì 05 Marzo 2009 01:00

La dipartita del diplomatico e letterato cileno

Ex ambasciatore del Cile in India, Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Austria e presso le Nazioni Unite.

Amico personale di Nehru, Indira Gandi e del Dalai Lama, appartenne al “Circolo ermetico” insieme a CG Jung ed Herman Hesse.

Scrittore prestigioso, partecipò alla rinomata "Generación del 38", la più importante della letteratura cilena del Novecento. Libri come "La serpiente del paraíso", "Nos. El libro de la resurreción", o "Las visitas de la Reina de Saba" sono ancora pilastri della letteratura andina.

Profondamente identificato nel nazionalsocialismo e gran conoscitore della metafisica indù, dell'alchimia e della tradizione europea, oltrepassò sabato scorso all'età di 91 anni.

 
Come colonia abbiamo le carte in regola PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 04 Marzo 2009 01:00

Pende verso il piemontese Feminis la bilancia per decidere chi fu l'inventore dell'acqua di colonia. L'alternativa, Farina, piace a francesi e tedeschi

Una guerra sorda, condotta da almeno tre secoli e combattuta a partire dalla Val Vigezzo, in Piemonte, con il coinvolgimento di Francia e Germania, potrebbe avere fine grazie alla scoperta di una ricercatrice che l'ANSA è in grado di rivelare. La Val Vigezzo è la valle dei pittori, degli spazzacamini e dell'inventore dell'Acqua di Colonia, il casus belli. Già, perché su chi produsse per primo il profumo famoso in tutto il mondo - ricetta ancora segretissima, come quella della Coca-Cola o delle Alici Rizzoli - è da sempre aperta polemica. Fu Giovanni Maria Farina (1685-1766) oppure Paolo Feminis (1666 -1736)? Entrambi di Crana, in Val Vigezzo. Entrambi emigrati in Germania, forse pure imparentati. E questa pare sia l'unica cosa sulla quale tutti erano fino ad ora d'accordo. Per il resto guerra aperta tra i Farina di Colonia e i sostenitori di Feminis. Ma Silvia Ceccomori, che da anni si dedica alla storia della vallata, ha trovato in una biblioteca di Parigi i foglietti che venivano allegati all'Acqua in cui Giovanni Antonio Farina (1718-1787), nipote di Giovanni Maria, attesta che quell'Aqua Mirabilis, poi Acqua di Colonia, delicata miscela di olio di neroli, bergamotto, lavanda e rosmarino fu "inventata da Paolo Feminis, italiano e già distillatore di Colonia". Dunque Feminis era a capo di un laboratorio dove si produceva l'Acqua e Antonio Farina fu l'erede al quale venne trasmesso il segreto di fabbricazione. Suo nipote, nel 1806, fonderà a Parigi la Jean Marie Farina,in seguito ceduta a Roger et Gallet. Una conferma, in sostanza, di quanto tenacemente sostenuto dal Comune di Santa Maria Maggiore, oggi il principale paese della vallata: Feminis inventò la colonia, un Farina la diffuse in tutto il mondo. Figuriamoci. Gli eredi tedeschi dei Farina, all'ottava generazione, con un marchio prestigioso da secoli tra le mani, una fabbrica prosperosa di profumi a Colonia, non avevano finora voluto sentir ragione. Nel dicembre del 2007 avevano scritto al Comune di Santa Maria proponendogli per quest'anno, 2009, l'organizzazione di un evento celebrativo "per i 300 anni della fabbrica di profumo più antica del mondo, "Johann Maria Farina gegenuber dem Julichsplatz'". Avrebbero perfino messo a disposizione "una grande quantità di oggetti e documenti" - si legge in una lettera al Comune - per l'allestimento temporaneo di un Museo del Profumo. E i loro documenti attesterebbero inequivocabilmente che l'inventore dell'Acqua è il loro antenato. Santa Maria invece dà un'altra versione. Nel sito del Comune è scritto: " Giovanni Paolo Feminis, sulle orme di tanti convalligiani, lasciò ancor ragazzo la Valle Vigezzo, raggiungendo la Germania per praticarvi il commercio, prima a Rheinberg e in seguito a Magonza sul Reno e a Colonia, dove poté dare sfogo alla sua predisposizione per gli infusi medicamentosi e l'erboristeria, aprendo una distilleria e vendendo localmente, fra gli altri profumi, una straordinaria "aqua mirabilis" a base di alcool e di essenze finissime, alla cui formula avrebbero contribuito i preziosi consigli contenuti in una pergamena consegnatagli da un monaco, col quale il Feminis sarebbe stato in rapporto di affettuosa corrispondenza." “Nessun brevetto, nessuna ricetta, nessun appunto: solo la tradizione vuole che Feminis abbia tramandato i segreti della sua arte alla famiglia Farina" replica la rinomata ditta tedesca accusando i sostenitori del Feminis di "avere condotto delle indagini storiografiche basate più sulla leggenda e sulla chiacchiera". Il documento trovato ora da Silvia Ceccomori metterebbe fine alla querelle secolare. L'attestato da lei rinvenuto porta la firma di Mathieu Seutter della facoltà di medicina di Colonia, 13 gennaio 1727. Difficile dunque che la diffida tedesca al Comune di Santa Maria vada a buon fine: "Vogliate quindi correggere le informazioni non corrispondenti a realtà sul vostro sito e indicare il profumiere Giovanni Maria Farina come unico vero ideatore dell'Acqua
 
Una zomper PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 03 Marzo 2009 01:00

Saltato definitivamente il depistaggio che aveva avuto per oggetto Zornitta. E intanto nessuno si è più occupato dei bombaroli di Aviano...

Temeva un colpo di coda, un imprevisto di qualunque tipo che all'ultimo momento l'avrebbe rigettato nell'incubo: Elvo Zornitta, l'ingegnere di Azzano Decimo (Pordenone), unico indagato nell'inchiesta sugli attentati attribuiti a Unabomber, invece, da oggi può tirare un sospiro di sollievo. Lui, che a causa del misterioso bombarolo del Nordest, ha perso il lavoro, la serenità e un mucchio di denaro per far valere la sua verità, da oggi, ufficialmente, con Unabomber non ha proprio più nulla da dividere. Lo aveva già sostenuto il sostituto Procuratore di Trieste, Federico Frezza, ultimo di una schiera di magistrati che in circa 15 anni di sono occupati di Unabomber. Il 30 dicembre Frezza aveva formalizzato la sua richiesta di archiviazione del procedimento contro Zornitta per mancanza di ''elementi sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio''. Oggi il Gip di Trieste, Enzo Truncellito, ha accolto quella richiesta e ha firmato il decreto di archiviazione: anni d'indagini, più di venti magistrati di quattro Procure, decine di investigatori, un intero pool interforze, non sono riusciti a dare valore di prova a quelli che si sono dimostrati essere semplici sospetti nei confronti di Zornitta e che, come tali, valgono assolutamente nulla in un'aula di giustizia. Anzi, quella che doveva essere la prova regina contro l'ingegnere friulano (un lamierino trovato in un ordigno inesploso con le tracce lasciate da un paio di forbici di Zornitta), si è trasformata nella chiave di volta del suo proscioglimento: per quel lamierino c'è l'ipotesi, tuttora all'esame del Tribunale di Venezia, che il lamierino sia stato manomesso da uno degli investigatori, Ezio Zernar, proprio per incastrare Zornitta. Alla luce di questo e visto lo stato delle indagini - lo ha ammesso lo stesso Procuratore di Trieste, Michele Dalla Costa - l'archiviazione ''è la soluzione piu' soddisfacente'', anche perché consente, qualora dovessero emergere nuovi elementi, di riaprire le indagini sugli oltre 30 attentati (con decine di feriti, anche bambini e anziani) attribuiti negli ultimi 15 anni a Unabomber ed, eventualmente, anche su Zornitta. L'ingegnere friulano (che era indagato per le ipotesi di reato di lesioni personali gravissime e utilizzo di materiale esplosivo) esce così da una scena sulla quale era stato trascinato per una serie di indizi che avevano portato a indicarlo come il bombarolo del Nordest: dalle fialette di aromi per i dolci, ai contenitori di sorprese degli ovetti Kinder, fino ai fuochi pirotecnici preparati - a suo dire - per la figlia nel giardino di casa. Oggi, che ''è finita per davvero'', per usare le sue stesse parole, Zornitta non nasconde la sua soddisfazione. Ricorda ''il calvario di questi anni''; ringrazia la moglie e la figlia, gli avvocati Maurizio Paniz e Paolo Dell'Agnolo che lo hanno assistito; dice che ''finalmente e' arrivato il momento di aprire una bottiglia di spumante che da troppo tempo aspetta in frigo'' ed esprime un solo desiderio: quello di tornare ad avere un lavoro adeguato alla sua preparazione professionale e alle sue qualità. Ai 2,5 milioni di euro di risarcimento che ha chiesto a Zernar e allo Stato fa solo un cenno ''perché - spiega - i soldi non mi restituiranno mai nemmeno un'unghia di ciò che io e la mia famiglia abbiamo dovuto passare''. Al bombarolo (o ai bombaroli, come ipotizza il pm Frezza nella sua richiesta di archiviazione), riserva poche parole. ''Il suo silenzio - dice - mi fa paura, ma anche sperare. Se non ha ripreso questa sfida al mondo intero, in cui si sente un sovrano, un Dio di questa terra, c'è motivo di sperare che sia successo qualcosa che gli ha impedito di agire e - conclude con amarezza - tutti sanno a cosa mi riferisco''.

Saltato definitivamente il depistaggio che aveva avuto per oggetto Zornitta. E intanto nessuno si è più o

 
Mikis PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Sabato 28 Febbraio 2009 01:00

Trentaquattro anni fa l'assassinio di Mantakas inaugurava gli anni di piombo

Il 28 febbraio 1975 l'assassinio dello studente greco Mikis Mantakas, ad opera di un plotone comunista, apriva la serie delle uccisioni da arma da fuoco. L'omicidio avveniva all'ingresso della sezione romana Prati del Msi, tra via Ottaviano e Piazza Risorgimento. Occasione dell'apertura della stagione del piombo era il processo che si stava tenendo nel vicino tribunale di Piazzale Clodio ai tre responsabili identificati della strage di Primavalle in cui, ventuno mesi prima, erano arsi vivi Virgilio e Stefano Mattei, 22 e 8 anni. I giovani missini e i comunisti si erano contesi l'aula del tribunale e i secondi avevano avuto ripetutamente la peggio. Quella mattina si presentarono armati e iniziarono a fare fuoco, senza successo, già nel piazzale. Le forze dell'ordine impedirono l'accesso al palazzo di giustizia e i missini ripiegarono nella sezione Prati. A metà mattinata si verificò un assalto comunista alla sezione, chi si trovava dentro uscì per respingerlo. Fu allora che gli assalitori si aprirono a ventaglio e alcuni di loro fecero fuoco. Mikis Mantakas, 21 anni, iscritto al Fuan, fu colpito alla testa e morì poco dopo. Gli stragisti di Primavalle frattanto vennero trattati con i guanti bianchi dal tribunale, se la cavarono con una condanna risibile e vergognosa di “omicidio preterintenzionale”. Uno di loro, Achille Lollo, rifugiatosi in Brasile dove opera nel clan di Lula, non ha perso occasione successivamente di mostrare che genere di personaggio abietto sia. Ma questa è un'altra storia. Pensiamo invece a ricordare il giovane greco venuto a morire a Roma per la civiltà. Alalà!
 
Vaniloqui atlantidei PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Lunedì 23 Febbraio 2009 01:00

Gli inglesi e la loro versione della Terra Sommersa

La mitica Atlantide sarebbe stata vista in fondo all'Oceano Atlantico da Google Ocean, nuovo servizio di Google Earth. Lo rivela il Sun. La traccia della presunta Atlantide, a giudicare dalle foto del tabloid inglese, è un rettangolo attraversato da 'strade', situato sul fondo dell'oceano a circa 620 miglia marine a ovest dell'Africa. Avrebbe una superficie di circa 20.000 kmq. Una delle teorie sulla sparizione di Atlantide è che essa sia stata inghiottita dal mare in seguito a un terremoto.
 
Un anno fa nasceva Casa Pound PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Lunedì 27 Dicembre 2004 01:00

La notte tra il 26 e il 27 dicembre del 2003 il nucleo storico delle ONC creava la prima OSA che oggi è un modello a respiro internazionale

La notte tra il 26 e il 27 dicembre del 2003 il nucleo storico delle Occupazioni Non Conformi creava la prima Occupazione a Scopo Abitativo che oggi è un modello a respiro internazionale.
 
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