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Scritto da corriere.it   
Giovedì 04 Gennaio 2018 00:19


Le ultime prospettive rimasteci

Dopo le abbuffate di Natale e Capodanno, il cibo è l’ultima cosa di cui gli italiani vogliono sentir parlare in questi giorni. Invece se lo ritroveranno dappertutto per l’intero 2018: dopo il 2016 anno nazionale dei cammini e il 2017 dei borghi, quello che è appena iniziato è l’anno del cibo italiano. Lo hanno deciso i ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dei Beni culturali e del turismo. Le manifestazioni, le iniziative e gli eventi — tutti legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica italiana — partiranno, da subito, fin da gennaio. Si punta, in particolare, sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente nell’albo d’oro dell’Unesco. Quello a cui ambiscono anche — e l’anno del cibo sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata — il Prosecco e l’Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari. Lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come l’enogastronomia faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana.
«Abbiamo un patrimonio unico al mondo — ha spiegato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina presentando nei giorni scorsi l’iniziativa — che grazie all’anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. Dopo la grande esperienza di Expo Milano, l’esperienza agroalimentare nazionale torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. E credo che in quest’ottica sia giusto dedicare l’anno del cibo a una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini: «Dopo il successo del 2016 anno nazionale dei cammini e del 2017 anno nazionale dei borghi, il 2018 sarà l’anno del cibo italiano. Un’occasione importante per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo. Grazie alla collaborazione dei ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche all’estero in maniera integrata e intelligente valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio che è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana». Il primo passo del 2018 anno del cibo italiano è una campagna social tutta incentrata su alimenti e piatti d’autore, realizzati con tempera e chiaro scuro, in marmo o su ceramica.

 

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