Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Febbraio 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
262728    

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Cultura millenaria PDF Stampa E-mail
Scritto da val.gro   
Martedì 23 Gennaio 2018 00:15


Anche i cannibali però

"Chiedere l'elemosina fa parte della cultura millenaria della mia imputata". Così l'avvocato di Dughiana Stanescu, 44 anni romena di etnia rom, accusata di accattonaggio con lo sfruttamento di un minore, ha tentato di giustificare davanti al giudice il comportamento della sua assistita.
Stanescu, secondo le accuse, era stata sorpresa in una piazza di Ivrea, nel 2015, mentre chiedeva alle persone che parcheggiavano l’auto l'elemosina. Ad accompagnarla, il figlio di dieci anni. Da qui, l’accusa di impiego di minori nell'accattonaggio (reato punibile con una pena da 15 giorni a tre anni a seconda della gravità del fatto).
Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a tre mesi per l'imputata, ritenendo ampiamente provata la sua colpevolezza. L'avvocato difensore, Valentino Pascarella, ha invece sostenuto come l’accattonaggio con i figli sia tradizionale nel comportamento dei nomadi rom. Non solo. Secondo il difensore non venne neppure accertato con precisione l’età del figlio (il reato infatti prevede la soglia di 14 anni) in quanto secondo l’avvocato l'età è stata stabilita per stima dagli agenti che hanno fermato e denunciato Stanescu. Per questo Pascarella ha chiesto l’assoluzione della sua assistita.
La giudice Ombretta Vanini del tribunale di Ivrea ha condannato Stanescu a tre mesi. La donna al momento risulta irreperibile.
Non è la prima volta che di fronte alle accuse di sfruttare i minori nell'accattonaggio, imputati di etnia rom fanno ricorso alle loro tradizioni. Già in passato diversi casi (più gravi di quello affrontato a Ivrea) erano stati portati anche all'attenzione della Corte di Cassazione che però ha respinto questa tesi difensiva.

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.