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Scritto da repubblica.it   
Giovedì 03 Maggio 2018 00:15


Negli Usa tutti accusati di molestie sessuali

E magari nello specifico c'entra anche la concorrenza

Nuova, durissima, accusa per Uber: ci sarebbero più di 100 autisti accusati di molestie sessuali o abusi negli ultimi quattro anni.
A rivelare i contenuti di un'indagine attualmente in corso è la Cnn, secondo la quale l'app per auto con conducente ha prima accettato e poi cancellato un'intervista con l'emittente sulle rivelazioni. E Uber? Come si è difesa da un'accusa così dura? Come ha risposto ad un colosso come la Cnn? In nessun modo. Il colosso delle auto nere di fatto ha chiuso le comunicazioni e non ha commentato la vicenda.
Sul caso è stato solo diramato un un comunicato ufficiale nel quale spiega che i veicolo Uber sono sicuri e che c'è tutto un sistema di sicurezza anti-violenza. In realtà a ben vedere le misure prese contro eventuali assalti o abusi sono sostanzialmente un pulsante di emergenza in macchina e la possibilità di denunciare ai vertici di Uber l'accaduto. Cose che evidentemente non hanno funzionato perché da quello che abbiamo visto le oltre 100 vittime di presunte violenze non si sono rivolte ad Uber ma direttamente alla Polizia.
Secondo la Cnn però il caso è in fase molto avanzata: "Questi 103 conducenti - spiegano al colosso Tv - sono stati arrestati, ricercati dalla polizia o i loro nomi sono stati citati in procedimenti civili relativi agli incidenti. Di questi, 31 sono stati condannati, mentre in altri 18 casi il caso è stato archiviato".
Un fenomeno diffuso in tutti i sistemi di passaggi in auto: la stessa indagine ha rilevato che Lyft, uno dei principali concorrenti di Uber, ha avuto almeno 18 casi di molestie sessuali. Molti di questi coinvolgono donne che si addormentano in macchina dopo una notte di festa, momento di debolezza sfruttato per stupri o aggressioni.
I numeri delle violenze però potrebbero essere (di molto) sottositimati: le polizie locali con cui ha collaborato la Cnn nell'elaborazione dei dati (Los Angeles, Boston, Austin e Denver) hanno registrato numerosi episodi di questo tipo non ancora verificati.
Non solo: la maggior parte dei casi è stata risolta attraverso l'arbitrato, soluzione caldeggiata da Uber che include clausole di riservatezza. Senza contare che, come ha raccontato Jeanne Christensen, un avvocato che rappresenta numerose vittime degli autisti di Uber, "la ditta delle auto nere ha fatto un lavoro miracoloso per mantenere il silenzio più assoluto su questa inchiesta". Insomma, siamo solo agli inizi di un caso che si potrebbe rivelare gigantesco.

 

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