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Tentare di uccidere un fascista non è reato PDF Stampa E-mail
Scritto da fascinazione.info   
Venerdì 25 Maggio 2018 00:42


Il Tribunale di Venezia rispolvera gli anni Settanta

L'indignazione corre sui social dopo la clamorosa sentenza del tribunale di Venezia sulla faida interna alla tifoseria del Venezia calcio che ha visto per mesi scontrarsi duramente il “Gate 22” che fa riferimento al centro sociale Rivolta e i “Vecchi Ultrà” vicini al Veneto fronte skinhead. Ma una faida anche familiare, perché tutto ruota intorno a due coppie di fratelli, i "rossi" Zangrando e i "neri" Miglioranzi. La Corte ha di molto alleggerito le richieste della Pm Lucia D'Alessandro, 54 anni, ridotti a 35 anni e 1 mese di condanne. In realtà a far infuriare la fascisteria è il fatto che la sentenza è clamorosamente sbilanciata a favore degli ultras antagonisti, con una pena sospesa e una caterva di assoluzioni.
Ma partiamo dai fatti che si sono succeduti tra il 22 gennaio e il 21 ottobre del 2012. Una escalation che era finita in quello che la Procura aveva qualificato come tentato omicidio. Per vendicare il fratello Giacomo, sfregiato in una precedente rissa, Matteo Zangrando, insieme ad Andrea Sartorato e Matteo Pavan, nel centralissimo piazzale Roma avevano aggredito i fratelli Miglioranzi, esponenti dei “Vecchi Ultrà”, incrociati mentre i due gruppi si recavano allo stadio per vedere la partita col Mantova. A Marco una martellata in testa aveva fratturato la teca cranica con 30 giorni di prognosi, Andrea se l'era cavata con contusioni guaribili in pochi giorni. Ma per il tribunale non si è trattato di tentato omicidio, ma di lesioni aggravate.Cosi Matteo Zangrando, per cui la pm aveva chiesto 10 anni, ha avuto solo 2 anni con pena sospesa (con esclusione dell’aggravante della premeditazione e concessione delle attenuanti generiche) e al pagamento di 2.000 euro a Marco Miglioranzi, mentre i coimputati, caduta l'imputazione più grave sono stati assolti "dal concorso morale".
Mano pesante, invece, della Corte per l'episodio che aveva innescato la faida, gli scontri del 31 gennaio al Parco Bissuola a Mestre. «Una guerriglia urbana» con sassaiole, esplosioni, persone a volto coperto. In quell’occasione un colpo con il tirapugni sfregia al volto Giacomo Zangrando.Sono stati condannati 5 vecchi ultras: i fratelli Miglioranzi ( 6 anni e 8 mesi), Elia Baratella, Bruno Frison e Andrea Vianello (6 anni e 3 mesi), con interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento per Giacomo Zangrando di 294.877,14 euro, con sentenzia provvisoriamente esecutiva. Le pene sono elevate proprio in virtù del fatto che la ferita provocata alla parte offesa è permanente. Assolti dall’accusa di rissa aggravata gli undici "rossi": per i giudici si è trattato di un’aggressione dei “Vecchi Ultrà” contro il “Gate 22”, non di uno scontro tra due bande avversarie.
La "guerriglia" al parco era a sua volta una rappresaglia, per uno scontro del 22 gennaio in via Garibaldi. Un gruppetto di tifosi del “Gate 22” pestò uno dei “Vecchi Ultrà” che però non ha testimoniato, assicurando così l’assoluzione ai sei imputati.

 

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