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Ce n'eravamo accorti da soli PDF Stampa E-mail
Scritto da huffingtonpost.it   
Venerdì 15 Giugno 2018 00:00


Ora però lo conferma la scienza

Stiamo diventando sempre più stupidi: a dirlo è una ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Secondo quanto osservato dagli studiosi, la crescita costante del quoziente intellettivo (nota come "effetto Flynn"), che si è registrata nel corso dell'ultimo secolo nei paesi più sviluppati, si sarebbe fermata. Nello specifico, gli uomini nati tra il 1962 e il 1991 avrebbero perso ben 7 punti nei test d'intelligenza a partire dalla metà degli anni '70.
L'analisi è stata condotta su 730mila test conservati dal Ragnar Frisch Centre for Economic Research norvegese: dai dati è emerso che l'effetto Flynn ha raggiunto il suo apice per le persone nate a metà degli anni '70, ma a partire da quel momento il quoziente intellettivo non ha fatto altro che diminuire.
Per effetto Flynn si intende l'aumento dell valore del QI medio della popolazione, osservato da James R. Flynn nel corso degli anni: a partire dagli anni '80, Flynn osservò come il valore del quoziente intellettivo fosse aumentato in modo progressivo, con una crescita media di circa 3 punti per ogni decennio. La popolazione statunitense, ad esempio, dal 1938 al 1984 ha guadagnato più di 13 punti.
I tempi del "boom" sono, però, ormai lontani: "Se prendiamo questo modello per buono, i risultati sono impressionanti, ma anche preoccupanti", afferma al Times lo psicologo Stuart Ritchie della University of Edinburgh. Preoccupanti perché sembra proprio che le nuove generazioni non beneficino di un aumento di QI: i dati analizzati dai ricercatori infatti derivano dai test fatti da norvegesi tra i 18 e i 19 anni, i quali li compilavano per il servizio militare. Ciò permette di osservare il comportamento di ben tre generazioni di uomini, ovvero quelli nati tra il 1962 e il 1991. La perdita di QI è evidente: mancano ben 7 punti.
Ma a cosa potrebbe essere dovuto questo tracollo? Come spiegava tempo fa Flynn al Telegraph, "i giovani d'oggi e la loro cultura si orientano molto di più sul computer e sui giochi al computer rispetto alla lettura e al tenere conversazioni reali". È possibile, però, anche i test non siano aggiornati: oggi - come sostiene anche uno degli autori dello studio, il ricercatore Ole Rogeberg - l'intelligenza è molto più fluida, fatta di logica e di nuove materie, rispetto a quella cristallizzata, fatta di cose che ci insegnano e che dobbiamo imparare. Potremmo quindi avere una nuova sensibilità che i test canonici non riuscirebbero a registrare.

 

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