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La privatizzazione dello spazio PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Mercoledì 25 Luglio 2018 00:35


Turboturboliberismo

Un test considerato critico e di grande importanza: la separazione dal razzo della capsula di salvataggio. Il motore della cabina ha funzionato a dovere e ha lanciato la cabina per l’equipaggio, lontana dal resto del veicolo spaziale. Si tratta del nono lancio di prova di Blue Origin, ma per la compagnia di Jeff Bezos questo era il risultato decisivo . Infatti, la stessa azienda aveva riferito che se il test fosse andato bene, i primi viaggi suborbitali, con i dipendenti della compagnia, sarebbero stati operativi entro la fine dell’anno.
Partito dalla struttura di lancio in Texas, il volo del razzo è durato poco più di due minuti, e serviva a sperimentare l’effettiva sicurezza del distacco della cabina dal resto del veicolo. E così è successo: la capsula si è separata senza toccare il resto del razzo, per poi atterrare in acqua. Al momento però, la prova è stata realizzata con dei manichini, presenti all’interno dell’abitacolo. I primi membri umani dell’equipaggio saliranno a bordo entro la fine dell’anno. 
L’intera missione è durata 11 minuti, con la cabina che ha raggiunto una velocità massima di 2.236 miglia all’ora (3598 km/h). I manichini sono stati sottoposti a un’accelerazione di 10 G, ma per la dirigente di Blue Origin Ariane Cornell, non è un problema, poiché quel tipo di accelerazioni sono normali, soprattutto in quel breve lasso di tempo e con i sedili reclinati, «ciò che è importante è riportare l’equipaggio a casa, sano e salvo», ha commentato durante la diretta streaming del lancio. 
Qualche giorno fa, Reuters aveva anche rivelato in esclusiva, il prezzo di un viaggio: dai 200 mila ai 300 mila dollari. Insomma, prendere un razzo Blue Origin per volare nello spazio, potrebbe essere ben presto un’azione concreta e possibile. 


 

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