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Scritto da ilsole24ore   
Martedì 18 Dicembre 2018 00:06


In Italia si resta nella classe dei genitori

Nello studio svolto dai ricercatori Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio del dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia (ma lo studio non riflette necessariamente l’opinione dell’istituto centrale) non si danno ricette ma si sottolinea come «la mobilità intergenerazionale costituisca un elemento cruciale in termini di uguaglianza. Una società che registri possibilità di successo economico significativamente superiori in funzione delle fortune dei propri avi tende a generare scontento ed è fonte di possibili tensioni nella parte di popolazione svantaggiata. Tale circostanza costituisce poi un’alterazione dei principi di uguaglianza su cui si fondano le democrazie occidentali» e la nostra stessa Costituzione.
Basandosi anche sui dati delle indagini della Banca sui bilanci delle famiglie italiane tra il 1993 e il 2016, si nota come «uno dei canali di trasmissioni delle condizioni di benessere dai genitori ai figli è l’istruzione» e «le stime mostrano una elevata persistenza intergenerazionale nei livelli di istruzione». Nonostante l’istruzione pubblica e la scuola dell’obbligo questa è in grado di compensare solo in parte le diseguaglianze di partenza. La scelta alle superiori è infatti condizionata e dipendente dalla scolarità dei genitori e «gli studenti si autoselezionano nelle diverse tipologie di istruzione secondaria (o nell’abbandono scolastico) sulla base dei risultati precedentemente conseguiti e della professione e del titolo di studio dei propri genitori. Tale meccanismo determina una segmentazione della popolazione di studenti (ad esempio tra licei e scuole professionali) fortemente correlata con le classi sociali di provenienza».
Sui redditi da lavoro «le stime dell’elasticità dei redditi da lavoro collocano l’Italia nel novero dei paesi a bassa mobilità intergenerazionale, confermando i risultati di precedenti studi» e «restituisce l’immagine di una società che tende a divenire meno mobile negli anni più recenti». Inoltre, l’analisi ha evidenziato un ruolo calante del fattore istruzione mentre «decisamente crescente è invece il contributo dei fattori familiari diversi dall’istruzione».
Anche per la ricchezza si riscontrano valori che collocano l’Italia tra i paesi avanzati con livelli relativamente elevati di persistenza intergenerazionale; come per l’istruzione e il reddito, si riscontra una tendenza all’aumento della ereditarietà delle condizioni economiche in termini di ricchezza.

 

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