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In Italia ci sono le leggi razziali PDF Stampa E-mail
Scritto da parstoday.com   
Lunedì 28 Gennaio 2019 00:33


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Dal 5 Novembre 2018, le sanzioni approvate dagli Stati Uniti contro l’Iran, che tra l’altro sono illegali e contro gli accordi presi con gli stessi Usa nel luglio del 2015, hanno imposto una triste vita quotidiana ai cittadini iraniani in Italia, paese che si era sempre contraddistinto per la sua equidistanza nelle crisi mediorientali e la sua amicizia nei confronti dell’Iran.
Fabrizio lavora nell’amministrazione di una delle banche di Roma, e spiega che nella loro banca hanno assunto un impiegato iraniano, ma è paradossale il fatto che sono riusciti ad assumerlo, ma non riescono ad aprirgli un conto, solo perché di nazionalità iraniana.
Le silenziose leggi razziali vanno oltre: molti iraniani che già hanno un conto, sono stati contattati e a loro la banca ha comunicato di voler chiudere il conto. Ancora una volta, l’unico motivo è la nazionalità. È accaduto a Hamed, che vive e lavora da tanti anni in Italia.
La persecuzione passa anche attraverso la stessa parola Iran; chi per qualsiasi ragione scriva nella causale di un bonifico bancario la parola Iran, Persia, Teheran, Isfahan eccetera crea subito il blocco del versamento; i soldi si bloccano e sono problemi per chi ha ricevuto i soldi e chi li ha mandati. È successo a Maryam, che aveva ricevuto dei soldi da un amico, che gli aveva rimborsato un prestito fattole durante un viaggio in Iran. A Maryam hanno fatto il quinto grado, ha dovuto portare in banca i documenti del suo permesso di soggiorno, rispondere addirittura ad un “interrogatorio”.
Insomma, in questi giorni si parla tanto di “leggi razziali”, di quanto fossero brutte, di quanto alcuni abbiano sbagliato in quegli anni in Italia e altrove in Europa; oggi la silenziosa persecuzione contro un intero popolo, solo per via della sua nazionalità, non pare tanto diversa.
Gli iraniani in Italia hanno sempre fatto parte di una élite, composta soprattutto da medici, ingegneri, accademici e scrittori e sono stimati intorno alle quindicimila persone. Trattarli in questa maniera non pare giusto; non solo perché discriminare delle persone, solo per la loro nazionalità, è disumano.
Soprattutto perché sono illegali le sanzioni che attualmente colpiscono il Paese; questa volta, non si può recriminare nulla nemmeno al governo di Teheran, che ha stretto un patto, lo ha rispettato e continua a rispettarlo ed in cambio avrebbe dovuto avere la fine delle sanzioni.

 

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