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Stupro a discrezione PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 24 Ottobre 2019 00:48


Alcuni sono stupratori per uno sguardo, altri non lo sono mai perché appartengono a cerchie intoccabili

Dovrebbe essere all’università la ragazzina britannica che lo scorso luglio, durante una vacanza a Cipro, aveva denunciato di essere stata violentata da una dozzina di ragazzi israeliani in un hotel di Ayia Napa che avevano filmato e diffuso la scena come nel peggiore «revenge porn». Invece la teenager, che ha appena compiuto diciannove anni, è in attesa del processo che la vede imputata per falsa denuncia. Sì perché la giovane, dopo essere stata sottoposta a un lungo interrogatorio della polizia, ha ritrattato tutto. E i dodici israeliani tra i sedici e i diciotto anni erano tornati in patria accolti come eroi mentre lei è stata arrestata e ha passato quasi due mesi in carcere.

L’interrogatorio
Come nella miniserie tv americana Unbelievable, che si basa su una vicenda vera, alla fine sotto accusa ci finisce lei, la presunta vittima che però ora denuncia di essere stata sottoposta a pressioni psicologiche per ritrattare. Sicuramente il caso di violenza sessuale rappresentava un danno economico per Cipro che attrae un milione trecentomila turisti britannici e duecentotrentamila israeliani ogni anno. Dopo la denuncia diverse giovani britanniche erano state richiamate in patria dai genitori in ansia per la loro incolumità. Così nei primi giorni di agosto la presunta vittima era stata convocata al posto di polizia e sottoposta a diverse ore di interrogatorio: «Mi dissero che se non avessi firmato la dichiarazione in cui ritrattavo tutto, avrebbero arrestato i miei amici» ha raccontato durante l’udienza in tribunale qualche giorno fa. La ragazza ha anche detto di non aver avuto la possibilità di un avere al suo fianco un avvocato e nemmeno un interprete.

Le anomalie
Per Michael Polak di Justice Abroad, l’organizzazione internazionale creata per aiutare coloro che cercano di farsi strada attraverso i sistemi giudiziari stranieri, con tutti gli ostacoli che presentano, ci sono diverse anomalie: «La polizia non fatto rilievi nella stanza d’albergo dove è avvenuto il presunto stupro né ha organizzato un riconoscimento dei presunti violentatori. Dai cellulari dei ragazzi israeliani non sono stati scaricati i messaggi e questo è scioccante, perché è una delle prime cose che ci sia aspetta siano fatte. Inoltre non c’è alcun video dell’interrogatorio cui è stata sottoposta la ragazza».

Alla berlina
«Ogni volta che la ragazza entra in tribunale viene stuprata nuovamente a causa dell’attenzione mediatica che il caso suscita» ha detto Elena Karaoli, della Women Lobby di Cipro.

Le relazioni diplomatiche
Ad influenzare l’esito della vicenda, secondo Susana Pavlou, direttrice dell’Istituto Mediterraneo per gli studi di genere a Nicosia, devono essere state le forti relazioni diplomatiche tra Israele e Cipro. «I giovani israeliani sono tornati in patria senza neanche una tirata d’orecchie nonostante avessero messo in circolazione i video in cui si vedeva la ragazza avere rapporti sessuali con loro».

La prossima udienza
Il processo riprenderà il primo novembre quando sarà ascoltato uno psicologo britannico che certificherà come la ragazza soffra di un disturbo da trauma. Probabilmente la giovane non tornerà a casa prima di Natale.

 

 

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