Accedi



Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Ottobre 2017  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Giovani disoccupati PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Lunedì 02 Ottobre 2017 00:24


Non è solo colpa del governo ma delle famiglie

I "bamboccioni", rammentate?

Cercansi camerieri e aiuto cuochi disperatamente. Urgono alla Colombina, elegante ristorante del centro di cui è titolare Massimiliano Poggi. Ma tre mesi di annunci, tra social network (con 6 mila contatti), il passaparola fra colleghi che aveva sempre funzionato e indagini tramite agenzie, non sono serviti a nulla. «Sono arrivati meno di dieci curricula», si stupisce lo chef. E almeno la metà dei candidati ha finito per farsi di nebbia. Malgrado sul piatto ci fossero assunzioni in piena regola.
«A BOLOGNA SI STA BENE...» - «Si parla di disoccupazione giovanile, delle fughe all’estero, ma probabilmente non è vero che, per lo meno a Bologna, siamo messi così male». E Poggi di esperienza ne ha: tra i soci storici del Cambio e in cucina al ristorante di Trebbo che porta il suo nome ha sempre vissuto tra tavoli e fornelli. Ma è un tipo ottimista: «Sto cercando due ragazzi per la sala e uno per la cucina e voglio leggere questa mia inaspettata fatica, come un fatto positivo: il lavoro c’è, eccome, più di quanto se ne cerca».
PROBLEMA ANCHE DI ALTRI RISTORATORI - Da presidente del settore agroalimentare della Cna Bologna, ci assicura che altri ristoratori stanno riscontrando gli stessi disagi. Sui profili Facebook di Alberto Bettini — che aprirà il suo celebre Amerigo in uno spazio di Fico — e di Alberto Faccani che dal Magnolia di Cesenatico raddoppierà in città si ripetono gli appelli. «Fico è molto appetibile — conferma Bettini — quindi abbiamo raccolto un centinaio di curricula ma è un’impresa trovare candidati qualificati. Sembra che nessuno voglia più fare questo mestiere, ma lo scelga solo come ultima spiaggia senza sapere di cosa si tratti. Alcuni millantano esperienza solo perché hanno mixato insalate in spiaggia per una stagione».
RITARDI, NO AI FULL TIME O ALLE DOMENICHE - A Poggi è capitato di tutto. «Ci sono state persone che si sono presentate al colloquio in grave ritardo senza nemmeno chiedere scusa, altre che non si sono proprio presentate, senza avvertire». Una ha detto che il centro era troppo scomodo, un’altra non intende lavorare la domenica e un’altra ancora accetta solo part-time o non gradisce il locale. «Abbiamo anche provato tre aspiranti dipendenti — va avanti — solo che due, stranieri, si sono accorti di avere problemi con il permesso di soggiorno, mentre un altro ha ammesso di avere già un impiego mattutino».
«GIOVANI CHE NON SANNO COGLIERE OCCASIONI» - Eppure tutti, oggi, vogliono fare gli chef, evidentemente senza passare dalla gavetta dell’«aiuto». «Ai corsi di cucina si presentano in tanti — ammette Poggi — Il cuoco è una star, mentre vent’anni fa era considerato quello più unto e sporco del ristorante. Manca invece l’amore per la sala, come se il cameriere non avesse valore o professionalità. Ma il successo di un ristorante dipende al 50 per cento dalla sala. Non dico che i giovani sono fannulloni ma che probabilmente non sanno cogliere le opportunità. A volte basta essere volenterosi, attenti e gentili e poi si cresce».


 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.