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Tempi Moderni
Lassù qualcuno ti ... spia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Minelli   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

La Gran Bretagna è, da luglio 2004, la prima nazione europea ad attivare test di pedinamento e rintracciamento via satellite dei movimenti di pregiudicati sotto sorveglianza. Altro che Grande Fratello ... come al solito la realtà supera la fantasia. Dovremmo inoltre riflettere su quanto non ci è dato sapere ...

www.apogeonline.com- 16 settembre 2004

 
La leggina Sofri PDF Stampa E-mail
Scritto da Rinascita   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

La lobby “Sofri libero” ha da tempo ottenuto il consenso del Palazzo, con l’esclusione merito­ria del ministro Castelli, ostaco­lo finora costituzionalmente insuperabile.

Così, proprio in quello spiri­to bipartisan che da qualche tempo anima centrodes fra e cen­trosinistra, hanno trovato “la soluzione”.

Tra le pieghe della riforma della Costituzione è stato inseri­to un emendamento al disegno di legge, presentato dalla Casa delle Libertà, che prevede l’abrogazione della dizione “mini­stro proponente” sostituendola con quella di “ministro compe­tente”. Il significato di questa modifica, solo apparentemente irrilevante, è il diverso valore che si vuol dare alla “controfir­ma” da parte del ministro Guardasigilli. Se questa parte della riforma sarà approvata non sarà più determinante per la concessione della grazia, assu­mendo solo un carattere “notari­le”. L ‘ex leader di Lotta conti­nua, condannato a 22 anni di carcere (che sta scontando a Pisa) per l’omicidio del commis­sario Calabresi, potrebbe così ottenere rapidamente quella gra­zia che non ha mai chiesto poi­ché l’esclusivo potere di decisio­ne al Quirinale eliminerebbe “l ‘ostacolo Castelli “.

La CdL non perde quindi il vizio delle leggi “ad personam”, il fatto è che questa volta la sini­stra non fa girotondi, non lamen­ta conflitti di interesse.

L ‘amnistia, quella per tutti i detenuti “qualsiasi” è invece ancora in alto mare.

 
«PRONTO, sono il Mullah Omar». PDF Stampa E-mail
Scritto da MAURIZIO PICCIRILLI - Il Tempo   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

Il capo supremo dei taleban appena due giorni dopo il lancio di missili contro l’Afghanistan, il 20 agosto 1998, chiamò il Dipartimento di Stato americano su una linea riservata.

«Non so assolutamente cosa faccia Osama Bin Laden tantomeno se abbia mai pianificato azioni terroristiche durante la permanenza in Afghanistan», tuonò al telefono il Mullah. Tutto questo avveniva il 22 agosto dopo che i Cruise Usa avevano colpito due centri di addestramento di Al Qaeda attraverso una linea telefonica preferenziale attivata dal Dipartimento di Stato Usa direttamente con il leader supremo dei talebanL’organizzazione di Bin Laden il 7 agosto 1998 aveva attaccato contemporaneamente le ambasciate Usa in Tanzania e Kenya causando oltre 260 vittime. La reazione americana si fece attendere solo 13 giorni. Ora grazie a documenti declassificati dal governo degli Stati Uniti si possono ricostruire i rapporti tra Washington e Kabul tra il 1998 e il 2001. Si scopre così che per ben 30 volte Mullah Omar ebbe contatti con l’Amministrazione Clinton e tre volte con quella Bush.Il Mullah Omar ha conquistato potere e carisma perchè avvolto con il «mantello di Maometto» che era conservato nella moschea di Kandahar, si presentò al cospetto dei combattenti taleban prima della conquista di Kabul nel 1996. Un occhio perso durante la guerra contro i sovietici e poi la fuga in motocicletta durante l’avanzata delle milizie dell’Alleanza del Nord nell’ottobre 2001. La mitologia intorno al Mullah vuole che sia sposato con una figlia di Osama. Mesi orsono è sfuggito nuovamente alla cattura passando sotto il naso degli americani camuffato da «pellegrino». Il Mullah e la sua scorta si trovavano in una moschea quando questa fu circondata da soldati americani. Nascoste le armi nel tempio, uscirono in fila pregando senza che nessun li fermasse.I documenti resi pubblici adesso rivelano quanto e per quanto tempo sia Clinton che Bush trattarono con il capo dei taleban. Il Dipartimento di Stato americano era riuscito ad avere un contatto diretto con il Mullah Omar nel tentativo di ottenere l’estradizione di Osama Bin Laden. Un numero di telefono che conosceva solo il leader degli «studenti del corano». Il responsabile del Dipartimento di Stato p

 
Levategli il whisky! PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Mercoledì 15 Settembre 2004 01:00

USA: simpatizzante democratico un po' alticcio crea il panico discutendo con una fan di Bush. Il problema è che entrambi erano a bordo di un aereo e che l’apparecchio è dovuto atterrare per placare l’ira del beone pro-Kerry, che, tra l’altro, con il vizio che ha, si troverebbe forse più a suo agio tra i fans dell’ex-alcolizzato texano.

WASHINGTON - Non c'è solo la polemica sul passato militare di John Kerry ad infiammare il clima elettorale negli Stati Uniti. Gli animi si scaldano anche per molto meno, com'è successo a diecimila metri di quota, nei cieli del Canada, dove due passeggeri di un volo della Northwest Airlines, uno pro-Kerry ed uno pro-Bush, hanno imbastito una discussione degenerata in qualcosa di peggio. Tanto da costringere il pilota ad un atterraggio imprevisto pur di sedare le escandescenze dei due passeggeri.

"Ne ho abbastanza di George W. Bush, voterò per Kerry". Tutto è iniziato così. Quando Michael Husar, pensionato del Veteran Hospital di Northport, in viaggio da Minneapolis, Minnesota, ad Anchorage, Alaska, bicchiere di whisky in mano, ha informato la propria vicina di posto di aver appena letto un libro, piuttosto critico nei confronti dell'attuale presidente americano.

La signora, che si è subito dichiarata favorevole alla rielezione di Bush, ha risposto alle provocazioni con una strenua resistenza dialettica. Al grido di "Mi sembra chiaro che lei è repubblicana", la discussione si è infiammata, e la donna ha lasciato il proprio posto. Ed è andata da una assistente di volo, lamentandosi dello stato di ubriachezza molesta di Husar, che "mi tocca insistentemente su un braccio e su una gamba" per ribadire il suo punto di vista.

La hostess, a quel punto, ha chiesto all'uomo di calmarsi. E, non l'avesse mai fatto, lo ha pregato di consegnarle il bicchiere di whisky. Ma alla richiesta il passeggero è esploso in un attacco d'ira, ha iniziato a urlare e ad inveire contro la donna e contro la hostess. A poco è servito l'intervento di un "maresciallo dell'aria". Per precauzione, il pilota ha deciso di interrompere il volo: ha scaricato diecimila dollari di carburante, e ha fatto rotta verso l'aeroporto più vicino.


Dopo l'atterraggio a Winnipeg, Canada, Michael Husar è stato arrestato, e incriminato per aver causato problemi ad un volo aereo e violato la legge canadese. "Aveva ignorato gli ordini dell'equipaggio", si è limitato a commentare un portavoce della compagnia aerea Northwest Airlines, spiegando che l'uomo aveva messo il pilota nelle condizioni di non poter proseguire regolarmente il volo.

(15 settembre 2004)

 
Legionari romani in marcia PDF Stampa E-mail
Scritto da l'Adige   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

12 studenti dell'Università di Regensburg hanno voluto ripercorrere un'antica strada romana fino a Trento. Vestiti ed attrezzati come i legionari di 2000 anni fa. 600 km a piedi per essere snobbati dal Comune di Trento ...

"l'Adige" - 9 settembre 2004

TRENTO NON FESTEGGIA I LEGIONARI ROMANI. PARTITI IN 12, A PIEDI, DA REGENSBURG, ARRIVERANNO QUI SABATO, DOPO 600 KM.

«chiediamo solo un prato dove piantare le tende». ma un contatto col comune non ha dato esito. ben più ospitali le altre città di tappa.
l´iniziativa è dell´università tedesca che ha vestito i 12 proprio come gli antichi romani. tutto è iniziato con una vecchia imbarcazione...

di renzo m. grosselli
sabato mattina, verso le 11, dodici legionari romani faranno il loro ingresso a trento, dopo 600 chilometri di cammino. ma trento non vuole fare loro festa, superba città che si dice «barbara». ma la cosa è ancora più complicata. perché anche loro, i legionari romani, in realtà sono dei «barbari», cioè dei germanici. complicato? vediamo di spiegarci.
l´università tedesca di regensburg, o meglio la sua facoltà di storia, ha ricostruito con il massimo di fedeltà e sulla base di un relitto ritrovato a kassel, una nave «lusoria», cioè una nave da guerra romana. di quelle che servivano a navigare sul danubio per controllare i confini dell´impero. imbarcazione dal corpo snello, con 36 posti remo. l´operazione è durata un anno, a partire dal giugno 2003. tutto ad opera di volontari, studenti ma anche artigiani che che hanno riprodotto nei minimi particolari una storica nave romana. alla fine è stato dato alle stampe anche un bel libro illustrato. e l´imbarcazione è stata battezzata regina (castra regina era il nome romano di regensburg). regina è stata messa in acqua sul danubio ed è stata fatta navigare più di una volta, dando prova della sua funzionalità.
nel frattempo, un´altra iniziativa è stata messa in cantiere. se la nave doveva servire a capire come i romani difendevano i confini, c´era da dimostrare quanto fosse agevole per loro raggiungere il cuore dell´impero partendo dalla città tedesca. si è deciso quindi che 12 studenti, equipaggiati esattamente come gli antichi romani (uno di loro sulla cosa preparerà alla fine la sua tesi) partissero a piedi alla volta di roma. ovvero, a piedi sino a trento e poi in treno sino a roma. cioè 600 chilometri camminando, in tappe di 25-30 chilometri al giorno.
i baldi legionari dai capelli biondi sono partiti da regensburg il 15 agosto ed ora si trovano nei pressi di bolzano. sabato è previsto l´arrivo a trento. «questa gente - dice hermann goss direttore della weltenburger kloster, la più vecchia birreria-monastero del mondo, dell´anno 1050, che sponsorizza l´impresa - è vestita esattamente come i romani. abiti e «calzari» sono stati ricostruiti sulla base di una messe di dati storici. solo per dirle, uno dei ragazzi già al terzo giorno di cammino aveva le piaghe sui piedi». anche le tende in cui dormono la notte sono come quelle usate dai militari romani.
e il cibo? «volevano mangiare alla romana - dice goss - ma poi è stato impossibile. ogni giorno va a finire che sono ospiti di qualcuno, vista la simpatia con cui i legionari sono accolti nelle varie località in cui fanno tappa».
in tutte meno trento. «la birreria - dice il manager tedesco - ha tentato di contattare a suo tempo il comune di trento ma questo, con un fax, ci aveva risposto di non potere fare nulla». «c´è comunque in città un ostello della gioventù, oppure avete la possibilità di rivolgervi all´apt» era il succo della risposta. probabilmente, i trentini che ospitali lo sono, non avevano capito bene i contenuti dell´iniziativa.
ora però la cosa suona strana. per quasi 25 giorni dodici studenti germanici hanno camminato, sotto il sole e sotto la pioggia. vestiti da romani. e sul loro cammino hanno trovato gente pronta a dare loro uno spazio per piantare le tende ma anche un piatto caldo e un bicchiere pieno. e la loro meta, a piedi, è proprio la nostra città. in cui arriveranno sabato, probabilmente verso le 11 e quasi certamente da via brennero. ma qui, purtroppo, nessuno ha ancora indicato loro un prato su cui poter far giacere le st

 
La Pietra dello Scandalo e’ rossa e nera! PDF Stampa E-mail
Scritto da Giampaolo   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

Giunto ad oltre 2500 copie vendute (cifra inimmaginabile per una software house italiana) il videogioco “Il Rosso e il Nero” ispirato alla Guerra Civile Italiana (1943-1945) della Black Sheep Studios e’ divenuto la pietra dello scandalo. I suoi autori , secondo il benpensantismo antifascista, sarebbero rei di aver messo sullo stesso piano repubblichini e partigiani.

“Il Rosso e il Nero” , un videogioco fuori dal comune, lontano dagli schemi per diversi motivi: perche’ completamente italiano , perche’ non finanziato dalle solite multinazionali e soprattutto perche’ ispirato a fatti che non abbiamo quasi mai trovato sui nostri libri di storia. Per la prima volta e’ stato possibile impersonare un partigiano della brigata Garibaldi o un combattente delle SS italiane, tutto in perfetto stile “Medal of Honour”. Autori di tale creazione sono un gruppo di giovani programmatori italiani riunitisi sotto il vessillo della “Black Sheep Studios”, software house tricolore nata di recente. Arrivati alle 2500 copie vendute (probabilmente nessuno se lo aspettava, men che meno gli autori) il gioco ha iniziato a infastidire, o meglio a “ledere la sensibilita’ antifascista e storiograficamente omologata” del benpensantismo intellettualoide che ha accusato gli ignari programmatori del gioco di aver messo sullo stesso piano repubblichini ed SS Italiane. Forse il fastidio maggiore l’ha dato il fatto che tramite questo gioco e’ possibile rendersi conto di quale sia stata la vera dimensione di una guerra fratricida come quella che segui’ l’8 Settembre ’43, durante la quale si affrontarono molto spesso ragazzi nati nelle stessa famiglia , ma divisi dalle proprie scelte e dalle proprie convinzioni.

 
Da Starace a Storace PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

Segni dei tempi. Una volta il motto dominante era “mens sana in corpore sano”. Oggi, nella Mc Donald’s Age, essere obesi quasi quasi conviene.

Cresce l'obesita' tra gli italiani e la Cassazione prende atto che il fenomeno del sovrappeso sta un po' stretto nei limiti previsti dal Ministero delle Finanze per concedere l'assegno di invalidita' a chi ha molti chili di troppo. Per questo la Suprema Corte ha stabilito che non sono piu' vincolanti le tabelle - fissate da un decreto ministeriale del 1992 - usate per misurare il punteggio di invalidita' e che attribuiscono una percentuale di handicap agli obesi che in nessun caso supera il 40 per cento (per avere l'assegno serve il 74 per cento). Ad avviso dei magistrati di legittimita', invece, specie nelle forme gravi di accumulo adiposo, occorre valutare questa disfunzione in ''maniera svincolata dai limiti tabellari'' e dare punti piu' elevati, superiori al 40 per cento, a chi ha un rapporto molto squilibrato tra altezza e peso corporeo.
A questa decisione - sentenza 16251 della Prima sezione civile - ha portato la vicenda della signora Rita G. di Torino, un metro e mezzo di altezza per 130 chili, concentrati soprattutto sulle cosce. Proprio per le sue dimensioni, Rita aveva chiesto di essere dichiarata invalida al 74 per cento, ma il ministero aveva bocciato la sua richiesta. Cosi' la donna si e' rivolta (senza successo) alla magistratura che per due volte - prima il Tribunale e poi la Corte di Appello torinese - le rispose che, nonostante la mole, non raggiungeva il punteggio necessario. Il consulente tecnico, infatti, dopo aver sottolineato ''l'obesita' ginoide con aspetto elefantiaco delle cosce'' di Rita, concludeva la sua perizia dicendo che, ''secondo le tabelle ministeriali per l'invalidita' civile'', poteva darle solo il 40% di invalidita'. Dunque, niente assegno.
Contro il ''no'' Rita si e' rivolta alla Cassazione e il suo ricorso ha fatto breccia tra i giudici che lo hanno accolto, nonostante il parere contrario espresso dalla Procura che aveva, addirittura,chiesto la declaratoria di ''inammissibilita' '' del reclamo. In particolare, i supremi giudici hanno affermato che e' vero che le tabelle ''includono l'obesita' nella fascia di invalidita' dal 31 al 40%'', ma tale percentuale e' calcolata in riferimento a persone che hanno un ''indice di massa corporea compreso tra 35 e 40'', che non tiene conto delle nuove forme di obesita' o di quelle piu' gravi. Rita, ad esempio, ha un indice di massa corporea - calcola la Suprema Corte - del 57,7 che ''si ottiene, in base alle indicazioni ministeriali, dividendo il peso del soggetto per il quadrato della sua statura espresso in metri''. Nel caso in questione, spiegano gli 'ermellini': ''kg 130: 2,25 (1,50 per 1,50)= 57,77''. Deve quindi concludersi - afferma la Cassazione - che una ''situazione'' come quella di Rita ''richiede una indagine diretta ad acclarare il grado di invalidita', svincolata dai limiti specificati dalle tabelle''.
In pratica, adesso, alle persone 'oversize', potra' essere riconosciuto un punteggio di handicap maggiore del 40 per cento dato che - per effetto di questa decisione della Suprema Corte - i periti chiamati a valutare il livello di obesita' dovranno tenere presente non piu' solo le tabelle, ormai inadeguate per misurare le nuove obesita', bensi' l

 
La grande sorella PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

Secondo i canoni del reality show cui si è ridotto tutto il nostro vivere civile, la pentita delle nuove BR fa passerella e gioca alla diva. Insultando così compagni e vittime. Ma cosa ci si poteva attendere di diverso da una che chiamavano Compagna SO ?

Un centinaio di pagine per spiegare come è diventata brigatista e come sono stati organizzati i delitti di Massimo D’Antona e Marco Biagi. Cinzia Banelli, la prima pentita delle nuove Br-Pcc, lo ha raccontato ai pm romani, ricostruendo gli anni in cui l’organizzazione si è ricostituita. Sono dichiarazioni che mettono il sigillo a un’inchiesta il cui processo è cominciato ieri davanti al Gup. L’ex brigatista ammette: «Ho rielaborato la mia posizione politica nei fatti, avendo compreso che c’era qualcosa di sbagliato nelle scelte. La mia idea è che ci sono state quattro inutilissime morti».

 
Sequestri: che sia colpa dei fascisti? PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 13 Settembre 2004 01:00

Qualche buontempone per ammazzare la noia ha deciso di valicare le frontiere del buon gusto e dipingere una croce celtica sotto la casa di una delle ragazze italiane rapite in Iraq, riuscendo in questo modo ad attirarsi le critiche isteriche di tutto il mondo politico e le attenzioni della polizia. Chi fraintende in questo modo l’impegno politico merita decisamente poca stima, ma chi ci specula sopra ingigantendo la bravata facendola passare per un attentato alla democrazia non merita altro che disprezzo.

Raid vandalico la scorsa notte alla "Tenda della pace", allestita sotto la casa di Simona Torretta a Roma da amici e conoscenti della volontaria sequestrata in Iraq. Ignoti hanno strappato le bandiere della pace e imbrattato, dipingendovi sopra delle croci celtiche, la tenda innalzata in via dei Salesiani, a Cinecittà, dove abita la famiglia di Simona Torretta. Sull'episodio indaga la polizia.

 
Ebbrezza di velocità PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Lunedì 13 Settembre 2004 01:00

Anzi ebbrezza al volante. Sempre più gente a Roma viene colta alla guida con tracce di alcool.

Il numero delle persone sorprese in stato di ebbrezza a Roma e provincia, secondo la Polizia Stradale, è «in continua espansione». «Specie tra i giovani dice il comandante Stefano Bastreghi - è la stessa cultura del bere che si estende. Una fetta crescente di pubblico si rivolge ai superalcolici».

 
C’è velina e velina… PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Lunedì 13 Settembre 2004 01:00

In Francia una vigilessa musulmana ostenta il velo mettendo in imbarazzo più d’uno.

Una vigilessa urbana di Parigi si e' rifiutata di togliere il velo islamico che indossava sotto il berretto di servizio scatenando un nuovo dibattito in Francia. La donna, Nora C., non ha seguito le indicazioni dei superiori che lo scorso 25 agosto le avevano intimato di non indossare il velo. La conferma e' arrivata dal sindacato degli agenti di polizia dopo che la notizia era stata anticipata dalla rivista 'L'Express'. L'associazione di categoria ha reso noto che la donna, separata con due bambini, non si e' presentata piu' al lavoro, dopo aver chiesto un permesso per malattia. La protesta della vigilessa ha riportato al centro dell'attenzione la controversa legge sulla laicita' dello stato, approvata il marzo scorso dal Parlamento francese, che proibisce l'ostentazione di simboli religiosi nei luoghi pubblici. Molti gruppi islamici hanno protestato contro l'iniziativa legislativa che, oltre allo jihab, il velo islamico, bandisce dalle scuole pubbliche anche il kippah ebraico e i crocifissi vistosi. I 2 mila vigili urbani di Parigi indossano un uniforme blu e bianca e un berretto giallo e blu.

 
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