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Qualcuno è esemplare PDF Stampa E-mail
Scritto da ilgiornale.it   
Martedì 20 Dicembre 2016 00:47


Andrea Bonazza, CasaPound, Bolzano

Andrea Bonazza è conosciuto a Bolzano, ma non solo. E c'è un motivo: è stato il primo esponente di CasaPound ad essere eletto dai suoi cittadini al consiglio comunale di una città.
Non è poco, intendiamoci. Ma chissà cosa avranno pensato i suoi concittadini nel vederlo prendere parola in Aula indossando la felpa con la scritta Charlemagne, ovvero un richiamo alla Waffen-Grenadier-Divison der SS Charlemagne, la divisione delle SS naziste in Francia durante la II Guerra Mondiale.
Di certo è stata una mossa politicamente scorretta. Il video, portato agli onori della cronaca da un centro sociale "antifascista" e rilanciato dall'Anpi, ha creato non poche polemiche. In realtà nelle parole di Bonazza non c'è nulla che meriti di essere citato. Infatti il tutto passa in secondo piano fino ad oggi, quando le sinistre si accorgono della felpa visto che la Charlemagne è famosa per aver combattuto in Francia al fianco dei tedeschi e per aver difeso Berlino dall'avanzata dell'Urss fino all'ultimo.
"Nessuno ha avuto niente da dire su questo (ennesimo) atto di apologia del peggiore dei nazismi - ha denunciato l'Anpi - quello dei vari ‘Quisling’ traditori delle loro patrie, al servizio degli invasori hitleriani. Abbiate il coraggio di non essere indifferenti e di chiedere scusa". Ma Bonazza è uno di quelli che difficilmente torna indietro sulle proprie idee, evidentemente. E così ha risposto a tono ai partigiani: "Preferirò sempre indossare una felpa in onore di 1000 giovanissimi francesi morti, da soldati contro soldati, per difendere l’Europa dall’aggressione sovietica e angloamericana, piuttosto che indossare un bavaglino che ricorda chi, come i partigiani italioti, ha seminato in Italia la guerra civile con bombe, attentati terroristici, stupri, stragi e uccisioni sommarie".
Bonazza forse sapeva che avrebbe scatenato tanta polemica. E non è il primo caso in cui finisce nel mirino degli oppositori politici: a febbraio venne condannato a pagare 1300 euro per manifestazione non autorizzata in cui si limitò a esporre un Tricolore. Inoltre non teme di definirsi fascista, di apprezzare Mussolini e i libri di Giampaolo Pansa sugli eccidi dei partigiani. E così a chi gli chiede "perché ha indossato quella felpa", risponde sarcasticamente "perché è inverno, altrimenti avrei messo la maglietta".

 

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