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Gli angeli volutamente dimenticati PDF Stampa E-mail
Scritto da ilgazzettino.it   
Venerdì 04 Novembre 2016 00:24


Cinquant'anni dopo l'alluvione di Firenze

Tutta la mia verità sulle primissime giornate dell’alluvione di Firenze nel 1966, nel 50°.
Sono stato dieci anni fa nel 40° anniversario contattato dal comune di Firenze e dalla regione Toscana come “Angelo del fango” a Firenze per celebrazioni, raduni, e commemorazioni. Ero l’unico veneto nella lista degli Angeli. Sono stato poi richiamato al telefono, mi chiedevano di che scuola o istituto ero in quel periodo. Io risposi: “1° Reggimento paracadutisti”.

Mi hanno subito detto che io non c’entravo con “tali” ricorrenze e mi hanno buttato letteralmente giù il telefono. Ora c’è il 50° anniversario. Io non chiedo medaglie, pergamene, riconoscimenti, ma dal momento che siamo stati di notte gettati dagli elicotteri sui tetti delle case ove c’erano persone, e in acqua putrida piena di nafta densa, fango molto fango, animali morti e tante cose che galleggiavano verso il mare.
Allora non c’era la protezione civile, ma i vigili del fuoco mal attrezzati e pochi sapevano nuotare! E ci davano “dei matti, dei fuori di testa” perché ci gettavamo nel torbido a capofitto!

Chiedo che i soldati di allora dimenticati da tutti, anche dai giornalisti di allora, siano ricordati perché hanno salvato molte e molte persone, anche rischiando moltissimo, orgogliosi di fare il nostro sacro dovere. E dopo, molto dopo sono arrivati quei bravi ragazzi che una volta sparita l’acqua si sono messi a pulire libri, opere d’arte eccetera... con encomiabile bravura. Solo questi per i media e le autorità sono gli Angeli del fango. Noi no. Non ci sono scritti per i soldati di leva e non, che hanno operato per aver salvato molte persone. Fiorentini vi ricordate di noi? Firenze cerca di ricordarti dei tuoi paracadutisti, anche di chi dopo cinquant’anni non c’è più!

 

Gianni Velo
ex paracadutista
della Folgore
Annone Veneto (Ve)

 

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