Accedi



Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Marzo 2017  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Best seller dell'anno PDF Stampa E-mail
Scritto da ilgiornale.it   
Mercoledì 11 Gennaio 2017 01:34

La ristampa del Mein Kampf di Adolf Hitler ha venduto 85mila copie (invece delle 4mila previste inizialmente) in Germania, diventando un vero e proprio bestseller. L’edizione critica era tornata nelle librerie dopo settant’anni di divieti, si legge sullo Spiegel. Curata dall’istituto di storia contemporanea di Monaco e arricchita da oltre tremila note scritte da storici e studiosi, l’opera è stata pubblicata un anno fa. A fine gennaio uscirà già la sesta edizione ed è in preparazione anche un’edizione in francese. “Ma non sarà una traduzione parola per parola, la traduzione verrà ridotta e redatta”, ha spiegato il direttore dell’Istituto Andreas Wirsching, che ha ricevuto 70 richieste di traduzione e ha sottolineato: “Questo supera la capacità dell’Istituto”. L’unica cosa progettata inizialmente, infatti, era la versione in inglese, per una maggiore copertura di pubblico.

Si pecca contro il volere di Dio, permettendo che centinaia e centinaia delle migliori creature perdano la loro forza nell’odierno pantano proletario per istruire a professioni intellettuali, Ottentotti e Zulù. E in questo caso è proprio un addestramento come per il cane, e non di un “perfezionamento” scientifico. Il medesimo zelo e lavoro rivolto a razze intelligenti, formerebbe uomini mille volte più capaci a tali prestazioni. Questo fatto sarebbe insopportabile se in futuro non si trattasse più unicamente di eccezioni, ma già oggi è insopportabile nel caso in cui non il genio e le capacità insite nell’individuo determinano un’educazione superiore.
La locandina pubblicitaria del ” Mein Kampf” di Adolf Hitler tradotto in italiano, edizione Bompiani (1938)
Ad aver contribuito al successo del testo sono stati i commenti storici e le note di studiosi che contestualizzano il testo hitleriano, evidenziandone anche gli errori e le falsità propagandistiche per fare pubblicità al regime. “I dati di vendita ci hanno travolto”, ha aggiunto Wirsching, ricordando come il gruppo di esperti da lui messo insieme per l’edizione critica sia stato ospite in tante presentazioni del Mein Kampf anche internazionali, da Amsterdam a Mosca, da Zurigo a Toronto. “Non sono gli estremisti di destra” che acquistano il volume, ma anche lettori appassionati di storia e politica e accademici.

All’inizio era il Volk, e solo dopo venne il Reich
Il Mein Kampf (“La mia battaglia”) è stato scritto nel 1924 mentre Hitler era in carcere, in seguito al tentativo fallito del colpo di Stato di Monaco del 9 novembre 1923, ed è considerato il fondamento ideologico del nazionalsocialismo. Una prima parte del testo venne dettata da Hitler all’amico di prigionia Rudolf Hess, ritenuto da molti il più fedele fra i suoi seguaci, durante il periodo di reclusione a Landsberg am Lech. Il titolo originale doveva essere “Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia”, ma dietro consiglio di Max Amann, responsabile della casa editrice, venne cambiato. Sergio Romano sul Corriere scrisse:

Secondo Max Amann, direttore della Eher Verlag, Hitler avrebbe ricavato dalle vendite del libro circa 15 milioni di marchi tedeschi, pari a circa 90 milioni di dollari odierni. Se ne servì per comperare il suo ‘nido d’aquila’ sull’Obersalzberg, nei pressi di Berchtesgaden.
(Matthias Balk/Ap)
Esistono poche copie antecedenti al 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler (dall’uscita a quel momento ne furono vendute 241.000 copie). Nel 1930 il libro era venduto al prezzo di 12 marchi e veniva stampato nel formato 12 per 18,9 centimetri, lo stesso normalmente adoperato per la Bibbia. Fino al 1945 venne tradotto in 18 lingue, vendendo più di 12 milioni di copie. Nell’aprile 2010 è entrato nella lista di libri estremisti in Russia. A differenza dell’era nazista, quando una copia del libro veniva regalata ad ogni coppia di sposi e ai soldati al fronte, la copertina della nuova edizione è bianca con la sola scritta del titolo, senza svastiche o foto di Hitler. Con la fine del 2015 sono scaduti i diritti d’autore e il Mein Kampf è stato nuovamente pubblicato, ma solo nell’edizione critica.

La ristampa del Mein Kampf di Adolf Hitler ha venduto 85mila copie (invece delle 4mila previste inizialmente) in Germania, diventando un vero e proprio bestseller. L’edizione critica era tornata nelle librerie dopo settant’anni di divieti, si legge sullo Spiegel. Curata dall’istituto di storia contemporanea di Monaco e arricchita da oltre tremila note scritte da storici e studiosi, l’opera è stata pubblicata un anno fa. A fine gennaio uscirà già la sesta edizione ed è in preparazione anche un’edizione in francese. “Ma non sarà una traduzione parola per parola, la traduzione verrà ridotta e redatta”, ha spiegato il direttore dell’Istituto Andreas Wirsching, che ha ricevuto 70 richieste di traduzione e ha sottolineato: “Questo supera la capacità dell’Istituto”. L’unica cosa progettata inizialmente, infatti, era la versione in inglese, per una maggiore copertura di pubblico.
Ad aver contribuito al successo del testo sono stati i commenti storici e le note di studiosi che contestualizzano il testo hitleriano, evidenziandone anche gli errori e le falsità propagandistiche per fare pubblicità al regime. “I dati di vendita ci hanno travolto”, ha aggiunto Wirsching, ricordando come il gruppo di esperti da lui messo insieme per l’edizione critica sia stato ospite in tante presentazioni del Mein Kampf anche internazionali, da Amsterdam a Mosca, da Zurigo a Toronto. “Non sono gli estremisti di destra” che acquistano il volume, ma anche lettori appassionati di storia e politica e accademici.
All’inizio era il Volk, e solo dopo venne il Reich
Il Mein Kampf (“La mia battaglia”) è stato scritto nel 1924 mentre Hitler era in carcere, in seguito al tentativo fallito del colpo di Stato di Monaco del 9 novembre 1923, ed è considerato il fondamento ideologico del nazionalsocialismo. Una prima parte del testo venne dettata da Hitler all’amico di prigionia Rudolf Hess, ritenuto da molti il più fedele fra i suoi seguaci, durante il periodo di reclusione a Landsberg am Lech. Il titolo originale doveva essere “Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia”, ma dietro consiglio di Max Amann, responsabile della casa editrice, venne cambiato. Sergio Romano sul Corriere scrisse:
Secondo Max Amann, direttore della Eher Verlag, Hitler avrebbe ricavato dalle vendite del libro circa 15 milioni di marchi tedeschi, pari a circa 90 milioni di dollari odierni. Se ne servì per comperare il suo ‘nido d’aquila’ sull’Obersalzberg, nei pressi di Berchtesgaden.
Esistono poche copie antecedenti al 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler (dall’uscita a quel momento ne furono vendute 241.000 copie). Nel 1930 il libro era venduto al prezzo di 12 marchi e veniva stampato nel formato 12 per 18,9 centimetri, lo stesso normalmente adoperato per la Bibbia. Fino al 1945 venne tradotto in 18 lingue, vendendo più di 12 milioni di copie. Nell’aprile 2010 è entrato nella lista di libri estremisti in Russia. A differenza dell’era nazista, quando una copia del libro veniva regalata ad ogni coppia di sposi e ai soldati al fronte, la copertina della nuova edizione è bianca con la sola scritta del titolo, senza svastiche o foto di Hitler. Con la fine del 2015 sono scaduti i diritti d’autore e il Mein Kampf è stato nuovamente pubblicato, ma solo nell’edizione critica.


 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.