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C'era una volta il baatismo PDF Stampa E-mail
Scritto da lindro.it   
Martedì 07 Febbraio 2017 00:27


La nuova costituzione siriana rischia di seppellirlo

Se passa: democrazia parlamentare, Stato smembrato di fatto con "autonomie", riforme liberiste e fine della visione araba. Insomma Assad depotenziato e alawiti appena sopravviventi. Se passa e se è veramente così

La Russia, al termine della prima tornata di colloqui sulla Siria che si sono tenuti nel Kazakistan, ad Astana, ha proposto ai partecipanti una bozza di una nuova Costituzione della Siria che uscirà da un futuro eventuale accordo tra le parti che si stanno scontrando oramai da sei anni in una guerra civile che sta rasando al suolo il Paese e seppellendo quella che era la Siria fino al 2011, anno dello scoppio della guerra civile.
La bozza della Costituzione elaborata dalla Russia, e lasciata alla riflessione soprattutto dei così detti ribelli, sottrae potere al Presidente e struttura un più diffuso accesso al potere da parte delle diverse etnie. Secondo indiscrezioni di media arabi, la bozza della Carta ‘elaborata’ tra maggio e agosto 2016, introduce ‘sostanziali modifiche’ nell’attuale Costituzione siriana a partire del nome dello Stato, da Repubblica araba siriana a Repubblica siriana.
Cancellato ogni riferimento alla religione musulmana o al nazionalismo panarabo che ha contraddistinto oltre mezzo secolo di potere del partito al Ba’ath; ampi poteri, soprattutto legislativi, alle amministrazioni locali e largo spazio al ‘libero commercio’. La bozza avrebbe il placet degli Stati Uniti e nelle intenzioni russe -e, presumibilmente, anche del Presidente siriano Bashar al-Assad, per quanto ieri il Governo di Damasco abbia smentito di essere a conoscenza di una bozza di nuova Costituzione- dovrebbe essere sottoposta a referendum popolare.
Già nel gennaio dell’anno scorso, il Presidente russo Vladimir Putin aveva affermato che la Siria doveva impegnarsi per redigere una nuova Costituzione quale primo passo per trovare una soluzione politica alla guerra. Il fatto che questa Costituzione venga scritta fuori dalla Siria e da non siriani, è un elemento di debolezza sia apparente (rilascia l’immagine di un Paese sotto tutela) sia reale, infatti rischia, minando il diritto del Paese a gestire il proprio futuro, di essere un elemento che divide e non permette di trovare un accordo sulla Carta fondamentale della Siria post-conflitto.
Ecco i punti salienti della Carta della nuova Siria rivelati dai media arabi.
Cambio del nome: al primo articolo della carta ‘russa’ lo Stato viene indicato con il nome ‘Repubblica Siriana’ al posto dell’attuale ‘Repubblica araba siriana’.
Capo dello Stato non per forza musulmano: la bozza russa rimuove le dicitura ‘Religione del Presidente della Repubblica è l’Islam’ e ‘la Giurisprudenza islamica è fonte principale della legislazione’, sancite nell’articolo tre dell’attuale Carta costituzionale.
Due lingue ufficiali in regioni autonome: «Le istituzioni delle amministrazioni autonome culturali curde e le loro organizzazioni usano le lingue araba e curda come idiomi paritetici», recita uno degli articoli della nuova Carta che concede a tutte le regioni autonome «riconosciute per legge ad usare oltre la lingua ufficiale l’idioma della maggioranza degli abitanti previa approvazione di un referendum locale».
Più poteri agli amministratori locali: la bozza prevede l’istituzione di ‘Associazioni delle Zone’; che sono l’equivalente delle attuali ‘Amministrazioni locali’ ma con ampi poteri anche legislativi che vanno a ridimensionare il potere centrale. Queste ‘Associazioni delle Zone’ agiranno a fianco dell’‘Associazione del Popolo’  -nuovo nome dell’attuale Parlamento chiamato ‘Assemblea del Popolo’- come poteri legislativi con diritto di: interrogare il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro; nominare il Presidente dell’alta Corte Costituzionale e del Governatore della Banca Centrale che attualmente sono prerogative del capo dello Stato.
Ridotti poteri del Presidente: la bozza russa impone che il candidato alla presidenza della Repubblica abbia compiuto i 40 anni d’età; sia di genitori nati in Siria ma non sia coniugato con una non siriana. La durata del mandato presidenziale è fissata in 7 anni con la possibilità di non più di un secondo mandato. Sparisce la dicitura ‘Allah’ nel giuramento costituzionale. Un altro articolo sancisce che il Presidente «ha il compito di mediare tra i poteri dello Stati e tra lo Stato e la Società». La bozza non prevede nessun potere legislativo al capo dello Stato che dovrà «entro 7 giorni» firmare le leggi approvate dall’Associazione del Popolo e l’Associazione delle Zone. Al Presidente rimarrà la supervisione e il controllo, assieme al Parlamento, dell’apparato militare e quello della sicurezza, interna ed esterna.
Maggiori poteri al Premier: nella bozza russa sparisce l’articolo dell’attuale Costituzione che recita: «Il Presidente del Consiglio dei ministri è responsabile di fronte al Presidente della Repubblica che ha il diritto di rinviarlo a giudizio». La prerogativa di far cadere l’Esecutivo sarà appannaggio del Parlamento che può ritirare la fiducia con una maggioranza semplice dei suo membri. La nomina dei Ministri e dirigenti dei dicasteri dell`economia e della giustizia spetterà al Consiglio dei Ministri.
Rimossi riferimenti nazionalistici: sono previsti cambiamenti molto significativi e di importanza storica in quanto la Costituzione proposta rimuove ogni riferimento ideologico e programmatico con il Partito Ba’ath, e in particolare sulla identità araba della Siria, il socialismo panarabo e l`unità araba.
Libero mercato, uguaglianza delle religioni: la bozza obbliga il Paese a un modello neoliberale di economia e consacra lo Stato al potere economico privato e impone «il rispetto di tutte le religioni ed organizzazioni religiose che sono tutte uguali davanti alla legge».

 

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